Troppa tv per i bambini? Rischio sindrome metabolica dai 45 anni

Elena Fazio | Web Content Editor

Ultimo aggiornamento – 31 Luglio, 2023

Scopri i rischi di guardare troppa tv per i bambini, in età adulta

Un recente studio dell’Università neozelandese di Otago, pubblicato su Pediatrics, spiega come bambini/e e ragazzi/e che guardano troppa televisione siano a rischio di sviluppare cattivi problemi di salute in età adulta, primo fra tutti: la sindrome metabolica.

Cause e sintomi della sindrome metabolica

Ipertensione arteriosa, alti livelli di glicemia, eccesso di grasso corporeo, obesità e colesterolo sono i principali sintomi della comparsa di sindrome metabolica. Il rischio elevato è quello di contrarre patologie cardiache associate a questa sintomatologia, come diabete e ictus.

Una delle cause principali dietro alla malattia, potrebbe essere quella di stare troppo tempo seduti sul divano o in poltrona davanti alla televisione; questa condizione prolungata, infatti, viene associata ad uno stile di vita sedentario e ad una posizione errata del corpo, con rischi di salute a lungo termine.

“La tv potrebbe essere responsabile di un basso dispendio energetico e potrebbe sostituire l’attività fisica e ridurre la qualità del sonno. Inoltre, il tempo davanti allo schermo può promuovere un maggiore apporto energetico, con i bambini che tendono a consumare più bevande zuccherate e prodotti ricchi di grasso e meno frutta e verdura; abitudini che possono persistere, poi, nell’età adulta”  dichiara Bob Hancox, Direttore dello studio e Capo dipartimento di medicina sociale e preventiva dell’Università di Otago. 

Lo studio e i risultati

879 persone del territorio di Dunedin, in Nuova Zelanda, hanno partecipato all’indagine, per la quale è stato scoperto che durante l’infanzia, chi guardava la televisione poco più di due ore al dì, tra i 5 e i 15 anni, aveva maggiori probabilità di contrarre sindrome metabolica dall’età di 45 anni.

Secondo la ricerca, i ragazzi passavano più tempo allo schermo televisivo rispetto alle ragazze e quindi contrarre la sindrome metabolica era più facile per gli uomini, che per le donne, con una rispettiva incidenza del 34% e del 20%

La correlazione fra il tempo trascorso alla televisione e la comparsa di patologia metabolica è stato riscontrato in entrambi i sessi e probabilmente è stata più accentuata nelle donne

La ricerca è stata condotta su bambini e ragazzi nati nei decenni precedenti, quando la televisione era il principale mezzo di comunicazione utilizzato dalla popolazione.

“La cosa veramente importante da notare in questo studio è che anche i ragazzi che dopo i 20 anni hanno cambiato stile di vita, ma prima conducevano una vita sedentaria, sono a rischio e possono avere dei problemi di salute più avanti” racconta a Medical Express, la professoressa Colleen Kraft, pediatra del Children's Hospital di Los Angeles e docente di pediatria della Keck School of Medicine della University of Southern California.

Bisogna ricordare che i risultati dello studio non confermano la validità generale di tutti i soggetti che guardano troppa televisione, ma solo di un campione. Esso però, con ulteriori ricerche ed approfondimenti, potrebbe risultare valido anche per un ampio spettro della popolazione.

Qualità di vita dei ragazzi, tra passato e futuro

Se in passato persisteva il consumo eccessivo di televisione per i bambini e le bambine nati/e nelle generazioni precedenti, al giorno d’oggi, com’è ormai radicato, le generazioni più giovani preferiscono concentrarsi sull’utilizzo maniacale degli strumenti digitali (tablet, cellulari, pc portatili.. ecc).

La trasformazione della tecnologia e l’avvento dei nuovi dispositivi ha causato un aumento del tempo che i giovani trascorrono davanti agli schermi. Schermi di ogni tipo e funzionalità, da quelli più grandi della tv a quelli in formato mini degli smartphone.

“I bambini di oggi hanno molto più accesso all’intrattenimento basato sullo schermo e sono molto più sedentari; è probabile che questo possa comportare effetti ancora più dannosi per la salute in età adulta. “Questi risultati confermano e sostengono la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel limitare il tempo che bambini e adolescenti passano difronte allo schermo, queste le parole di Bob Hancox nei riguardi della condizione attuale.

Nonostante le differenze che le varie generazioni si portano dietro negli anni, una cosa è certa: la tecnologia non potrà che progredire e dare alla luce sempre più novità digitali di largo consumo.

La sfida starebbe proprio nella gestione e controllo del futuro tecnologico in atto, garantendo ai giovani di domani: salute, benessere, qualità e stili di vita migliori rispetto ai giovani di ieri. 

Elena Fazio | Web Content Editor
Scritto da Elena Fazio | Web Content Editor

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, con specializzazione in Scienza e Salute. Dopo aver collaborato con associazioni no profit in ambito sanitario e psico-oncologico, al momento sono Junior Web Content Editor presso pazienti.it e mi occupo della redazione e scrittura di articoli in chiave SEO. Profondamente affascinata da temi inerenti il benessere e la salute che mirano a fornire informazioni autorevoli ai lettori, guidandoli nelle scelte per raggiungere uno stato di benessere psico-fisico quotidiano.

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