Superbatteri in ospedale: il rischio delle infezioni resistenti

Dr. Marcello Agosta
Revisionato da Dr. Marcello Agosta — Chirurgo Generale, Medico Generale
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 15 Ottobre, 2026

paziente allettata in ospedale

Le infezioni contratte durante un ricovero rappresentano un rischio particolarmente complesso perché colpiscono persone che si trovano già in una condizione di fragilità e, in alcuni casi, possono essere provocate da microrganismi difficili da eliminare con le terapie disponibili. 

Il problema riguarda anche gli ospedali di Palermo, dove i cosiddetti “superbatteri”, cioè batteri capaci di resistere a diversi antibiotici, continuano a richiedere attenzione nei reparti di degenza, nelle terapie intensive e nelle sale operatorie.

Tra le strutture citate figurano il Civico, il Policlinico, Villa Sofia, l’ospedale Cervello e l’Ingrassia, oltre alle strutture private. Questo, però, non significa che ogni ricovero esponga automaticamente a un’infezione né che tutti gli ospedali presentino lo stesso livello di rischio. 

Il problema delle infezioni correlate all’assistenza riguarda in generale l’ambiente sanitario e richiede procedure di prevenzione e controllo costanti. A riportare il tema in primo piano è soprattutto un recente caso giudiziario riguardante un paziente morto nove anni fa dopo aver sviluppato una grave infezione.

Il caso dell’ospedale Cervello e il risarcimento alla famiglia

L’episodio riguarda l’ospedale Cervello di Palermo, condannato a versare quasi mezzo milione di euro ai familiari di un uomo deceduto nove anni prima. Durante il ricovero il paziente aveva sviluppato una polmonite, seguita successivamente da una setticemia provocata da Acinetobacter baumannii.

Secondo quanto stabilito nel procedimento giudiziario citato, la responsabilità dell’accaduto è stata attribuita alla struttura sanitaria e ai medici coinvolti. Il caso mostra anche un’altra conseguenza delle infezioni ospedaliere: oltre all’impatto diretto sulla salute dei pazienti, queste situazioni possono trasformarsi in contenziosi medico-legali e richieste di risarcimento, soprattutto quando vengono contestate carenze nelle procedure di prevenzione, identificazione o gestione dell’infezione.

Perché Acinetobacter baumannii preoccupa negli ospedali

Tra i microrganismi che destano particolare attenzione c’è proprio Acinetobacter baumannii, un batterio Gram-negativo noto per la capacità di sviluppare resistenze a numerosi farmaci.

La resistenza agli antibiotici può rendere il trattamento più complesso perché riduce il numero di medicinali ancora efficaci contro l’infezione. Il problema diventa particolarmente rilevante negli ospedali, dove si trovano persone sottoposte a interventi chirurgici, pazienti immunodepressi o ricoverati in terapia intensiva e, più in generale, soggetti che possono avere difese ridotte o condizioni cliniche già compromesse.

Quando un’infezione si sovrappone alla malattia per cui il paziente era stato ricoverato, il decorso può complicarsi ulteriormente, richiedendo nuove terapie e prolungando l’assistenza necessaria.

Cosa significa “superbatterio”

Il termine “superbatterio” viene utilizzato comunemente per indicare quei batteri che hanno sviluppato resistenza a uno o più antibiotici, rendendo alcune infezioni più difficili da curare rispetto al passato.

Non significa che questi microrganismi siano automaticamente più aggressivi di qualunque altro batterio. Il problema riguarda soprattutto la riduzione delle opzioni terapeutiche disponibili. Più un batterio accumula meccanismi di resistenza, più può diventare difficile individuare rapidamente un antibiotico efficace.

È proprio questo uno degli aspetti che rendono l’antibiotico-resistenza una sfida particolarmente importante negli ambienti sanitari, dove una terapia inefficace o ritardata può avere conseguenze più gravi nei pazienti fragili.

Perché le infezioni ospedaliere sono difficili da prevenire

Un ospedale riunisce nello stesso luogo persone con condizioni cliniche molto diverse, operatori sanitari, dispositivi medici, procedure invasive e un uso frequente di antibiotici. È quindi un ambiente nel quale il controllo della diffusione dei microrganismi richiede una serie di precauzioni continue.

Il tema della prevenzione riguarda non soltanto la pulizia degli ambienti, ma anche il rispetto delle procedure igieniche, la corretta gestione dei dispositivi utilizzati durante l’assistenza e l’applicazione delle misure previste quando viene individuato un microrganismo resistente. L’infettivologo interpellato nell’inchiesta sottolinea proprio come siano le precauzioni a fare la differenza.

Non è infatti realistico pensare di eliminare completamente la presenza dei batteri dagli ambienti sanitari. L’obiettivo è ridurre il più possibile le occasioni in cui possano essere trasmessi a pazienti vulnerabili.

Il problema non riguarda soltanto un singolo ospedale

Il caso giudiziario del Cervello rappresenta l’episodio più recente citato, ma il tema è più ampio e riguarda l’intera gestione delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria. Civico, Policlinico, Villa Sofia, Cervello e Ingrassia sono alcune delle principali strutture palermitane nelle quali la prevenzione delle infezioni costituisce inevitabilmente una parte dell’attività quotidiana, così come accade nelle cliniche private e negli ospedali del resto del Paese.

Parlare di infezioni ospedaliere significa riconoscere un rischio noto dell’assistenza sanitaria che deve essere continuamente controllato attraverso sorveglianza, procedure corrette e un uso appropriato degli antibiotici.

La resistenza agli antibiotici rende la prevenzione ancora più importante

Quando il batterio responsabile dell’infezione risponde a pochi antibiotici, evitare la trasmissione assume un'importanza ancora maggiore. Il caso del paziente colpito da polmonite e successiva setticemia da Acinetobacter baumannii mostra quanto queste infezioni possano diventare gravi quando interessano persone già ricoverate.

La questione non può essere ridotta al singolo episodio giudiziario. Dietro c’è una delle sfide più impegnative della medicina moderna: riuscire a curare i pazienti senza che il ricovero diventi a sua volta occasione per acquisire un’infezione difficile da trattare.

Per questo la sorveglianza sui microrganismi resistenti, le misure igieniche e il rispetto rigoroso delle procedure ospedaliere restano elementi centrali. Quando gli antibiotici disponibili diventano meno efficaci, prevenire l’infezione acquista ancora più valore che curarla dopo che si è manifestata.

Fonte

OMS - WHO updates list of drug-resistant bacteria most threatening to human health

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
ragazza lavora al pc di notte
Sei un tipo notturno? Cosa dice lo studio sul rischio di disabilità

Essere un “gufo” aumenta il rischio di disabilità lavorativa? Uno studio finlandese durato 12 anni chiarisce il ruolo di sonno, salute e stili di vita.