Aprile è uno dei mesi più critici per chi soffre di allergie stagionali. Con l’arrivo della primavera prati e alberi cominciano a gremirsi di colori.
Ma, insieme ad essi, la concentrazione di pollini nell’aria aumenta sensibilmente e diversi allergeni iniziano a sovrapporsi, intensificando i sintomi respiratori.
Quali sono le allergie più comuni in questo periodo e perché proprio adesso risultano così fastidiose? Vediamo cosa dice la scienza.
I pollini protagonisti di aprile
Durante il mese di aprile si verifica una vera e propria “tempesta allergica” dovuta alla contemporanea presenza di più pollini.
I principali responsabili sono:
- alberi primaverili, come betulla, ontano, frassino e pioppo;
- graminacee, che iniziano proprio in questo periodo e aumentano progressivamente fino all’estate;
- erbe infestanti, tra cui parietaria e, in fase iniziale, ambrosia.
Tra questi, la betulla è considerata una delle piante più allergizzanti, mentre le graminacee rappresentano la causa più frequente di allergia respiratoria in Europa.
Perché aprile è il mese peggiore per le allergie?
A rendere aprile particolarmente difficile non è solo la presenza dei pollini, ma la loro sovrapposizione.
In questo periodo:
- i pollini degli alberi non sono ancora terminati;
- le graminacee iniziano a diffondersi;
- alcune erbe infestanti fanno la loro comparsa.
Questo mix aumenta la quantità totale di allergeni nell’aria e può scatenare sintomi più intensi anche in chi normalmente presenta forme lievi.
Inoltre, le giornate più lunghe, il clima mite e il vento favoriscono la dispersione dei pollini, prolungando l’esposizione.
Sintomi: come riconoscere un’allergia primaverile
Le allergie di aprile si manifestano soprattutto a livello respiratorio e oculare. Vediamo quali sono i segnali più comuni:
- starnuti frequenti e ripetuti;
- naso che cola o sensazione di congestione;
- prurito a naso, gola e orecchie;
- occhi arrossati, gonfi e lacrimanti;
- tosse secca o irritativa;
- senso di affaticamento generale.
Questi sintomi possono essere confusi con un raffreddore, ma tendono a durare più a lungo e a peggiorare all’aperto o nelle giornate ventose.
Allergie e alimentazione: cos'è il fenomeno della cross-reattività
Un aspetto meno noto riguarda la cosiddetta cross-reattività. Alcuni soggetti allergici ai pollini, in particolare alla betulla, possono sviluppare reazioni anche a determinati alimenti.
Tra i più comuni:
- mela;
- kiwi;
- nocciola;
- pesca.
Questo avviene perché alcune proteine presenti negli alimenti sono simili a quelle dei pollini e possono attivare il sistema immunitario.
Cosa dice la scienza: l’impatto dei pollini sulla salute
Numerosi studi hanno evidenziato come l’esposizione ai pollini sia in aumento e sempre più precoce nel corso dell’anno.
Una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health ha dimostrato che, negli ultimi decenni, la stagione pollinica si è allungata e intensificata a causa dei cambiamenti climatici.
Secondo gli autori, l’aumento delle temperature e della concentrazione di CO₂ favorisce la produzione di pollini più abbondanti e potenzialmente più allergizzanti, con un impatto diretto sulla diffusione delle allergie respiratorie.
Allergie primaverili: come proteggersi ad aprile
Per ridurre l’esposizione ai pollini e limitare i sintomi, è possibile adottare alcune strategie pratiche:
- evitare di uscire nelle ore più ventose o nelle giornate secche;
- tenere le finestre chiuse nelle ore di picco pollinico;
- lavare spesso viso e capelli dopo essere stati all’aperto;
- utilizzare occhiali da sole per proteggere gli occhi;
- monitorare i bollettini pollinici locali.
Nei casi più intensi, è consigliabile rivolgersi al medico per valutare terapie specifiche, come antistaminici o trattamenti desensibilizzanti.
Allergie? Un fenomeno sempre più diffuso
Le allergie primaverili incarnano oggi una delle condizioni croniche più comuni. L’aumento dei casi, unito alla maggiore intensità dei sintomi, rende fondamentale riconoscere precocemente i segnali e adottare misure preventive.
Aprile, in questo senso, non è solo l’inizio della primavera, ma anche il momento in cui il sistema immunitario viene maggiormente messo alla prova. Conoscere i trigger e anticipare i sintomi può determinare la differenza in quella che è la gestione quotidiana del disturbo.
Fonti:
PNAS - Anthropogenic climate change is worsening North American pollen seasons