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Pronto Soccorso? Attenzione ai nuovi codici

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

nuovi codici pronto soccorso: via i colori e arrivano i numeri
Indice

Addio al vecchio sistema di colori che permetteva di distinguere un’urgenza (rossa) da un danno lieve, contrassegnato con il colore verde. I nuovi codici del pronto soccorso saranno i numeri dall’uno al cinque.

Lo scopo principale è quello di snellire le attese dei pazienti, che affollano le sale di attesa dei pronto soccorso di tutta Italia.

Ma saranno sufficientemente utili a rimpiazzare il semaforo delle emergenze già in vigore? Vediamo i pro e i contro nei dettagli.

Codici di triage: doppio numero per la media gravità

Come stabilito dalla conferenza Stato-Regioni, più nello specifico nelle nuove Linee Guida sul Triage Intraospedaliero in vigore dal 2019, i codici bianco, verde, giallo e rosso saranno sostituiti dai numeri.

Come è stato descritto in precedenza i nuovi numeri andranno dall’uno al cinque, con una scala di intensità di emergenza decrescente. Quindi i numeri corrisponderanno direttamente a:

  • 1: emergenza
  • 2: urgenza
  • 3: urgenza differibile
  • 4: urgenza minore
  • 5: non urgenza

L’obiettivo, ha spiegato Danilo Bono, del coordinamento tecnico della Commissione Salute delle Regioni, è “introdurre una serie di cambiamenti organizzativi. A livello operativo si introduce un doppio codice per la media gravità. Se oggi abbiamo i codici bianco, verde, giallo e rosso, con le nuove indicazioni si introducono i codici identificati da numeri che vanno da 1 a 5. In questo modo il giallo viene ‘spacchettato’ in due gradi di urgenza: quello che si riferisce al paziente che ha una stabilità e non rischia uno scompenso e quello che si riferisce al paziente più a rischio, il quale andrà monitorato in modo diverso“.

Obiettivo principale: riduzione dei tempi di attesa

In genere, quando avviene un incidente improvviso di media entità, il pronto soccorso non rientra tra le prime scelte del cittadino. Si preferisce infatti aspettare, andare dal medico il giorno seguente o attendere che apra la guardia medica. La scarsa predilezione per il Pronto Soccorso è presto spiegata. C’è sempre da attendere, si dice. Le attese, infatti, specie in alcuni periodi dell’anno, sono estremamente lunghe, in particolar modo per chi ha avuto un’urgenza contrassegnata come gialla e si vede passare avanti casi più gravi.

Con il nuovo sistema di numerazione dell’emergenze, sarà possibile ridurre i tempi di attesa. Infatti, i pazienti con problemi minori potranno essere indirizzati immediatamente verso lo specialista di riferimento, risparmiando l’attesa di ore e ore.

Le aspettative sono davvero alte. Secondo le previsioni, si pensa che il nuovo sistema numerico dovrebbe riuscire a prestare le dovute cure al 95% dei pazienti in meno di un’ora.

Il gruppo di lavoro che si è impegnato nel redigere questo nuovo sistema di codici ha studiato nello specifico il nuovo metodo. Infatti, il team ha attivato una fase di sperimentazione dei cinque numeri in otto pronto soccorso generalisti e 3 di tipo pediatrico. La ricerca ha inoltre coinvolto ben ottanta individui facenti parte dello staff medico, tra specialisti e infermieri. Infine, sono stati oltre settemila i pazienti presi in esame.

Secondo gli ultimi dati analizzati, tra il 2010 e il 2017, il codice di emergenza in pronto soccorso ha registrato una flessione del 7,3%, mentre resta il codice verde quello più comune, con un’incidenza compresa tra 65 e 70%.

Grazie alle nuove normative e alle linee guida, questi problemi dovrebbero essere superati, proprio perché sarà possibile indirizzare il paziente verso lo specialista più adeguato anche nei casi di problemi più lievi e lasciare così lo staff del pronto soccorso impegnato nelle situazioni più gravi.

Le Regioni che già si sono adeguate al nuovo sistema

A onor del vero, alcune Regioni si sono già portate avanti, necessariamente in ordine sparso per adattare in sistemi alla propria realtà organizzativa. Dopo i casi – per citare degli esempi – della Toscana, che fu pioniera, del Friuli Venezia Giulia che a febbraio scorso ha varato un documento ad hoc e ancora dell’Abruzzo, durante la scorsa estate è toccato al Lazio.

I tecnici del ministero hanno comunque spiegato che per i cittadini cambierà poco o nulla, almeno per ora. Il sistema di emergenza territoriale manterrà il codice colore e la modifica verrà applicata solo a livello operativo.

Per il futuro, invece, si prevede che la nuova codificazione permetterà di gestire meglio le richieste al Pronto Soccorso e costituire un elemento ulteriore di modifica delle strutture degli ospedali italiani.

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