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Parti prematuri: come affrontare le difficoltà delle mamme

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Parto prematuro: Le Linee Guida per Comunicare
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Non tutte le gravidanze durano 9 mesi. Alcune si concludono prima, troppo prima. Parliamo dei parti prematuri, ovvero quelle condizioni straordinarie (ma molto più comuni di quanto si possa pensare) che vedono la conclusione della gestazione alla 37esima settimana o anche nelle settimane precedenti.

Quando nasce un bambino prematuro, tutto assume priorità diverse; la donna, scaraventata in una nuova dimensione di mamma e paziente, nello stesso tempo, deve trovare il coraggio e la forza di stare accanto al proprio piccolo, senza sensi di colpa, senza paure, senza blocchi psicologici. Facile? No. Impossibile? Neanche.

La forza dei genitori è miracolosa e spesso capace di affrontare anche le difficoltà che, a volte, un parto pre-termine può portare. Se poi si è supportati e guidati da figure specialistiche in grado di comunicare nel giusto modo, lottare diviene più semplice.

Il ruolo dei professionisti e degli operatori nei reparti di Medina Perinatale è, dunque, chiave; saper parlare nel modo giusto, saper trasmettere empatia e vicinanza anche nei momenti più bui rende un professionista ancor più valido e d’aiuto.

Lo sa bene la SIMP, Società Italiana di Medicina Perinatale, che, in collaborazione con AOGOI, SIN, FNCO, IRIS e con l’Associazione Vivere Onlus, ha creato un gruppo di lavoro per elaborare una guida da mettere a disposizione di tutti gli addetti ai lavori, per prepararsi alla comunicazione con le famiglie che devono affrontare l’eventualità di un parto prematuro.

“Prematurità: counseling perinatale per le famiglie”

La guida, voluta da Effik Italia, definisce le modalità di approccio ai genitori, al pronto soccorso, in ambulatorio e in ospedale, luoghi di passaggio delle donne in queste condizioni. L’idea è quella di combattere le incertezze con il sostegno e la cooperazione di perinatologi, neonatologi, psicologi, ostetriche e infermieri.

Comunicare adeguatamente alle famiglie con bambini nati prematuri è un fattore determinante per consentire ai genitori di percepire nel modo migliore quello che sta accadendo e per ottenere dei buoni risultati anche in termini clinici – ha affermato la professoressa Irene Cetin, Past President SIMP, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Ostetricia e Ginecologia Ospedale Buzzi -. Queste raccomandazioni vogliono essere un nuovo strumento per medici e operatori sanitari da utilizzare nel loro lavoro per facilitare il dialogo con le coppie e le famiglie in queste particolari eventualità”.

Alla stesura delle linee guida hanno contribuito circa 20 esperti, coordinati dal dr. Giuseppe Battagliarin, Presidente della Commissione “Percorso Nascita” regionale Emilia Romagna che ha commentato l’iniziativa, definendola: “uno strumento per colmare un vuoto nei percorsi assistenziali sia intra sia extra-ospedalieri, che si occupano della nascita. È necessario saper Accogliere, Ascoltare, Accompagnare con parole adeguate la coppia, la famiglia in un momento difficile”.

La dr.ssa Giovanna Bestetti, Counselor dell’Istituto IRIS Milano, ha poi aggiunto che è necessario far comprendere nei modi e nei toni giusti cosa sta accadendo, sottolinenando cosa si può fare per accogliere il piccolo nei primi momenti. “La comunicazione è un elemento essenziale del percorso di cura, per il quale deve essere previsto un tempo adeguato sia con le famiglie che tra professionisti, perché possano fornire messaggi coerenti e trasmettere ai genitori la percezione di essere accolti in un contesto assistenziale attento, coerente e condiviso“.

Monica Ceccatelli, Vicepresidente dell’Associazione Vivere Onlus, ha anche sottolineato come “questo documento sarà sicuramente un aiuto per le famiglie che, se come indicato, saranno supportate e accompagnate in questo percorso, affronteranno le difficoltà di una gravidanza a rischio in modo diverso“.

Il parto prematuro si può prevenire?

Tante possono essere le risposte e, in primis, è importante conoscere la storia clinica della paziente e i fattori ambientali e personali che condizionano la gravidanza, inevitabilmente. Tra le strategie preventive il progesterone vaginale, se assunto nella dosa raccomandata dallo specialista, può essere d’aiuto, riducendo anche del 34% il rischio di parto pre-termine. Inoltre, anche effettuare una cervicometria può servire a capire se si è esposte alla possibilità di un parto prematuro, soprattutto se si hanno risultati di cervicometria ridotta a 15mm.

In ultimo, la guida esamina anche le condizioni psico-fisiche degli operatori sanitari: per prendersi cura dei pazienti, è necessario che qualcuno si prenda cura di loro.

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