Sempre meno tempo all’aria aperta, più attività strutturate e maggiore esposizione agli schermi: sono alcuni dei cambiamenti che stanno interessando l’infanzia negli ultimi anni.
Gli esperti mettono in guardia da un eccesso di sedentarietà e da una riduzione delle esperienze spontanee, fondamentali per la crescita.
In Italia, secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), circa 2 milioni di bambini e ragazzi, pari a 1 minore su 5, convivono con un disturbo neuropsichiatrico o del neurosviluppo.
Cosa sta succedendo: meno gioco libero e più attività guidate
Negli ultimi decenni si è osservata una progressiva riduzione del tempo dedicato al gioco libero, soprattutto all’aperto. Al suo posto, aumentano le attività organizzate e supervisionate dagli adulti.
Questo cambiamento è spesso legato a motivi culturali e sociali: maggiore attenzione alla sicurezza, ritmi familiari più serrati, diffusione dei dispositivi digitali. Tuttavia, secondo gli specialisti, il gioco spontaneo rappresenta un’esperienza insostituibile nello sviluppo infantile.
La SINPIA sottolinea che il neurosviluppo, cioè il processo attraverso cui il cervello matura e acquisisce competenze cognitive, motorie ed emotive, è fortemente influenzato dall’ambiente e dalle esperienze nei primi anni di vita.
Cosa dice la ricerca sul gioco all’aperto
Le evidenze scientifiche indicano che il gioco libero e il tempo trascorso in ambienti naturali sono associati a diversi benefici per i bambini.
L’American Academy of Pediatrics evidenzia che il gioco, soprattutto se non strutturato, favorisce lo sviluppo di abilità fondamentali come la regolazione emotiva, la capacità di risolvere problemi e le competenze sociali.
Allo stesso modo, la Canadian Paediatric Society sottolinea che il gioco all’aperto, anche con un livello di rischio adeguato all’età (“risky play”), contribuisce allo sviluppo fisico, mentale e sociale.
Inoltre, una revisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul rapporto tra spazi verdi e salute ha evidenziato che il contatto con ambienti naturali è associato a benefici per il benessere psicologico, la riduzione dello stress e l’aumento dell’attività fisica nei più piccoli.
Attività come correre, saltare, arrampicarsi o esplorare ambienti diversi stimolano contemporaneamente più sistemi del corpo, contribuendo allo sviluppo della coordinazione, dell’equilibrio e delle capacità di adattamento.
Il dato circa la maggior diagnosi è certamente legato anche all’aumentata attenzione medica a questo tipo di problematiche; tuttavia, pesano molto anche i cambiamenti e le nuove abitudini delle famiglie di oggi.
Cosa significa per la salute dei bambini
Il tema assume particolare rilevanza alla luce dei dati sui disturbi del neurosviluppo. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, questi includono condizioni come disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disturbi del linguaggio, disturbi specifici dell’apprendimento e disturbi dello spettro autistico.
Queste condizioni possono influenzare l’attenzione, la comunicazione, il comportamento e le abilità motorie, con possibili ripercussioni sulla vita scolastica e sociale.
Gli esperti chiariscono che il gioco libero all’aperto non rappresenta una terapia né una prevenzione specifica di questi disturbi. Tuttavia, può costituire un importante fattore di supporto allo sviluppo globale del bambino, offrendo opportunità di movimento, interazione e autonomia.
Parallelamente, la riduzione dell’attività fisica e l’aumento della sedentarietà, spesso legata anche all’uso prolungato di dispositivi digitali, sono associati a rischi per la salute generale, tra cui sovrappeso, disturbi del sonno e difficoltà attentive.
Benefici, rischi e raccomandazioni degli esperti
Uno degli aspetti più discussi riguarda la sicurezza. Molti genitori tendono a limitare il gioco libero per timore di incidenti. Tuttavia, le società scientifiche invitano a distinguere tra pericoli reali e “rischi utili”.
Il cosiddetto “rischio controllato”, come arrampicarsi, correre o esplorare, consente ai bambini di sviluppare competenze importanti, come la valutazione del pericolo, l’autonomia e la fiducia in sé.
Le raccomandazioni degli esperti includono:
- favorire ogni giorno momenti di gioco attivo, preferibilmente all’aperto;
- offrire spazi sicuri ma non eccessivamente limitanti;
- incoraggiare il gioco libero, senza obiettivi prestabiliti;
- ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi, soprattutto nei più piccoli.
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Prospettive future e consigli per i genitori
L’aumento delle richieste di valutazione e presa in carico per difficoltà del neurosviluppo rappresenta una sfida crescente per il sistema sanitario. In questo scenario, la promozione di stili di vita sani fin dall’infanzia assume un ruolo sempre più centrale.
Favorire il gioco libero all’aperto è una strategia semplice, accessibile e supportata da evidenze scientifiche, che può contribuire al benessere complessivo dei bambini. Non si tratta di eliminare la supervisione o le attività organizzate, ma di trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà.
Per genitori ed educatori, il messaggio è chiaro: lasciare spazio al gioco spontaneo significa offrire ai bambini un’occasione concreta per crescere, esplorare e sviluppare competenze fondamentali per il loro futuro
Fonti
- Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) - I disturbi neuropsichiatrici esordiscono ben prima dei 14 anni, necessario intervenire in età evolutiva e garantire la continuità di cura
- American Academy of Pediatrics - Power of Play in Early Childhood
- Canadian Paediatric Society - Healthy childhood development through outdoor risky play: Navigating the balance with injury prevention
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - Green and blue spaces and mental health: new evidence and perspectives for action