Una dieta ricca di cibi ultraprocessati potrebbe incidere anche sulla fertilità? I cibi industriali possono influenzare la salute molto più di quanto si pensi. Secondo una nuova ricerca, infatti, il consumo abituale di cibi ultraprocessati sarebbe associato al livello di fertilità.
Vediamo quanto e in che modo questi alimenti incidono sulla salute riproduttiva.
I cibi ultraprocessati riducono la fertilità? Cosa ha scoperto lo studio
A indagare il legame è uno studio condotto dalla McMaster University e pubblicato sulla rivista Nutrition and Health. I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 2.500 donne, raccolti all’interno del National Health and Nutrition Examination Survey, uno dei più ampi database sanitari disponibili.
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L’obiettivo? Comprendere se la qualità della dieta potesse influenzare la salute riproduttiva.
Per farlo, gli studiosi hanno confrontato le abitudini alimentari di donne fertili con quelle di donne che riferivano infertilità, definita come l’assenza di concepimento dopo almeno un anno di tentativi.
Quali sono stati i risultati?
Le donne con difficoltà a concepire consumavano una quota significativamente più alta di cibi ultraprocessati, pari a circa il 31% dell’apporto calorico giornaliero. Secondo l’analisi, questo tipo di alimentazione sarebbe associato a una riduzione fino al 60% delle probabilità di concepimento.
I cibi ultraprocessati non sono solo "industriali", ma formulazioni di sostanze derivate da alimenti con additivi (coloranti, emulsionanti, edulcoranti) e pochissimo cibo integro.
Cibi ultraprocessati e fertilità: il ruolo degli ormoni
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio è che il legame tra cibi ultraprocessati e fertilità non dipende esclusivamente da fattori come obesità o eccesso calorico.
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Anche considerando il peso corporeo, l’associazione negativa persiste. Questo suggerisce che il problema non sia solo metabolico, ma anche biochimico.
Secondo i ricercatori, alla base potrebbe esserci l’esposizione a sostanze chimiche presenti negli alimenti industriali, capaci di interferire con il sistema endocrino e con i delicati equilibri ormonali che regolano la fertilità.
Fertilità: i cibi e le sostanze sotto accusa nei i cibi ultraprocessati
Gli alimenti ultraprocessati non sono semplicemente “cibi pronti”: si tratta di prodotti ottenuti attraverso numerosi processi industriali e spesso ricchi di additivi, conservanti e composti chimici.
Tra le sostanze individuate dagli studiosi figurano:
- bisfenolo A (BPA);
- ftalati;
- acrilammide.
Si tratta di composti noti come interferenti endocrini, in grado di alterare la regolazione ormonale e potenzialmente influenzare processi fondamentali come l’ovulazione.
I cibi sotto accusa:
- snack confezionati (patatine, salatini, crackers industriali);
- biscotti, merendine e prodotti da forno industriali;
- cereali da colazione zuccherati;
- bevande zuccherate (bibite gassate, tè freddi, energy drink);
- piatti pronti e surgelati industriali (lasagne, pizze confezionate, pasti ready-to-eat);
- carni lavorate industriali (würstel, nuggets, hamburger confezionati);
- salse e condimenti industriali (maionese, ketchup, dressing pronti);
- dessert industriali (budini, creme confezionate, gelati industriali);
- prodotti “light” o “fitness” altamente processati (barrette proteiche, snack dietetici);
- pane industriale a lunga conservazione (tipo pan bauletto).
I cibi ultraprocessati sono anche poveri di fibre e ricchi di grassi trans e zuccheri semplici, che alterano il microbiota intestinale (disbiosi), innescando uno stato infiammatorio che danneggia la qualità degli ovociti e l'ambiente uterino.
Inoltre l'alto indice glicemico causa picchi di insulina. L'iperinsulinemia è un fattore chiave nell'alterazione dell'ovulazione, spesso associata a condizioni come la Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS).
Dieta mediterranea e fertilità: un possibile fattore protettivo?
Dall’analisi emerge inoltre che le donne con una maggiore aderenza alla dieta mediterranea mostravano una probabilità più elevata di essere fertili.
Al contrario, chi consumava più alimenti industriali tendeva ad avere una dieta meno equilibrata, povera di ingredienti freschi e integrali.
In sintesi, il confronto suggerisce che:
- più cibi ultraprocessati nella dieta; minore probabilità di concepimento;
- maggiore adesione alla dieta mediterranea; migliore salute riproduttiva.
Cibi processati riducono la fertilità del 60%: cosa significa davvero?
Il dato più eclatante dello studio – la riduzione del 60% delle probabilità di concepimento – va interpretato con attenzione.
Non indica una relazione di causa-effetto certa, ma una forte associazione statistica. Lo studio è infatti di tipo osservazionale e non consente di stabilire con assoluta certezza che siano i cibi ultraprocessati a causare direttamente infertilità.
Tuttavia, l’ampiezza del campione e la coerenza dei risultati suggeriscono che il ruolo dell’alimentazione nella fertilità sia più rilevante di quanto finora considerato.
Ma, cosa cambia nella pratica?
Alla luce di questi dati, la ricerca scientifica rimarca l’importanza di considerare la dieta come un fattore modificabile nella salute riproduttiva.
Ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati e privilegiare cibi freschi e poco lavorati potrebbe trasformarsi in una strategia potenzialmente efficace per migliorare le probabilità di concepimento.
Non solo per il controllo del peso, ma soprattutto per proteggere l’equilibrio ormonale, elemento chiave per la fertilità.
Il ruolo dell’alimentazione si conferma, attraverso questa scoperta, un pilastro essenziale della salute dell’essere umano, troppo spesso sottovalutato. Un pilastro al centro del benessere e, per questo, sempre più al centro della ricerca scientifica.
Fonti:
Nutrition and Health - Ultra-processed food intake and Mediterranean diet adherence in relation to fertility status in U.S. women: Findings from NHANES 2013–2018