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Banca del DNA: un nuovo sistema per la lotta al crimine

Ultimo aggiornamento – 18 Febbraio, 2014

È ormai visibile in questi giorni su tutte le reti RAI il nuovo spot del Governo sulla nuova Banca Dati Nazionale del DNA, con la quale l’Italia si adegua, seppur in ritardo, ad un Trattato dell’Unione Europea de 2005 (Trattato di Prum) che prevede l’istituzione di nuovi strumenti per la lotta al crimine.

L’obiettivo della Banca del DNA è fornire un supporto concreto alle indagini per garantire ancora di più la sicurezza dei cittadini, permettendo l’identificazione delle vittime e dei colpevoli dei reati, in un’ottica di prevenzione e repressione del crimine.

Come funziona la Banca del DNA?

Il DNA è l’informazione genetica che distingue una persona dall’altra e può essere confrontata con i dati raccolti negli altri Paesi. La Banca, istituita presso il Ministero dell’Interno, raccoglierà i profili del DNA di condannati, imputati e indagati, come previsto dalla legge n. 85 del 2009. Il laboratorio centrale invece, istituito presso il Ministero della Giustizia in un capannone nel carcere di Rebibbia, avrà il compito di analizzare il DNA e confrontarlo con i dati raccolti ai fini dell’identificazione. 

Ritardo nell’attuazione del progetto

Secondo il Governo, il ritardo è stato dovuto alla necessità di disciplinare alcuni aspetti, quali il funzionamento e l’organizzazione della Banca dati e del laboratorio, tecniche e modalità per analisi e conservazione dei campioni biologici, selezione e formazione del personale, acquisizione di materiale informatico e certificazione di materiale informatico in base agli standard di sicurezza.

Inoltre, secondo quanto spiegato dal sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Barletta, alla Camera sono ancora in corso l’accreditamento del laboratorio e le procedure concorsuali per l’assunzione dei ruoli tecnici della Polizia Penitenziaria. Secondo Barletta, questo iter dovrebbe concludersi proprio nei primi mesi del 2014.

La Banca del DNA sta funzionando con successo in Paesi come Germania e Inghilterra. È stato dimostrato che riduce i costi della Giustizia e permette di portare alla risoluzione un maggior numero di casi. Si spera che anche in Italia possa diventare operativa al più presto.

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