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Nei sulla pelle: ecco cosa è bene sapere

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

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Dr.ssa Erika Cristiana Schmitt

Specialista in dermatologia


I nei sulla pelle, spesso, preoccupano i pazienti. Gli specialisti ricordano come sia importante controllarli, per evitare che insorgano patologie anche gravi, come i tumori della pelle.

La dr.ssa Erika Cristiana Schmitt, specialista in dermatologia, ci dà qualche consiglio di salute.

Nei: quando si è a rischio?

Prima di tutto è necessario spiegare che i nei non sono tumori della pelle ma delle malformazioni, dei piccoli errori che la pelle ha fatto durante l’embriogenesi. È evidente che si è formato un accumulo di pigmento lì dove non dovrebbe esserci (amartoma solitamente presenti già alla nascita). Alcuni nei possono essere a rischio di degenerare, in particolare se il soggetto ne presenta molti (più di 20) e congeniti, oppure se la cute dell’individuo è particolarmente chiara con rischio di scottarsi al sole.

Infatti, i fototipi chiari, come gli anglosassoni che sono migrati in Australia, sono particolarmente a rischio, ma soprattutto le persone affette da albinismo. Esistono inoltre soggetti che presentano la sindrome del nevo displastico per la quale il paziente presenta moltissimi nei, solitamente congeniti, grandi e piccoli che mostrano segni di asimmetria, bordi irregolari, colori disomogenei con chiari/scuri e dimensioni maggiori di 5 mm, parametri che evidenziano solitamente una lesione pigmentaria a rischio.

In quali casi un neo deve preoccupare?

Il neo congenito sembra che sia uno di quelli più a rischio di degenerare, soprattutto se presenta le caratteristiche che comprendono l’ABC dei nei, quali:

A. Asimmetria, che significa che la lesione non è divisibile con un asse di simmetria e quindi non appare circolare o elissoidale, ma irregolare nella sua forma.
B. Bordi, che non sono circolari ma irregolari e talora policiclici.
C. Colore, che assume varie tonalità, che vanno dal nero al grigiastro, marrone a spruzzo irregolare e rosato in alcuni casi. Il colore è distribuito irregolarmente nella lesione.
D. Dimensioni: un nevo piatto e pigmentato, maggiore di 5 cm è un nevo da tenere sott’occhio.
E. Evoluzione, che è il parametro più importante per il paziente. Se un neo cresce in poco tempo e si modifica, diventando irregolare e i bordi appaiono sfrangiati e non geometrici la lesione è da fare vedere al dermatologo.

I nei sopraelevati sono pericolosi? E se cambiano colore?

I nei sopraelevati possono presentarsi al viso dove si chiamano nei fibromatosi del volto o nei di Miescher e sono solitamente di natura benigna. Tendono a crescere molto poco nel tempo, ma sono generalmente innocui.
I nei sopraelevati del corpo sono i nei dermici e/o moriformi che sono mollicci al tatto e sono solitamente sessili o polipoidi. Questo tipo di nevo non è pericoloso e spesso succede che il paziente chiama spaventato il dermatologo perché la lesione è stata traumatizzata ed ha sanguinato.

In questo caso il neo guarisce come il resto della cute e tempo qualche giorno la piccola ferita si cicatrizza. Se invece questi nevi cambiano colore in modo rapido (variazioni visibili anche di 1 mese) devono essere controllati accuratamente dallo specialista.

In cosa consiste la mappatura dei nei e ogni quanto farla?

La mappatura dei nei consiste nell’acquisizione di immagini fotografiche tramite un specifico programma che memorizza le foto dermoscopiche, acquisite con una lente d’ingrandimento chiamata dermoscopio. Le immagini vengono catalogate e collocate su una sagoma per definirne la sede. Si possono acquisire anche immagini macroscopiche di nei congeniti grandi o di altre lesioni cutanee.

Questo metodo serve a ricontrollare i nei dopo un certo periodo, solitamente un anno e per monitorare nevi a rischio nel tempo. Ovviamente, non si possono registrare tutti i nei di un individuo, soprattutto se ne possiede moltissimi, ma si scelgono gli elementi più a rischio, che sono quelli più irregolari, grandi e alterati nel colore.

Se il dermatologo ha qualche dubbio riguardo una lesione può monitorare la situazione ricontrollando il neo dopo 3-4 mesi, altrimenti si rimanda il paziente a un nuovo controllo che viene effettuato annualmente. Per una buona mappatura è necessario che il paziente non sia eccessivamente abbronzato, affinché anche i suoi nei non appaiano più scuri di quello che realmente sono.

Nei: in quali casi si consiglia la rimozione?

La rimozione dei nei si effettua in base alla presenza di particolari criteri dermoscopici che il dermatologo apprende durante la sua specializzazione e nei corsi di aggiornamento. La sua esperienza insieme alla formazione continua fanno sì che se insorgono troppi dubbi riguardo alla morfologia e la storia di un determinato nevo se ne richiede l’asportazione chirurgica. Senz’altro l’accrescimento di un nevo nella storia del paziente è un fattore importante per decidere l’intervento. La irregolarità e la destrutturazione insieme alla colorazione nerastra con diversi colori (marrone scuro, grigiastro, rosato e rossastro) ci induce alla decisione.

Esiste anche il caso in cui asportiamo i nei anche se sono benigni. Il motivo per il quale il paziente viene da noi può essere puramente estetico, ma anche di sensazione fastidiosa e continuo traumatismo (sede della cintura e reggiseno). In tal caso, si richiede comunque sempre l’esame istologico della lesione asportata che per le lesioni pigmentarie è di prassi.


Dr.ssa Erika Cristiana Schmitt, specialista in dermatologia: mi sono laureata nel 1988 e specializzata in Dermatologia e Venereologia nel 1991. Ho seguito molti corsi postlaurea, fra i quali l’Omeopatia, l’Agopuntura, l’Omotossicologia e la Medicina Ayurvedica per ampliare le mie conoscenze terapeutiche. Mi occupo anche di Medicina Estetica.

 

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