Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle temperature, torna anche l’attenzione su una malattia spesso sottovalutata ma diffusa in molte aree: la malattia di Lyme.
Le aziende farmaceutiche Pfizer e Valneva hanno annunciato i risultati della fase 3 di sperimentazione di un candidato vaccino che ha mostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia.
Se confermati dalle autorità regolatorie, questi dati potrebbero portare alla disponibilità del primo vaccino destinato all’uomo contro questa infezione trasmessa dalle zecche.
I risultati dello studio e il profilo di sicurezza
Secondo quanto comunicato dalle due aziende, il vaccino ha raggiunto un livello di efficacia superiore al 70% nella fase avanzata di sperimentazione clinica.
Si tratta di un risultato significativo, considerando che finora non esistono vaccini approvati per l’uso umano contro la malattia di Lyme.
Un altro elemento sottolineato riguarda la sicurezza: durante questa fase di studio non sarebbero emerse criticità rilevanti, un aspetto fondamentale per proseguire verso una possibile autorizzazione.
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Le aziende hanno espresso fiducia nei risultati ottenuti e puntano ora all’approvazione da parte delle autorità competenti.
Perché la malattia di Lyme è un problema attuale
La malattia di Lyme è causata da un batterio trasmesso attraverso il morso di alcune zecche, in particolare la cosiddetta zecca dalle zampe nere, nota anche come “zecca dei cervi”.
Questi insetti sono molto piccoli e difficili da individuare, caratteristica che aumenta il rischio di esposizione senza accorgersene.
Il periodo primaverile ed estivo rappresenta la fase di maggiore attività delle zecche. Con il ritorno delle temperature più miti e delle attività all’aperto, aumenta anche la probabilità di contatto, soprattutto in aree verdi, boschi e giardini poco curati.
Dove si trovano le zecche e perché sono difficili da evitare
Le zecche tendono a concentrarsi in ambienti umidi, ombreggiati e con vegetazione fitta.
Possono essere presenti nei prati, nei boschi, ma anche nei giardini domestici, soprattutto se frequentati da roditori o animali che possono trasportarle.
Un elemento spesso sottovalutato è proprio il ruolo degli animali. I roditori, ad esempio, possono contribuire alla diffusione delle zecche nelle aree residenziali.
Questo rende il rischio meno prevedibile, perché non è limitato esclusivamente agli ambienti naturali più evidenti.
Le misure di prevenzione restano fondamentali
In attesa di un eventuale vaccino, le strategie di prevenzione restano il principale strumento di protezione.
Gli esperti consigliano di coprire la pelle durante le attività all’aperto, utilizzare repellenti specifici e controllare attentamente il proprio corpo e quello degli animali domestici al rientro.
Queste precauzioni sono particolarmente importanti proprio nei mesi più caldi, quando l’attività delle zecche è più intensa e il rischio di esposizione aumenta.
Uno scenario in evoluzione
L’eventuale approvazione del vaccino rappresenterebbe un cambiamento importante nella gestione della malattia di Lyme, aggiungendo una protezione preventiva a quelle già esistenti.
Tuttavia, al momento si tratta ancora di un candidato in fase di valutazione.
Nel frattempo, il contesto ambientale e climatico continua a influenzare la diffusione delle zecche e delle malattie che trasmettono. Per questo motivo, l’attenzione resta alta sia sul fronte della ricerca sia su quello della prevenzione quotidiana.
Fonti:
WWLP - Pfizer/Valneva Lyme vaccine candidate shows over 70% efficacy