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Oro e bianco o nero e blu? Svelato il mistero del vestito cangiante

Alessandra Lucivero | Editorial Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 27 Febbraio, 2015

Oro e bianco o nero e blu? Svelato il mistero del vestito cangiante

Potete fissarlo per molti minuti, stropicciare i vostri occhi e discutere con amici e colleghi sul colore del vestito che sta facendo impazzare il web. Arrendetevi: la risposta non sarà mai la stessa.

C’è chi lo vedrà nero e blu, chi risponderà di vederlo oro e bianco (magari con qualche sfumatura glicine), e chi ancora, non preoccupandosi del colore, boccerà il modello e chiuderà la pagina. La verità è che si sta sollevando un vero e proprio polverone virale, un coro unanime di più voci che si chiedono “ma dov è il trucco?”.

La storia del vestito “magico”

La foto di questo vestito cangiante è stata pubblicata su Tumblr tra il 26 e il 27 febbraio, facendo in pochissime ore il giro del mondo. A porre per prima il fatidico interrogativo sul colore è una ragazza scozzese, nota ai frequentatori del social con il nome di “Swiked”. Da questo momento in poi, la caccia alla risposta (soprattutto per i più curiosi).

Secondo gli esperti di Photoshop, il colore reale è quello più scuro, ovvero nero e blu. Ma allora, come è possibile che più della metà degli utenti lo vedano diversamente?

La risposta va ricercata nella scienza (almeno si spera di trovarla lì).

Svelato l’arcano

Per prima cosa, bisogna ricordare che i nostri occhi, piccoli o grandi, azzurri o marroni che siano, sono i responsabili della percezione della luce, attraverso l’azione di alcune cellule, note come bastoncelli e coni.

I bastoncelli ci consentono di scorgere al buio le sagome grigiastre che ci circondano; i coni, invece, fanno sì che ammiriamo la bellezza degli altri colori. Ma è anche e soprattutto il cervello a interpretare le percezioni visive che giungono attraverso queste cellule. Il discriminante, in grado di svelarci l’arcano, sarebbe dunque la luminanza, ovvero il rapporto tra l’intensità della luce emessa da una sorgente nella direzione dell’osservatore e l’area della superficie emittente. Dipende quindi dalla luce; c’è chi vede il vestito ben illuminato, dai colori blu e nero, e chi ritiene che la luce intorno sia poca e l’abito la rifletta, vedendolo oro e bianco.

Secondo John Borghi, neuroscienziato cognitivo alla Rockefeller University, anche la nostra attenzione e la memoria visiva (magari di vestiti simili già visti) influenzerebbero la percezione di ciascuno di noi.

Niente daltonismo, dunque?

No, non stiamo parlando di una patologia, quindi niente paura! Come ricorda il Dr. Paolo Perri, “il daltonismo è una malattia che provoca una grave alterazione della vista. Il paziente non riesce a distinguere i colori. Si diagnostica con dei test specifici e non c’è una cura chiara“.

Insomma, per tutto c’è una spiegazione, o quasi. Resta il fatto che il fenomeno sia divertente e curioso. Diteci, e voi come lo vedete?

 

 

 

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