Nel mondo oltre 3,4 miliardi di persone convivono con disturbi neurologici, rendendo queste patologie la prima causa globale di disabilità.
In Italia il panorama non è meno complesso: oggi contiamo oltre 1,4 milioni di persone affette da demenza, una cifra destinata a impennarsi del 54% entro il 2050, fino a sfiorare i 2,2 milioni di casi.
Proprio per rispondere a questa urgenza, ieri, 17 marzo 2026, è nato un patto strategico che punta a cambiare le regole del gioco.
Un protocollo per la prevenzione nazionale
In occasione della Brain Awareness Week (Settimana del Cervello) la Società Italiana di Neurologia (SIN), la Croce Rossa Italiana (CRI) e la Fondazione Aletheia hanno siglato presso il Senato il protocollo d’intesa per la campagna “Salute del cervello: Prevenzione, Politiche, Prospettive”.
L'obiettivo è ambizioso ma concreto: elevare la prevenzione neurologica allo stesso livello di priorità che il nostro Paese ha già saputo dare alle malattie oncologiche e cardiovascolari.
Come sottolineato dal Prof. Mario Zappia (Presidente SIN), non si tratta solo di curare, ma di "governare" il rischio prima che la malattia si manifesti.
Il potere delle nostre scelte: il 45% del rischio è nelle nostre mani
La vera notizia, che emerge con forza dalle parole del Prof. Mario Zappia (Presidente SIN), è che non tutto è scritto nel nostro DNA.
Esiste un margine d'azione enorme: circa il 45% del rischio di demenza è legato a fattori modificabili.
Le armi a nostra disposizione per proteggere i neuroni sono più quotidiane di quanto pensiamo:
- controllo dei parametri vitali: gestire ipertensione, diabete e obesità;
- stile di vita attivo: contrastare la sedentarietà e dire addio al fumo;
- benessere sensoriale e sociale: curare i deficit uditivi e combattere l'isolamento;
- ambiente: ridurre l'esposizione all'inquinamento.
Anche per il Parkinson, seconda causa di disabilità motoria dopo l’ictus, la partita si gioca sull'interazione tra genetica e abitudini.
Un ruolo cruciale è affidato alla tavola: mentre gli alimenti ultra-processati accelerano il declino cognitivo, la dieta mediterranea funge da vero scudo biologico, riducendo il rischio fino al 30%.
Una risorsa per il futuro
Per trasformare queste evidenze scientifiche in realtà vissuta serve una rete capillare ed entra in gioco la Croce Rossa Italiana, che attraverso i suoi volontari può portare l'educazione sanitaria direttamente nelle comunità.
Come sottolineato da Valerio Mogini (CRI) e Riccardo Fargione (Fondazione Aletheia), agire oggi sui fattori di rischio è l'unico modo per garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni.
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L’approccio suggerito dal Ministero della Salute, attraverso il dottor Giovanni Leonardi, è quello del "One Health": una visione integrata dove la salute umana, animale ed ecosistemica convergono.
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Proteggere il nostro cervello significa, in ultima analisi, costruire un ambiente e uno stile di vita che rispettino la nostra biologia lungo tutto l'arco dell'esistenza.
Fonti:
Alzheimer Europe - Prevalence of Dementia in Europe 2025