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Un’alternativa alla colonscopia nella diagnosi del cancro al colon

Ultimo aggiornamento – 03 novembre, 2016

Indice

La colonscopia è la via preferenziale nella diagnosi del cancro al colon; esiste però un altro metodo egualmente sicuro ed efficiente che non richiede una visita ospedaliera e che è meno fastidioso.

Vediamolo insieme.

Lo screening “classico” per il cancro al colon

La colonscopia è una procedura invasiva che richiede 24 ore di preparazione.

Ma, come sottolineato dai medici, ha un vantaggio fondamentale: permette di visualizzare polipi sospetti e rimuoverli subito durante la procedura; inoltre, la maggior parte della popolazione effettua questo test una volta ogni 10 anni.

Questo non è l’unico metodo di screening del cancro al colon, ma è diventato la scelta di default.

Nonostante l’assenza di studi rigorosi che dimostrano una correlazione tra questa tecnica e una minore incidenza della malattia (e quindi della morte per questa), la colonscopia si preferisce proprio perché la rimozione dei polipi avviene immediatamente.

Il test alternativo alla colonscopia

Esiste però un altro metodo di screening proposto: il test fecale immunochimico; si tratta dell’analisi di laboratorio di un campione di feci in grado di evidenziare la presenza di tracce di sangue, le quali possono indicare che il cancro al colon è presente. I controlli richiesti da questo test sono annuali.

Grande sostenitore di questa analisi è il dr. David Weinberg, presidente del consiglio medico al Fox Chase Cancer Center. In un articolo pubblicato in “Annals of Internal Medicine” sottolinea come l’analisi delle feci sia tanto efficiente quanto la colonscopia nel determinare le lesioni del colon, che potrebbero potenzialmente sfociare in tumore.

Secondo Weinberg anche questo screening dovrebbe diventare di routine ed essere una valida alternativa per molti pazienti che non si trovano a proprio agio con la colonscopia.

Inoltre, sarebbe vantaggioso anche poiché non tutti i Paesi riescono a garantire la colonscopia a tutti i cittadini superata la mezza età; negli stessi Stati Uniti l’accesso alla procedura non è uniforme, seppure il suo utilizzo sia ad alti livelli.

Colonscopia: un’alternativa c’è

In accordo con il pensiero di Weinberg, la scelta dello screening è personale e dovrebbe essere effettuata dai pazienti e dai dottori finché la scienza mostra che entrambe le strategie sono egualmente efficaci nel diminuire il rischio dell’incidenza del cancro al colon.

Informazioni mediche sul cancro al Colon 

Segni e sintomi del cancro al colon includono:

  • Variazione nei movimenti intestinale – come diarrea, costipazione o variazione nella consistenza – per almeno 4 settimane.
  • Sanguinamento rettale o presenza di sangue nelle feci
  • Dolore addominale persistente come crampi, aria o male
  • Sensazione che i movimenti intestinali non svuotino completamente.
  • Debolezza o fatica
  • Perdita di peso inspiegata

Nelle fasi iniziali, talvolta, il cancro al colon non manifesta alcun sintomo; quando i sintomi compaiono, possono variare a seconda della grandezza e del tumore e della sua posizione nell’intestino crasso.

È opportuno vedere un dottore se si notano sintomi del tumore del colon come sanguinamento nelle feci o un persistente cambiamento nei tuoi movimenti intestinale.

Nella maggioranza dei casi non è chiara la causa del cancro al colon.

I dottori sanno però che si presenta quando cellule del colon sane sviluppano errori nel loro DNA. Questo DNA danneggiato porta alla formazione di cellule tumorali che continuano a dividersi, persino quando non servono nuove cellule; l’accumulo di queste costituisce la massa tumorale.

Col tempo, le cellule tumorali crescono fino a invadere e distruggere il tessuto sano vicino; talvolta possono diffondersi in altre parti del corpo, portando alla formazione di metastasi.

I fattori di rischio del cancro al colon

I principali fattori di rischio sono:

  • Età avanzata: la frequenza è maggiore in individui con più di 50 anni.
  • Origini afro-americane.
  • Condizioni di infiammazione intestinale, come la sindrome di Crohn o la colite ulcerosa.
  • Sindromi ereditarie: la presenza di alcune mutazioni genetiche ereditarie che possono essere tramandate di generazione in generazione, talvolta sono collegate ad una piccola percentuale di cancro al colon. Queste condizioni possono essere rilevate tramite test genetici.

È importante però evidenziare che la presenza di queste mutazioni non determina l’insorgere della patologia, ma aumenta in modo significativo il rischio individuale.

  • Storia personale di cancro o polipo colon rettale; se si è preoccupati perché si ha famigliarità con cancro al colon, è opportuno parlare con il proprio dottore sulla possibilità che la propria storia famigliare suggerisca la presenza di una di queste condizioni.
  • Dieta: studi su grandi campioni hanno evidenziato una associazione tra la tipica dieta occidentale (ricca di grassi e povera di fibre) e un aumento di rischio di cancro al colon.

In particolare, si è osservato che quando le persone si spostano da aree con una dieta tipicamente povera di grassi e ricca di fibre in aree dove la dieta occidentale è la più comune, il rischio di cancro al colon aumenta in modo significativo. Non è chiaro perché ciò avviene, ma i ricercatori stanno studiando se questo tipo di dieta colpisce i microbi che vivono nel colon o se causa un’infiammazione di base che contribuisce al rischio.

  • Stile di vita sedentario
  • Diabete
  • Obesità
  • Fumo
  • Alcol
  • Radioterapia

 

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