Addio doppia puntura: in fase di approvazione il vaccino unico per Covid-19 e influenza in Europa

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 03 Marzo, 2026

Medico in tuta protettiva vaccina un anziano a casa durante un'epidemia

L'era della prevenzione stagionale sta per vivere una piccola rivoluzione: l'Europa è infatti a un passo dal dare il via libera al primo vaccino combinato a mRNA progettato per proteggere, con un'unica puntura, sia dall'influenza che dal Covid-19.

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'EMA ha espresso parere favorevole per mComirnax (mRNA-1083), il prodotto di punta di Moderna destinato agli over 50.

Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa novità che promette di semplificare le campagne vaccinali autunnali.

Quattro scudi in un'unica soluzione

Invece di programmare due appuntamenti o subire due iniezioni separate, il nuovo candidato vaccino sfrutta la collaudata tecnologia dell'RNA messaggero per istruire il sistema immunitario contro quattro minacce contemporaneamente:

  • SARS-CoV-2 (il virus del Covid-19);
  • tre ceppi influenzali: A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria.

L'obiettivo è puramente strategico: ridurre il numero di somministrazioni per aumentare l'adesione della popolazione più fragile (gli over 50, appunto), che resta la più esposta a complicazioni gravi derivanti dalle infezioni respiratorie.

Infatti, per le persone appartenenti alle categorie fragili o ad alto rischio il richiamo annuale è fondamentale per due motivi principali:

  • l'immunità cala: la protezione immunitaria non è eterna e tende a sbiadire col passare dei mesi;
  • i virus mutano: sia il SARS-CoV-2 che i virus influenzali sono "trasformisti" esperti; cambiano pelle continuamente per aggirare le nostre difese.

La tecnologia: ecco come agisce

Il principio di funzionamento è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere con i primi vaccini anti-Covid. Non viene iniettato il virus, ma una sorta di "manuale di istruzioni" molecolare:

  • mRNA (RNA messaggero): contiene il codice per produrre specifiche proteine virali (antigeni);
  • risposta: una volta iniettato, l'organismo produce autonomamente queste proteine, istruendo il sistema immunitario a riconoscere e combattere i veri patogeni qualora dovesse incontrarli.

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mCombriax non è un prodotto improvvisato, ma l'unione di due tecnologie all'avanguardia di Moderna:

  • mRNA-1283 (mNexspike®): il vaccino di seconda generazione contro il SARS-CoV-2, ottimizzato per una risposta più mirata;
  • mRNA-1010: la componente antinfluenzale progettata per colpire i tre ceppi più diffusi: A-H1N1, A-H3N2 e il lignaggio B/Victoria.

La strategia di aggiornamento dei vaccini

Data la rapida evoluzione genetica dei virus, l'efficacia immunitaria richiede un aggiornamento costante. Sulla base del monitoraggio globale, l'OMS ha definito la composizione per la stagione 2026-2027 nell'emisfero nord.

Lo standard raccomandato torna a tre ceppi, poiché la linea B/Yamagata non risulta più circolante dal 2020. Alcune aziende manterranno comunque l'opzione quadrivalente per una copertura precauzionale estesa.

Ecco la nuova composizione 2026-2027:

  • A/H1N1: ceppo A/Missouri/11/2025;
  • A/H3N2: nuova variante basata sulla diffusione recente;
  • Linea B/Victoria: varianti Tokyo 2025 o Pennsylvania 2025.

I numeri della sperimentazione

Uno studio di Fase III su oltre 8.000 volontari ha confermato che il vaccino combinato non è "meno efficace" dei prodotti singoli già in commercio.

I dati mostrano una risposta anticorpale statisticamente non inferiore rispetto alla somministrazione separata di:

  1. Spikevax (per il Covid-19);
  2. vaccini influenzali ad alto dosaggio (come Fluzone HD di Sanofi o Fluarix di GSK).

Dunque, proteggersi con un solo vaccino garantisce lo stesso livello di sicurezza immunitaria che si otterrebbe facendo le due iniezioni distintamente.

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Sicurezza e tollerabilità

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, non ci sono state sorprese. Il profilo ricalca quello dei vaccini a mRNA che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni:

  • sintomi comuni: dolore al braccio, stanchezza, dolori muscolari;
  • durata: manifestazioni lievi che si risolvono mediamente in tre giorni.

Il divario tra Europa e Stati Uniti

È interessante notare come l'Europa stia procedendo più velocemente rispetto agli USA: infatti, oltreoceano la FDA è stata più cauta, richiedendo a Moderna ulteriori dati sull'efficacia specifica contro l'influenza e contestando alcuni parametri metodologici degli studi.

Verso un nuovo modello di prevenzione

Se la Commissione Europea confermerà l'autorizzazione, il prossimo autunno segnerà un punto di svolta.

I benefici attesi sono molteplici:

  • efficienza logistica: meno pressione sui centri vaccinali e sui medici di base;
  • personalizzazione: la flessibilità dell'mRNA permette di aggiornare rapidamente il vaccino in base alle varianti circolanti ogni anno.

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Rimane da capire come la popolazione accoglierà la novità e se questa semplificazione basterà a contrastare il calo di adesione osservato recentemente.

Fonti:

  • EMA - First combined COVID-19 and influenza vaccine for people 50 years and older;
  • WHO - Recommended composition of influenza virus vaccines for use in the 2026-2027 northern hemisphere influenza season

Ultimo aggiornamento – 05 Marzo, 2026

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