Nel 2025 in Italia sono morte per overdose 249 persone: quasi cinque ogni settimana. È un aumento del 7,8% rispetto alle 231 vittime registrate l'anno precedente, un'inversione di tendenza dopo un lungo periodo di calo.
Negli anni Novanta, quando il fenomeno raggiunse il suo picco storico, le vittime superavano le 1.500 all'anno: a far scendere quel numero non furono l'inasprimento delle pene o la repressione, ma la diffusione dei trattamenti con metadone, delle unità di strada, dei servizi a bassa soglia e del naloxone consegnato direttamente alle persone che fanno uso di oppioidi. Da alcuni anni, tuttavia, quel calo si è arrestato e il dato torna a crescere.
Il dato più significativo dell'ultima rilevazione, però, non riguarda solo il numero complessivo, ma un cambiamento nello scenario delle sostanze coinvolte: per la prima volta la cocaina, insieme al crack, ha superato l'eroina come sostanza più frequentemente associata ai decessi.
Le cifre emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, presentata nel giugno 2026 dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, e vengono rilanciate in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose, che si celebra ogni anno il 31 agosto e che nel 2026 compie 25 anni, con il tema ufficiale "25 Years On. Still Needed".
Il sorpasso della cocaina
La cocaina risulta coinvolta nel 33% dei decessi per overdose registrati nel 2025, contro il 30% dell'eroina. Si tratta di un cambiamento che riflette un'evoluzione più ampia dei consumi: negli ultimi anni i servizi pubblici per le dipendenze hanno registrato un aumento delle richieste di trattamento legate proprio a cocaina e crack, sostanze un tempo associate soprattutto a rischi cardiovascolari e psichiatrici più che a overdose acute in senso stretto.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità inquadra il fenomeno delle overdose all'interno di una cornice che riguarda in particolare gli oppioidi, per i quali esistono strumenti di prevenzione consolidati; il sorpasso della cocaina apre invece scenari nuovi, per cui questi strumenti non sono altrettanto efficaci.
Le vittime sono in netta prevalenza uomini, con un'età media intorno ai 43 anni e un picco di mortalità tra i 40enni: un profilo che smentisce lo stereotipo della dipendenza come fenomeno prevalentemente giovanile, raccontando invece un fenomeno che accompagna anche persone adulte con percorsi di consumo di lunga data, spesso segnati da problemi di salute, marginalità sociale e isolamento.
Naloxone: il farmaco che può invertire un'overdose
Tra le criticità segnalate dalle associazioni del settore c'è la disponibilità disomogenea sul territorio del naloxone, il farmaco in grado di bloccare rapidamente gli effetti di un'overdose da oppioidi, restituendo alla persona una respirazione normale nel giro di pochi minuti. In Italia può essere acquistato senza obbligo di prescrizione, sia nella forma iniettabile, disponibile come farmaco da banco già dagli anni Novanta, sia, dal 2024, in quella spray nasale, più semplice da somministrare anche da parte di persone senza formazione sanitaria specifica.
Nonostante questo, diverse inchieste giornalistiche condotte negli anni hanno documentato difficoltà di reperimento in farmacia, spesso legate a informazioni non aggiornate da parte del personale sulla normativa vigente.
Un limite importante da conoscere riguarda proprio il cambiamento di scenario descritto sopra: il naloxone agisce esclusivamente sugli oppioidi (eroina, alcuni antidolorifici, fentanyl) e non è efficace in caso di overdose da cocaina o da altri stimolanti.
Su questo fronte non esiste a oggi un antidoto specifico paragonabile, il che rende ancora più rilevante il tema della prevenzione e dell'informazione sull'uso consapevole delle sostanze.
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Le richieste delle associazioni
In occasione della giornata, l'associazione Luca Coscioni ha rilanciato l'appello al governo per investire in misure di riduzione del danno: programmi di distribuzione del naloxone, informazione sull'uso consapevole delle sostanze, scambio di siringhe sterili e, dove già sperimentate in altri Paesi europei, stanze per il consumo protetto e sicuro. Secondo l'associazione, questi strumenti non trovano ancora un adeguato finanziamento pubblico né una menzione specifica all'interno della Relazione al Parlamento presentata nel 2026.
A livello internazionale, il tema scelto per l'edizione 2026 della Giornata di sensibilizzazione sulle overdose ricorda che, a un quarto di secolo dalla prima edizione, la prevenzione delle morti per overdose resta un obiettivo non ancora raggiunto in gran parte del mondo.
Le organizzazioni internazionali che si occupano del fenomeno, a partire dall'OMS, continuano a indicare nell'accesso tempestivo al naloxone, nell'informazione e nel contrasto allo stigma sociale gli strumenti più efficaci per ridurre il numero di vite perse ogni anno.
Fonti
- Presidenza del Consiglio dei Ministri - Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia anno 2026 (dati 2025)
- OMS - Opioid overdose
- FeDerSerD - Ampliare la capacità di intervento nella gestione dell'overdose da oppioidi