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Come prevenire paramorfismi e dimorfismi

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

dimorfismi e paramorfismi: come fare a prevenirli

La prevenzione che è stata svolta negli ultimi anni, soprattutto in età scolare, ha ridotto drasticamente il numero di persone soggette a scoliosi, diminuendo anche l’eventualità di doversi sottoporre a intervento chirurgico correttivo.

Non solo nelle scuole, ma anche nei centri sportivi, si dovrebbe insegnare ai bambini, che sono nella fase più delicata della crescita ossea, a mantenere un corretto portamento, proprio per evitare possibili problematiche future.

Qual è la postura corretta?

La postura corretta è un insieme di elementi che l’uomo è riuscito a conquistare con l’evoluzione della specie: si parte dai fattori genetici, fondamentali; anche le componenti emozionali giocano un ruolo importante: pensiamo alla tensione che sentiamo sulle spalle quando per esempio dobbiamo prendere una decisione importante, il classico “peso sulle spalle”. Oltre al corretto portamento, e quindi alla parte scheletrica, bisogna tener conto anche della massa muscolare, che deve conferire un aspetto armonioso al corpo e alla totale struttura.

Di contro, tenere una postura non corretta, provoca delle tensioni e dei dolori che, a lungo andare, possono degenerare in qualcosa di patologico. Le articolazioni vengono sollecitate in modo errato e si generano degli squilibri.

Tante volte, le cause di queste posture scorrette sono da ricercare nella quotidianità, ovvero, i bambini e gli adolescenti trascorrono sempre più tempo davanti ai computer, sul divano coi i cellulari e i videogiochi e i portamenti non sempre rispettano le regole di base per non aggravare il peso su una parte del corpo.

Le prime alterazioni posturali si hanno proprio in quegli anni, quando la colonna vertebrale è ancora in crescita, e ogni movimento errato può portare a un’integrazione scorretta dello schema corporeo.

Senza rendersene conto, gli adolescenti sviluppano delle torsioni delle spalle e del bacino che portano a degli squilibri totali, che coinvolgono anche le catene muscolari.

Cosa sono i paramorfismi e i dismorfismi?

I paradismorfismi sono delle condizioni posturali squilibrate e non corrette, sono dei propri difetti di portamento.

Il paramorfismo invece è un’alterazione posturale che coinvolge i legamenti e i muscoli, ovvero i tessuti molli. Fortunatamente è reversibile, quindi un bambino, se bene educato, può correggersi da solo. In questa condizione, la muscolatura si sviluppa in modo disarmonico, a causa del poco movimento e quindi dalla poca tonicità dei muscoli.

Il dismorfismo è una patologia irreversibile, altera in maniera piuttosto grave la postura di un adolescente. In questo caso, a essere toccato è lo scheletro. Tutti i dismorfismi hanno origine sotto forma di paramorfismi, quindi è difficile tracciare una linea netta di separazione.

Quali sono i dismorfismi più diffusi?

I dismorfismi più diffusi sono:

Sono delle malattie che progrediscono lentamente nel tempo, essendo indolore, non si dà loro molta importanza. La deformazione provocata dalla scoliosi causerà una torsione delle costole, portando, a lungo andare, a dei problemi all’apparato cardio-respiratorio.

Tra i 7 e i 14 anni, hanno origine i paradismorfismi vertebrali, che si evidenziano quando si provocano degli squilibri osteoarticolari e muscolo-legamentosi, che sottopongono il corpo a fatiche dovute all’aumento della statura e del peso.

La popolazione scolastica è la più colpita dalla scoliosi, se si pensa che il 3% degli studenti ne è affetto. Ci sono anche altre posizioni scorrette che fanno aggravare la colonna vertebrale, per esempio, mettersi lo zaino soltanto su una spalla, sollevarlo senza piegare le gambe.

Quali tipi di paramorfismi esistono?

  • Portamento astenico, o rilassato: il corpo non si oppone alla forza di gravità, alterandone la forma. Solitamente, la testa è inclinata in avanti, l’addome è prominente, le spalle cadenti, i piedi sono piatti. Conseguenza tipica è la scoliosi. La causa è da imputarsi a uno sviluppo minimo della muscolatura, alla lassità dei legamenti e, da non sottovalutare, la componente psicologica. Può essere legato anche all’esercizio fisico (inesistente), al clima, all’alimentazione scorretta. In genere, il portamento astenico si risolve trascorsa l’età puberale.
  • Lordosi: la curvatura lombare è più accentuata, formando una convessità anteriore. Causa un addome sporgente.
  • Cifosi: la fisiologia dorsale aumenta, portando ad una convessità posteriore.
  • Scoliosi: la colonna vertebrale subisce una deviazione laterale sul piano frontale. Le cause possono essere un’insufficiente attività fisica, una gamba più corta, l’assunzione di posizioni scomposte reiterate nel tempo.

Come si prevengono i difetti del portamento?

È importante che i genitori osservino la postura e la schiena dei propri figli, soprattutto nell’età dello sviluppo, quando la statura e il peso possono subire dei grandi sbalzi. È fondamentale tener conto anche della componente genetica, un genitore con un difetto posturale ha maggiori possibilità di avere bambini con lo stesso disturbo.

Un altro fattore importante da prendere in considerazione è l’obesità, molto diffusa tra i bambini e gli adolescenti. Il sovrappeso, conseguente a una cattiva alimentazione, incentiva anche certi portamenti. Sì allora alle passeggiate, sia in bicicletta che a piedi, e magari anche far praticare uno sport specifico, in modo tale da staccarli da tv o cellulari.

Uno screening posturale è il metodo migliore per capire se già in tenera età un bambino potrebbe sviluppare poi in futuro un difetto del portamento, indicativamente intorno ai 7/8 anni.

Per capire invece in che modo vengano appoggiati i piedi al suolo, si può ricorrere all’esame baropodometrico computerizzato, il quale è in grado di informare su eventuali squilibri della distribuzione del peso corporeo a destra e a sinistra e, di conseguenza, come viene suddiviso il peso sui piedi. In base a questi dati, si stabilirà un programma terapeutico personalizzato per riequilibrare il portamento.

Come curare i paramorfismi?

L’importante, anche in assenza di alcuna patologia, è svolgere attività fisica, imparando ad ascoltare il proprio corpo, ovvero, capire quando non esagerare, soprattutto se i primi a risentirne sono i muscoli.

In casi di dismorfismi di lieve gravità, è consigliabile affidarsi a uno specialista in fisioterapia, per correggere la postura che altrimenti rischierebbe di peggiorare.

È bene accompagnare i busti anche con una ginnastica correttiva specifica, con degli esercizi indicati caso per caso.

Nei casi estremi, sarà necessario intervenire con un operazione chirurgica.

 

 

 

 

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