Le malattie tropicali neglette colpiscono oltre un miliardo di persone nel mondo e continuano a rappresentare una delle emergenze sanitarie più sottovalutate a livello globale.
In occasione della Giornata mondiale dedicata a queste patologie, l’attenzione si concentra su un aspetto spesso ignorato: alcune di queste infezioni sono presenti anche in Italia, con rischi concreti per la salute pubblica.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Neglected Tropical Diseases comprendono 21 gruppi di malattie causate soprattutto da parassiti e virus, favorite da povertà, clima caldo, carenze igienico-sanitarie e accesso limitato alle cure. Nonostante il nome, però, non riguardano esclusivamente i Paesi tropicali.
Malattie tropicali dimenticate: cosa sono
Cosa sono, dunque, le malattie tropicali neglette? Si tratta di infezioni che tendono a rimanere invisibili perché colpiscono soprattutto popolazioni fragili, ma che possono avere conseguenze gravi e croniche.
In una vasta moltitudine di casi possono provocare conseguenze oltremodo serie. Vediamo quali:
- danni a lungo termine;
- disabilità;
- compromissione degli organi interni;
- peggioramento significativo della qualità della vita.
Ma quali sono di preciso queste malattie?
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e forme più note includono la leishmaniosi, la dengue, la chikungunya, la malattia di Chagas e alcune infezioni parassitarie trasmesse da animali o alimenti. La loro diffusione è favorita da vettori come zanzare e insetti già presenti anche in Europa.
Malattie tropicali dimenticate: tutti i rischi per la salute in Italia
I dati raccolti negli ultimi anni mostrano che l’Italia non è estranea a questo fenomeno. Studi epidemiologici hanno documentato migliaia di diagnosi di malattie tropicali neglette, alcune legate a viaggi all’estero, altre contratte direttamente sul territorio nazionale.
Particolare attenzione è rivolta alle arbovirosi, come dengue e chikungunya, trasmesse da zanzare del genere Aedes. La presenza stabile di questi insetti rende possibili focolai autoctoni, con casi registrati anche senza viaggi in aree tropicali.
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Altri rischi riguardano malattie parassitarie storicamente presenti in Italia, come l’echinococcosi, legata al contatto con animali e ancora responsabile di numerosi ricoveri ospedalieri. In alcune forme, l’infezione può comportare lesioni agli organi interni con un’evoluzione lenta ma potenzialmente grave.
Malattie tropicali dimenticate: perché non vanno sottovalutate?
Il problema principale delle malattie tropicali neglette è rappresentato dalla diagnosi tardiva. I sintomi iniziali, infatti, possono essere sfumati o aspecifici, così portando a ritardi nelle cure e a un conseguente aumento delle complicanze.
Sono diversi i principali rischi per la salute associati a queste infezioni. Vediamoli:
- danni cronici a fegato, intestino o sistema linfatico;
- infezioni persistenti che si riattivano nel tempo;
- aumento dei ricoveri e della complessità delle cure;
- difficoltà diagnostiche nei contesti non specializzati.
Pertanto, come viene riportato anche dalla comunità medico-scientifica e dall’Istituto Superiore di Sanità, si ritiene fondamentale quello che é il rafforzamento della sorveglianza, della prevenzione e dell’informazione, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico che favorisce l’espansione dei vettori.
Le malattie tropicali dimenticate non sono più un problema distante: riconoscerle per tempo è oggi una priorità di salute pubblica anche per l’Italia, per proteggere sia i singoli cittadini sia il sistema sanitario nel suo complesso.
Fonti:
Ansa - Malattie tropicali dimenticate, l'emergenza invisibile