Test sanitario 2026: qual è il corso con più posti liberi rispetto alle domande

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 16 Settembre, 2026

Ragazzi che fanno un test in università

Oltre 75.500 domande per 38.184 posti nelle 50 Università italiane: per l’ammissione alle Professioni sanitarie 2026/2027 le richieste crescono del 17,5% rispetto allo scorso anno. Fisioterapia è il corso più richiesto, mentre Infermieristica registra un aumento delle domande del 16,3%.

Professioni sanitarie, le domande salgono del 17,5%

Il dato arriva nel giorno dei test di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie in lingua italiana, fissati dal Ministero dell’Università e della Ricerca per mercoledì 16 settembre 2026. Le prove per i corsi in lingua inglese sono invece previste il 17 settembre. Qui si può visitare il calendario e le modalità della prova sul sito del MUR.

Secondo la rilevazione elaborata da Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle professioni sanitarie all’Università di Bologna e autore dei report annuali della Conferenza permanente dei corsi di laurea delle Professioni sanitarie, il totale raggiunge circa 75.500 domande per 38.184 posti, contro le 64.260 domande dell’anno precedente: un incremento di circa l’17,5%.

Nelle sole 41 università statali le domande sono 68.067, rispetto alle 57.993 del 2025, con un aumento del 17,4%. Le nove università non statali aggiungono circa 7.500 domande e 4.226 posti.


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Anche l'offerta è cresciuta: i posti complessivi destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia sono 38.184, 1.311 in più rispetto ai 36.873 dello scorso anno. Il dato è quello stabilito dal Decreto ministeriale n. 1014 del 7 agosto 2026.

Il rapporto medio passa così da 1,7 a 2 domande per ogni posto. Ma dietro questa media nazionale ci sono differenze molto ampie tra i singoli corsi.

Fisioterapia supera sei domande per ogni posto

La graduatoria delle preferenze racconta una selezione molto meno uniforme di quanto suggerisca il dato complessivo.

Fisioterapia è il corso che raccoglie più domande: 25.146 per 4.086 posti, pari a un rapporto di 6,2 domande per posto. Rispetto al 2025, le richieste aumentano del 20%.

Segue Logopedia, con 5.707 domande per 1.150 posti e un rapporto di 5,0. Più distanziate, ma comunque sopra la media nazionale, Ostetricia e Tecniche di radiologia, entrambe a 3,2 domande per posto. Per Tecniche di radiologia l'incremento delle richieste arriva al 29,6%.

Tra gli altri corsi con una domanda superiore all'offerta disponibile figurano:

  • dietistica, con 2,8 domande per posto, nonostante una lieve flessione delle candidature;
  • terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, a 2,7, con domande in crescita del 46,5%;
  • igiene dentale, a 2,6, con un aumento delle richieste del 43,4%;
  • osteopatia, a 1,5, e Tecniche di riabilitazione psichiatrica, a 1,3.

Il quadro completo dei dati 2026 è contenuto nella rilevazione di Mastrillo, che analizza posti programmati, domande e rapporto domanda/posto per le diverse professioni.

Infermieristica torna sopra quota 20mila domande

È il dato che più si discosta dal quadro degli ultimi anni. Per Infermieristica sono state presentate 21.907 domande, a fronte di 20.672 posti: il rapporto è quindi di 1,1 domande per posto.

L'incremento rispetto alle 18.836 domande del 2025 è del 16,3%. Anche i posti sono aumentati, seppure in misura più contenuta: erano 20.409 lo scorso anno e sono diventati 20.672, con 263 posti aggiuntivi.

La professione raccoglie così oltre la metà dei posti disponibili nelle 22 lauree triennali delle Professioni sanitarie considerate nella rilevazione. Il MUR, per l'anno accademico 2026/2027, ha previsto complessivamente 39.624 posti per le lauree triennali: 38.184 destinati a candidati UE e non UE residenti in Italia e 1.440 riservati ai candidati extra UE residenti all'estero.

