Allergie primaverili in anticipo? le cause e come prepararsi

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 08 Febbraio, 2026

Una donna con allergia prima della primavera soffia il naso.

Con l’avvicinarsi della primavera, insieme alle temperature aumenta l’attenzione verso un fenomeno che interessa milioni di persone: le allergie primaverili. Ma perché arrivano in anticipo?

Sono numerose le ricerche scientifiche che indicano non soltanto un anticipo dell’inizio della stagione pollinica, ma anche una sua progressiva prolungata durata e intensità, con impatti significativi sulla salute delle persone allergiche.

Vediamo cosa dice la scienza in merito alle allergie primaverili in anticipo e come affrontarle.

Allergie primaverili in anticipo: stagione dei pollini anticipata

Secondo gli esperti in epidemiologia e climatologia, tale evoluzione non è casuale: è strettamente correlata ai cambiamenti climatici e all’interazione di fattori ambientali e antropici che modificano i cicli naturali delle piante e la loro produzione di pollini. 

L’argomento non riguarda solo gli allergici cronici: studi recenti mostrano che i sintomi stanno emergendo in fasce di popolazione finora poco esposte, con un aumento delle diagnosi in età pediatrica e adulta.


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Una delle conferme più nette di questo fenomeno giunge da studi climatico-ecologici che analizzano l’andamento delle stagioni vegetative su larga scala. 

Tra queste, una ricerca pubblicata su Nature Communications ha proiettato che, sotto scenari di aumento delle temperature globali, la stagione dei pollini potrebbe iniziare fino a circa 40 giorni prima rispetto al passato, con un aumento complessivo della produzione pollinica anche tra +16% e +40%.

Parallelamente, un altro importante contributo della letteratura scientifica sull’argomento è rappresentato dalla revisione pubblicata su PubMed Central (Climate Change and Allergic Diseases), che evidenzia come l’innalzamento delle temperature e l’aumento dei gas serra stiano modificando il rilascio dei pollini da parte delle piante, alterando sia il timing sia l’intensità di rilascio di questi allergeni nell’atmosfera.

Questi studi coniugano dati climatici, aerobiologici e fenologici (ovvero lo studio dei cicli naturali delle piante) per descrivere con rigore scientifico un fenomeno ormai visibile anche nei calendari pollinici e nei sintomi riportati dai pazienti allergici sia in Europa sia in Nord America.

Allergie primaverili in anticipo: tutte le cause principali

Vediamo quali sono le principali cause che provocano il manifestarsi delle allergie primaverili in anticipo.

Riscaldamento globale e temperature invernali elevate

L’incremento delle temperature a livello globale e stagioni invernali più miti favoriscono una fioritura anticipata delle specie botaniche che rilasciano allergeni primaverili, come betulle, ontani, cipressi e olivi. 


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Queste condizioni prolungano il periodo di esposizione ai pollini e amplificano il rischio di reazioni allergiche già a fine febbraio.

Aumento della CO₂ atmosferica

Livelli crescenti di anidride carbonica non solo accelerano la crescita delle piante, ma stimolano anche una maggiore produzione di pollini per singola pianta.

Ciò significa che, oltre all’anticipo della stagione, la quantità di allergeni nell’aria può aumentare, intensificando i sintomi nelle persone sensibili.

Inquinamento dell’aria

Le particelle generate da traffico, industria e combustione di combustibili fossili interagiscono con i pollini, aumentando la loro capacità di scatenare risposte allergiche. Queste particelle possono anche favorire l’entrata degli allergeni nelle vie respiratorie profonde, aggravando la sintomatologia.

Alterazioni nei cicli naturali delle piante

Il fenomeno noto come season creep  (l’anticipo delle stagioni biologiche osservato in molte specie vegetali e animali) contribuisce a un allungamento del periodo di rilascio pollinico e a una sovrapposizione sempre più frequente tra pollini di specie diverse, esponendo il sistema immunitario a stimoli più prolungati.

Allergie primaverili in anticipo e conseguenze per la salute

Le allergie stagionali, in particolare quelle legate ai pollini (pollinosi), sono tra le condizioni allergiche più comuni nelle popolazioni temperate. In molte aree, tra cui l’Europa e l’Italia, la percentuale di persone soggette a rinite allergica e sintomi correlati continua ad aumentare, con impatto significativo sulla qualità della vita e sulla domanda di cure mediche.

La combinazione tra stagioni polliniche anticipate, concentrazioni polliniche elevate e inquinamento atmosferico può portare a:

  • sintomi respiratori più intensi e prolungati;
  • maggiori giorni di assenza da scuola o lavoro;
  • incremento dei casi di asma e complicanze respiratorie;
  • necessità di terapie preventive e di gestione proattiva dei sintomi.

Come fare per prepararsi alle allergie primaverili in anticipo?

Pur non essendo possibile eliminare completamente i pollini dall’ambiente, è possibile attuare strategie preventive efficaci per attenuare l’impatto dei sintomi allergici.

Monitoraggio dei pollini

Consultare regolarmente bollettini aerobiologici locali permette di sapere quando specifiche tipologie di pollini raggiungono concentrazioni critiche nell’aria e di pianificare terapie o attività all’aperto in modo più consapevole;

Prevenzione medica

In caso di allergie note, dialogare con il proprio medico specialista prima dell’inizio della stagione pollinica aiuta a valutare terapie con antistaminici, spray corticosteroidei o immunoterapia specifica;

Riduzione dell’esposizione quotidiana

Limitare le uscite nelle ore di picco pollinico (spesso mattina e primo pomeriggio), utilizzare filtri antipolline in casa e in auto, e lavare frequentemente viso e mani sono misure che riducono il carico allergenico;

Gestione dell’ambiente domestico

Mantenere finestre chiuse durante le ore di concentrazione pollinica, utilizzare purificatori d’aria con filtri HEPA e pulire regolarmente superfici e tessuti può diminuire l’esposizione agli allergeni;

L’anticipo delle allergie primaverili, dunque, é il risultato di interazioni complesse tra clima, ambiente e biologia delle piante. Le evidenze scientifiche convergono nel collegare cambiamenti climatici e alterazioni delle stagioni polliniche, con ripercussioni sull’incidenza e sulla severità delle allergie stagionali.

In un contesto climatico e ambientale simile, la preparazione e la prevenzione, basate su informazione aggiornata e strategie di gestione proattiva, incarnano strumenti sempre più essenziali per affrontare con efficacia la primavera allergica.


Fonti:

Nature - Projected climate-driven changes in pollen emission season length and magnitude over the continental United States



 

Ultimo aggiornamento – 07 Febbraio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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