Fibrosi cistica, la svolta: trapiantati quattro organi in un intervento di 36 ore

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 21 Maggio, 2026

Gli attrezzi di una sala operatoria

Una donna di 28 anni affetta da fibrosi cistica è sopravvissuta grazie a un rarissimo trapianto quadruplo eseguito all’University of Chicago Medicine. L’intervento, durato complessivamente 36 ore, ha permesso ai medici di sostituire entrambi i polmoni, il fegato e un rene della paziente utilizzando organi provenienti dallo stesso donatore. Secondo quanto comunicato dall’ospedale, si tratta del primo intervento di questo tipo realizzato in Illinois e soltanto del sesto caso documentato negli Stati Uniti.

La protagonista della vicenda è Jasmine Jones, residente a Chicago, che conviveva con la fibrosi cistica fin dall’infanzia. La malattia genetica provoca la produzione di un muco molto denso che compromette soprattutto polmoni e apparato digerente, rendendo progressivamente più difficile respirare e assorbire nutrienti.

Nonostante la diagnosi ricevuta da bambina, Jasmine aveva avuto una vita relativamente normale grazie alle cure specialistiche e ai trattamenti ricevuti nel tempo.

Il peggioramento improvviso delle condizioni

Con il passare degli anni, però, la situazione clinica ha iniziato a complicarsi. Come accade a molti pazienti con fibrosi cistica, nei polmoni della giovane si erano sviluppate infezioni croniche dovute all’accumulo di batteri intrappolati nel muco.

La malattia aveva inoltre colpito anche altri organi, incluso il pancreas. Nel 2016 Jasmine aveva sviluppato un diabete correlato alla fibrosi cistica dopo diversi episodi di perdita di coscienza avvenuti durante il periodo universitario.


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La fase più critica è arrivata nel 2025, quando i medici hanno riscontrato un grave peggioramento epatico. La giovane era stata trovata semi-incosciente nella propria stanza dalla madre e trasportata d’urgenza in ospedale, dove gli esami avevano evidenziato un’insufficienza del fegato. Nel frattempo anche i reni avevano iniziato a perdere funzionalità e il corpo mostrava segni sempre più evidenti di sofferenza, tra gonfiore diffuso e ittero.

La decisione di sostituire quattro organi

Inizialmente i medici avevano valutato un trapianto di fegato e rene. Tuttavia, la presenza di batteri resistenti agli antibiotici nei polmoni della paziente rappresentava un rischio molto elevato.

Se i chirurghi avessero trapiantato solo fegato e rene, la successiva e inevitabile terapia immunosoppressiva antirigetto (basata su inibitori della calcineurina e steroidi) avrebbe azzerato le difese della paziente. I batteri intrappolati nei vecchi polmoni avrebbero causato una sepsi fulminante e letale nel giro di poche ore. La rimozione totale dei polmoni nativi (pneumonectomia bilaterale) è stata l'unica vera manovra di bonifica infettivologica possibile

L’intervento ha richiesto il coordinamento di numerosi specialisti appartenenti a diverse aree mediche. I chirurghi hanno iniziato rimuovendo i polmoni malati della paziente, sostituendoli con quelli del donatore.Le mani di chirurghi in una sala operatoria

Successivamente è stato trapiantato il fegato, mantenuto vitale grazie a un dispositivo che continuava a pompare sangue ossigenato all’interno dell’organo durante l’attesa. Il giorno successivo, dopo un breve periodo in terapia intensiva, i medici hanno completato l’operazione con il trapianto del rene.

Il recupero e la nuova vita dopo l’intervento

Dopo il trapianto Jasmine è rimasta ricoverata per circa sei settimane, seguite da un periodo in una struttura di riabilitazione. Oggi assume farmaci immunosoppressori per evitare il rigetto degli organi e continua i controlli medici periodici. I medici stanno inoltre monitorando il pancreas, che potrebbe avere bisogno di un futuro intervento.

La paziente ha raccontato di percepire un netto cambiamento nella vita quotidiana. Dopo anni passati tra ricoveri e stanchezza costante, ora riesce ad alzarsi con più energia e pensa già al ritorno al lavoro e all’attività fisica.

Uno degli aspetti più significativi, spiegano i medici, è che i nuovi organi non sono affetti da fibrosi cistica. Jasmine ha definito il donatore “un regalo di vita”, dichiarando di sentirsi profondamente grata per la possibilità di vivere un futuro che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.

Fonti:

News Wise - Illinois’ First Quadruple-Organ Transplant of Its Kind Saves UChicago Medicine Patient with Cystic Fibrosis

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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