Il Laburnum anagyroides, meglio conosciuto come maggiociondolo, è una pianta della famiglia delle Leguminose che sta per cambiare la vita a milioni di persone.
Infatti, da essa si estrae la citisina, un principio attivo che oggi è il cuore pulsante del primo farmaco antifumo ad aver ottenuto la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Una molecola cruciale contro la dipendenza: come funziona
Con il recente via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la citisina è finalmente a disposizione dei fumatori italiani, segnando un punto di svolta nelle politiche di salute pubblica.
Il suo riconoscimento in Italia rappresenta il culmine di un percorso rigoroso: l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha, infatti, inserita tra i trattamenti raccomandati per la cessazione del fumo e nella lista dei farmaci essenziali, riconoscendone l’elevato valore clinico, già nel 2024.
Ma come funziona esattamente? Dal punto di vista neuroscientifico agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici α4β2, gli stessi coinvolti nella dipendenza da nicotina.
Ciò significa che:
- stimola i recettori quel tanto che basta per ridurre il desiderio di fumare;
- li occupa impedendo alla nicotina di legarsi e attivare il circuito della ricompensa.
Il risultato è una doppia azione:
- spegne la voglia: attenua drasticamente i sintomi dell’astinenza.
- protegge dalle ricadute: riduce irritabilità, insonnia, ansia e disforia.
Si tratta dello stesso principio farmacologico alla base della Vareniclina, ma con un profilo di costo decisamente più accessibile; a supporto di ciò, uno studio ha mostrato risultati molto simili nell’utilizzo dei due principi attivi.
Una ricerca, inoltre, ha dimostrato che la citisina è più efficace della terapia sostitutiva con nicotina nel mantenere l’astinenza a sei mesi; allo stesso modo, una revisione ne ha evidenziato il favorevole rapporto costo-efficacia e il buon profilo di sicurezza.
Il percorso terapeutico: 25 giorni per rinascere
I dati analizzati dai medici dei 110 centri antifumo italiani durante un recente convegno a Roma parlano chiaro: l’efficacia del farmaco è strettamente legata al metodo.
La terapia prevede l’assunzione orale per un ciclo di 25 giorni, con un dosaggio che va riducendosi progressivamente.
Secondo Claudio Leonardi, presidente della Sipad (Società Italiana Patologie da Dipendenza), il traguardo ideale è ambizioso ma possibile: la cessazione completa del tabacco dovrebbe avvenire entro il quinto giorno di trattamento.
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La biologia, però, non è uguale per tutti, dunque, per oltre la metà dei pazienti, specialmente i fumatori di lunga data, potrebbe essere necessario un secondo ciclo per consolidare il risultato.
Il farmaco è già utilizzato in diversi Paesi europei con nomi commerciali come Tabex® e Desmoxan®, a conferma di una diffusione ormai consolidata.
Sicurezza ed effetti collaterali
Nonostante il profilo generalmente favorevole, la citisina non è priva di effetti collaterali.
I più comuni includono:
- nausea;
- disturbi del sonno;
- secchezza della bocca.
Esistono inoltre alcune controindicazioni, in particolare in caso di gravidanza o di patologie cardiovascolari non stabilizzate; per questo motivo il trattamento deve sempre avvenire sotto controllo medico.
Una battaglia da 26 miliardi di euro
Il contesto in cui si inserisce questa novità è drammatico: in Italia, infatti, contiamo ancora 12,5 milioni di fumatori.
Il disturbo da uso di tabacco è una patologia che strappa alla vita oltre 90.000 persone ogni anno e, secondo stime di enti come l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, oltre al costo umano incalcolabile c’è un fardello economico enorme: tra spese sanitarie dirette e indirette il fumo costa all’Italia più di 26 miliardi di euro l’anno.
L’impiego della citisina, quindi, non deve restare confinato negli uffici specialistici, ma deve diventare uno strumento quotidiano nelle mani di:
- medici di medicina generale;
- pneumologi, oncologi e cardiologi;
- professionisti dei SerD (Servizi per le Dipendenze).
Inoltre, li esperti concordano: il farmaco è il motore, ma il sostegno psicologico e clinico è il carburante.
Per chi ha fumato per decenni il percorso verso la libertà deve essere accompagnato da centri specializzati che possano guidare il paziente nei momenti di fragilità.
Fonti:
- New England Journal of Medicine - Cytisine versus Nicotine for Smoking Cessation;
- JAMA Internal Medicine - Cytisine for Smoking Cessation. A Literature Review and a Meta-analysis;
- JAMA Network - Effect of Cytisine vs Varenicline on Smoking Cessation. A Randomized Clinical Trial