Colesterolo ereditario, una sola iniezione lo riduce fino al 97%

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 04 Settembre, 2026

medico fa iniezione a paziente

Esiste un fattore di rischio cardiovascolare che può restare elevato anche in persone attente all’alimentazione, fisicamente attive e con valori di colesterolo LDL nella norma. Si tratta della lipoproteina(a), o Lp(a), una particella presente nel sangue i cui livelli dipendono in larga parte dalla genetica e tendono a rimanere relativamente stabili nel corso della vita.

Secondo i dati riportati, livelli elevati di Lp(a) riguardano circa 1 persona su 5 nel mondo. A differenza di altri parametri lipidici, la sua concentrazione non viene modificata in modo significativo da dieta, attività fisica o dalle comuni statine. È proprio questa caratteristica ad aver reso la Lp(a) un bersaglio particolarmente difficile da trattare.

Un nuovo farmaco sperimentale, chiamato Kylo-11, prova ad affrontare il problema agendo direttamente sul processo con cui l’organismo produce una delle componenti fondamentali della lipoproteina(a).

Con le dosi più alte la riduzione arriva al 95-97%

Il farmaco è stato valutato in uno studio clinico condotto su 71 persone in Cina. I partecipanti hanno ricevuto una singola iniezione di Kylo-11 oppure un placebo e sono stati poi seguiti per 48 settimane.

I risultati mostrano una riduzione della lipoproteina(a) dipendente dalla dose. Con le quantità più basse, i livelli sono scesi di circa il 53%. Alle dosi più elevate, invece, la riduzione osservata ha raggiunto il 95-97%, mantenendosi nel corso dell’intero periodo di osservazione.

I dati sono stati presentati durante il congresso della European Society of Cardiology 2026, a Monaco di Baviera, e pubblicati su The Lancet. Il risultato è rilevante soprattutto per la durata dell’effetto, perché la riduzione è stata ottenuta con una sola somministrazione.

Come funziona il silenziamento genico

Kylo-11 utilizza una tecnologia basata sugli siRNA, small interfering RNA, molecole progettate per interferire con specifiche istruzioni genetiche. In questo caso l’obiettivo è ridurre la produzione dell’apolipoproteina(a) da parte del fegato.

Questa proteina è una componente essenziale della lipoproteina(a). Limitandone la produzione, diminuisce di conseguenza anche la quantità di Lp(a) che viene immessa nel sangue.

Il principio è quindi diverso rispetto a quello dei farmaci tradizionali utilizzati per il colesterolo. Questi ultimi agiscono principalmente sui lipidi già presenti o sui processi che ne regolano la concentrazione, mentre il nuovo trattamento punta a intervenire più a monte, riducendo direttamente la produzione della particella.

Perché la lipoproteina(a) viene considerata importante

I livelli di Lp(a) sono determinati per circa il 70-90% dalla componente genetica. Questo significa che una persona può avere valori elevati indipendentemente dalle proprie abitudini quotidiane.

Una concentrazione alta è associata a un maggiore rischio di formazione di placche aterosclerotiche e coaguli, con conseguente aumento della probabilità di eventi cardiovascolari come infarto, ictus e stenosi della valvola aortica.

Uno dei problemi è che molte persone non sanno di avere valori elevati. La Lp(a), infatti, non sempre viene inclusa nei normali controlli del profilo lipidico e richiede un esame specifico.

Il farmaco è ancora in Fase 1

Nonostante la forte riduzione osservata, è ancora presto per parlare di una nuova terapia disponibile. Lo studio è infatti un trial di Fase 1, il primo condotto sull’uomo, e ha coinvolto soltanto 71 partecipanti.

Questa fase della sperimentazione serve soprattutto a raccogliere informazioni iniziali sulla sicurezza, sulla tollerabilità e sull’effetto delle diverse dosi. Per sapere se il trattamento potrà realmente ridurre il numero di infarti, ictus o altri eventi cardiovascolari saranno necessari studi più grandi e più lunghi.

Resta da valutare anche la sicurezza sul lungo periodo e verificare se una riduzione così marcata della lipoproteina(a) produca benefici clinici concreti, oltre al miglioramento del valore misurato nel sangue. Uno studio di Fase 2 è già in corso.


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Il valore della Lp(a) può essere controllato già oggi

In attesa di nuovi dati sui farmaci sperimentali, la lipoproteina(a) può già essere misurata attraverso un esame del sangue specifico. Il controllo può essere particolarmente utile nelle persone con una storia familiare di infarto o ictus comparsi in giovane età.

Poiché il valore dipende soprattutto dalla genetica e tende a modificarsi poco nel corso della vita, in molti casi una singola misurazione può fornire un’informazione utile sul rischio individuale.

Kylo-11 rappresenta quindi una strada promettente nella ricerca sui fattori di rischio cardiovascolare ereditari, ma i risultati attuali restano preliminari. La riduzione fino al 97% della Lp(a) è stata osservata in condizioni sperimentali e dovrà ora essere confermata da studi più ampi prima di poter stabilire quale ruolo il farmaco potrà avere nella pratica clinica.

Fonti

The Lancet - Safety and lipoprotein(a)-lowering effects of Kylo-11, a non-canonical, long-duration small interfering RNA targeting lipoprotein(a): a first-in-human, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 1 trial

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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