Bambini in auto, quasi 6 su 10 non sono protetti nel modo giusto: lo studio

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
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Data articolo – 24 Settembre, 2026

bambina su un seggiolino in macchina

Un bambino può essere allacciato in auto e, nonostante questo, non essere protetto nel modo più appropriato. È quanto emerge da un nuovo studio dell’Ohio State University, condotto dall’Injury Biomechanics Research Center e pubblicato il 12 agosto 2026 su Traffic Injury Prevention.

I ricercatori hanno analizzato 39.993 bambini tra 1 e 13 anni ricoverati nei trauma center statunitensi dopo incidenti automobilistici tra il 2018 e il 2022, utilizzando i dati del Trauma Quality Program dell’American College of Surgeons.

Il risultato è significativo: il 39% dei bambini non utilizzava alcun sistema di ritenuta, mentre un altro 19% circa ne utilizzava uno non appropriato rispetto alle proprie caratteristiche. Complessivamente, quindi, quasi 6 bambini su 10 del campione non erano protetti in modo adeguato al momento dell’incidente.

Non basta essere allacciati, serve il sistema giusto

Seggiolino, rialzo e cintura di sicurezza non sono intercambiabili: il sistema più appropriato cambia durante la crescita.

Per stabilire se la protezione utilizzata fosse adeguata, i ricercatori hanno considerato età e dimensioni del bambino, confrontandole con il tipo di dispositivo presente, seggiolino rivolto all’indietro, seggiolino rivolto in avanti, rialzo o cintura di sicurezza, sulla base delle raccomandazioni disponibili e dei limiti previsti per i diversi sistemi.

Questo significa che un bambino può risultare formalmente "trattenuto", ma utilizzare comunque un dispositivo non appropriato se, ad esempio, è passato troppo presto al rialzo o alla sola cintura di sicurezza.

Il problema aumenta con l’età

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda proprio la crescita.

Tra 1 e 7 anni, la percentuale di bambini che utilizzava un sistema non appropriato passava da circa il 6% a un anno al 39% a sette anni. L’analisi statistica ha inoltre mostrato che, in questa fascia di età, a ogni anno in più era associato un aumento delle probabilità relative di utilizzare un sistema inadeguato rispetto a uno appropriato.

Anche la mancata protezione diventava più frequente con l’età: secondo i dati analizzati, la quota di bambini completamente privi di un sistema di ritenuta aumentava progressivamente durante la crescita.

Il dato suggerisce quindi un punto particolarmente delicato: il passaggio da un sistema di ritenuta all’altro. Proprio quando il bambino cresce può aumentare il rischio di abbandonare troppo presto un dispositivo più protettivo per passare al successivo.

Senza sistemi di ritenuta aumentano le lesioni gravi

Nel campione analizzato, il 40,5% dei bambini aveva riportato lesioni classificate come gravi o superiori (MAIS 3+). La testa era la regione del corpo coinvolta più frequentemente, rappresentando il 46% delle singole lesioni registrate.

Ma il dato più rilevante riguarda il rapporto tra sistema di ritenuta e gravità delle conseguenze dell’incidente.

Rispetto ai bambini che utilizzavano una protezione appropriata, quelli che non utilizzavano alcun sistema di ritenuta presentavano probabilità relative 1,56 volte maggiori di riportare lesioni MAIS 3+ anziché lesioni di entità minore o moderata.

Un'associazione che, secondo gli autori, rafforza l'importanza di utilizzare sistemi di ritenuta adeguati alle caratteristiche del bambino.

In Italia il seggiolino è obbligatorio sotto 1,50 metri

Il problema riguarda anche le famiglie italiane, anche se le regole e i sistemi di classificazione non coincidono necessariamente con quelli considerati nello studio statunitense.

In Italia, l'articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che i bambini di statura inferiore a 1,50 metri debbano viaggiare utilizzando un sistema di ritenuta omologato e adeguato alle loro caratteristiche.

Per i nuovi sistemi di ritenuta il riferimento europeo è oggi il regolamento UNECE R129, che utilizza principalmente l'altezza del bambino per individuare il dispositivo appropriato.

Il passaggio alla normativa R129, tuttavia, non significa che i seggiolini precedentemente omologati secondo il regolamento UNECE R44 e già acquistati siano diventati automaticamente inutilizzabili.

Quando cambiare seggiolino? Meglio non avere fretta

Il messaggio che emerge dalla ricerca non è semplicemente quello di "usare il seggiolino", ma di utilizzare il sistema di ritenuta appropriato per il bambino in ogni fase della crescita.

Passare al dispositivo successivo solo perché il bambino è diventato più grande o perché la nuova soluzione appare più comoda può essere prematuro se non sono ancora rispettati i requisiti previsti.

Gli autori sottolineano infatti la necessità di aumentare l'informazione sull'uso corretto dei sistemi di ritenuta, con particolare attenzione ai bambini tra 4 e 10 anni, fascia indicata dallo studio come particolarmente importante per gli interventi di prevenzione.

Fonti

PubMed  - Effect of appropriate restraint use on pediatric injury outcomes in motor vehicle crashes from US Trauma Quality Program data

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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