Puntura di zecca in montagna: come prevenirla e cosa fare

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 09 Giugno, 2026

Delle persone che fanno un'escursione

Escursionisti, camminatori e amanti della montagna sono particolarmente esposti alle punture di zecca durante la bella stagione. Il rischio nei boschi, nei prati e nelle aree con vegetazione alta.

Sapere come prevenire il contatto con questi parassiti e come intervenire rapidamente dopo un morso aiuta a ridurre la probabilità di infezioni trasmesse dalle zecche, come la malattia di Lyme o l'encefalite da zecca.

Perché le zecche sono un rischio in montagna

Una passeggiata tra i sentieri alpini o appenninici è spesso sinonimo di benessere. Eppure, tra l'erba alta e gli arbusti bassi, possono nascondersi piccoli artropodi capaci di trasmettere agenti patogeni.

Le zecche non saltano e non volano. Restano in attesa sulla vegetazione, generalmente a un'altezza compresa tra 20 e 70 centimetri dal suolo, e si agganciano a un ospite quando questo passa nelle vicinanze. È una sorta di "autostop biologico", invisibile nella maggior parte dei casi.

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), le zecche sono diffuse nei boschi di gran parte dell'Europa e rappresentano il principale vettore della borreliosi di Lyme e dell'encefalite da zecca (TBE).


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Un aspetto spesso sottovalutato? Molte persone pensano che il pericolo riguardi solo aree remote. In realtà, diversi casi si verificano anche lungo sentieri frequentati, aree picnic e prati vicino ai rifugi.

Come prevenire il morso durante le escursioni

La prevenzione resta l'arma più efficace. Le raccomandazioni delle autorità sanitarie europee e internazionali sono piuttosto semplici, ma funzionano.

Prima di partire:

  • indossare pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe;
  • infilare i pantaloni nei calzettoni durante i percorsi più esposti;
  • preferire abiti chiari, che rendono più facile individuare una zecca;
  • applicare repellenti contenenti DEET o picaridina sulla pelle esposta;
  • trattare scarponi e indumenti con permetrina, seguendo le istruzioni del prodotto.

Durante la camminata conviene restare al centro del sentiero ed evitare di attraversare erba alta e cespugli quando non necessario.

Può sembrare un dettaglio, ma gli operatori forestali lo sanno bene: basta una breve deviazione per raccogliere diversi esemplari sui pantaloni senza accorgersene.

Un esempio concreto arriva dalle zone alpine del Nord Italia: le guide escursionistiche che accompagnano gruppi nei mesi estivi spesso effettuano controlli visivi rapidi agli indumenti durante le soste, soprattutto dopo il passaggio in radure umide o pascoli abbandonati. Una buona abitudine, semplice ma efficace.

Cosa fare subito dopo il rientro

La fase più importante inizia spesso quando l'escursione è già terminata.

Le autorità sanitarie raccomandano di controllare accuratamente il corpo entro poche ore dal rientro e fare una doccia il prima possibile. Questo permette di individuare eventuali parassiti prima che restino attaccati a lungo.

Le aree da ispezionare con maggiore attenzione sono:

  • ascelle;
  • inguine;
  • pieghe dietro le ginocchia;
  • ombelico;
  • cuoio capelluto;
  • zona dietro le orecchie;
  • girovita.Delle persone che fanno un'escursione

Va detto che il morso è generalmente indolore. Molte persone scoprono la presenza della zecca solo diverse ore dopo.

Dopo una giornata all'aperto, infatti, la zecca viene spesso trovata lungo l'attaccatura dei capelli o dietro il collo, zone difficili da osservare senza un controllo accurato.

Come rimuovere correttamente una zecca

Se si individua una zecca attaccata alla pelle, niente panico.

La procedura consigliata da ECDC e CDC prevede l'utilizzo di una pinzetta a punta fine. Bisogna afferrare il parassita il più vicino possibile alla pelle e tirare verso l'alto con un movimento lento e costante.

Occorre evitare:

  • olio;
  • alcol;
  • fiammiferi;
  • sostanze irritanti;
  • schiacciamento del corpo della zecca.

Questi rimedi "della nonna" continuano a circolare, ma possono aumentare il rischio di rigurgito del contenuto intestinale del parassita.

Dopo la rimozione è sufficiente lavare la zona con acqua e sapone e disinfettare la pelle.

Quando rivolgersi al medico

Non ogni puntura richiede una visita urgente. Il punto è monitorare eventuali sintomi nelle settimane successive.

È opportuno contattare un medico se compaiono:

  • arrossamento che si espande progressivamente;
  • febbre;
  • stanchezza insolita;
  • dolori muscolari o articolari;
  • mal di testa persistente;
  • sintomi neurologici.

Particolare attenzione merita l'eritema migrante, la lesione cutanea che può assumere il caratteristico aspetto "a bersaglio" associato alla malattia di Lyme. Tuttavia non compare sempre, e la sua assenza non esclude l'infezione.

In alcune situazioni selezionate, il medico può valutare una profilassi antibiotica dopo il morso, ma non è una misura indicata per tutti i casi.

Le malattie trasmesse dalle zecche: cosa sapere

In Europa le infezioni più conosciute sono la borreliosi di Lyme e l'encefalite da zecca (TBE). Quest'ultima interessa soprattutto alcune aree dell'Europa centrale, orientale e settentrionale, dove sono disponibili programmi vaccinali specifici per le persone più esposte.

La ricerca scientifica continua a monitorare la diffusione delle malattie trasmesse da questi vettori.

A conti fatti, il rischio esiste ma può essere gestito con comportamenti semplici. La crescita delle attività outdoor e l'espansione geografica di alcune specie di zecca, favorita anche dai cambiamenti climatici, stanno spingendo ricercatori e autorità sanitarie a rafforzare sorveglianza e informazione. Per chi frequenta la montagna, conoscere queste precauzioni significa continuare a godersi i sentieri con maggiore tranquillità.

Fonti:

  • ECDCPersonal protective measures against tick bites
  • CDCPreventing Lyme Disease
  • CDCPreventing Tick Bites
  • ECDCTick-borne diseases
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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