L'aumento delle richieste non è distribuito allo stesso modo sul territorio. Tra le regioni considerate nella rilevazione, la crescita più elevata è quella delle Marche (+30,9%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (+28%), Campania (+27,6%) e Puglia (+22,4%). In Lombardia le domande aumentano del 18,5%, mentre in Veneto la crescita è del 6,6%.Ragazzi che fanno un test in università

La Sardegna presenta invece il rapporto domanda/posto regionale più elevato: 3,6.

Il rapporto domande/posti non equivale alla probabilità di ammissione

Il rapporto tra domande e posti è un indicatore di pressione sulla selezione, non una percentuale diretta di possibilità di entrare.

Questo accade perché le graduatorie prevedono scorrimenti e tengono conto delle preferenze espresse dai candidati. La stessa rilevazione segnala infatti che la copertura dei posti può aumentare successivamente attraverso le seconde e terze scelte.

Il caso di Infermieristica lo rende particolarmente evidente: 1,1 domande per posto non significa che nove candidati su dieci saranno automaticamente ammessi, così come 6,2 domande per posto a Fisioterapia non significa che esattamente un candidato ogni 6,2 otterrà un posto. Il rapporto fotografa il numero delle richieste rispetto all'offerta iniziale, non l'esito finale delle graduatorie.

Anche la struttura della prova è definita a livello ministeriale. Il Decreto MUR n. 1003 del 6 agosto 2026 stabilisce 60 quesiti a risposta multipla da svolgere in 100 minuti: 23 domande di biologia, 15 di chimica, 13 di fisica e matematica, 5 di ragionamento logico e problemi e 4 relative a competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi.

Perché crescono le domande per le Professioni sanitarie

Il rimbalzo delle candidature arriva dopo un periodo in cui, soprattutto per Infermieristica, il rapporto tra aspiranti e posti disponibili aveva evidenziato una maggiore difficoltà nel reclutamento degli studenti.

La crescita del 16,3% registrata quest'anno rappresenta quindi un cambiamento rispetto alla precedente rilevazione. FNOPI, nel commentare i dati delle iscrizioni, ha attribuito parte dell'incremento anche alle attività di orientamento nelle scuole e alla maggiore comunicazione sulle opportunità formative e professionali. Si tratta, però, di un'interpretazione dell'organizzazione professionale, non di una dimostrazione causale ricavabile dai dati sulle iscrizioni.

Resta poi una differenza netta tra i corsi. L'aumento generale delle domande non significa che tutte le professioni sanitarie stiano recuperando nello stesso modo: alcuni percorsi rimangono sotto un rapporto di una domanda per posto.

È il caso, per esempio, di Tecniche della prevenzione, con 0,8 domande per posto, Educazione professionale e Tecniche ortopediche, entrambe a 0,6, e Terapia occupazionale e Tecniche audioprotesiche, a 0,5. Ancora più basso il rapporto per Tecniche audiometriche e Assistenza sanitaria, rispettivamente a 0,4.

Il punto, dunque, non è soltanto quanti giovani scelgono le Professioni sanitarie. È quali professioni scelgono. Ed è qui che il dato nazionale del +17,5% perde parte della sua apparente uniformità.

Cosa succede dopo il test

La prova del 16 settembre apre la fase successiva: graduatorie, assegnazioni e scorrimenti determineranno la distribuzione effettiva degli studenti nei diversi corsi e atenei.

Per alcune lauree la distanza tra domanda e offerta è già molto ampia; per altre, invece, il numero di posti supera quello delle domande iniziali. Saranno quindi le preferenze successive e gli eventuali posti rimasti disponibili a modificare il quadro nelle settimane successive.

A conti fatti, il dato più interessante del 2026 non è soltanto l'aumento delle iscrizioni, ma la diversa traiettoria delle singole professioni: mentre Fisioterapia e Logopedia concentrano una domanda molto superiore ai posti disponibili, Infermieristica torna sopra quota 20mila candidature e diversi percorsi continuano a registrare una domanda inferiore all'offerta.

Per capire se si tratti di un cambiamento stabile nelle scelte degli studenti serviranno le prossime rilevazioni. Per ora, il test di settembre fotografa soprattutto una cosa: la domanda di formazione sanitaria è tornata a crescere, ma non in modo omogeneo tra le professioni.

Fonti:

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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