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La Croce Rossa Italiana in prima linea contro il Coronavirus: il racconto dei protagonisti

Ultimo aggiornamento – 07 Maggio, 2020

Croce rossa

In collaborazione con la  Croce Rossa italiana : intervista ad Andi Nganso, responsabile Public Health e Campagne di promozione alla Salute della Croce Rossa Italiana.


8 maggio: si celebra la Giornata Mondiale della Croce Rossa, con l'obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e avvicinarla alle attività di volontariato, sempre importanti, come è emerso in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. 

Abbiamo, quindi, rivolto alcune domande al dr. Nganso, responsabile Public Health, per capire come la CRI ha vissuto questi primi mesi di pandemia, quali sono state le difficoltà e gli aiuti a sostegno delle persone.

Quali sono state le attività dalla Croce Rossa durante la Fase 1 della pandemia? Quali sono quelle previste nella Fase 2?

Sin dai primi giorni dell’epidemia, la CRI è stata attivata per garantire il controllo della temperatura corporea ai passeggeri dei voli provenienti dalla Cina: per questa attività sono stati impegnati circa 3.000 Volontari che hanno prestato servizio negli aeroporti civili. 

Inoltre, grazie al suo reparto di Sanità pubblica, la CRI ha assistito la popolazione con servizi di assistenza territoriali tra cui spiccano i trasporti in alto biocontenimento dei pazienti covid-19 sospetti o positivi, dai loro domicili verso le strutture ospedaliere, oppure nel trasferimento da un ospedale a un altro.  In collaborazione con il Ministero della Salute e della Difesa, abbiamo supportato le operazioni di rimpatrio di un nostro giovane connazionale da Wuhan, bloccato in Cina per le sue condizioni di salute. Con l’Azienda Sanitaria Regionale Laziale, l’Associazione ha risposto fornendo più di 100 trasferimenti con personale sanitario e volontario addestrato.

La situazione drammatica che è stata affrontata in alcune regioni del paese, in particolare nel nord Italia, ha visto l’impegno di tanti Volontari medici, infermieri e operatori sanitari a supporto di alcuni ospedali e RSA della Lombardia e della Valle d’Aosta. 

Poi, ricordiamo che la CRI gestisce a livello nazionale più del 70% del servizio ambulanze. I nostri Volontari hanno risposto con grande spirito di solidarietà, mettendosi a disposizione per aiutare le comunità più colpite. 

Infine, grazie alla Campagna “Il Tempo della Gentilezza” sono state organizzate iniziative e servizi per sostenere tutte le persone più fragili.

Il nostro impegno nella “fase due” sarà costante, puntuale e tempestivo: continueremo a supportare la popolazione con il nostro mandato di ausiliarietà ai pubblici poteri, sempre in costante aggiornamento con il Ministero della Salute. Ci attenderà un periodo molto delicato nel quale dovremo tutti fare appello al nostro senso di responsabilità per non vanificare tutti gli sforzi fatti.

Quali sono le difficoltà riscontrate dagli operatori?

Senza dubbio, se ci avessero prospettato lo scorso anno una situazione simile, nessuno ci avrebbe creduto. 

Abbiamo visto tanti amici, parenti e, purtroppo, anche volontari, lasciarci a causa del virus ma, nonostante tutto, da Nord a Sud abbiamo lavorato giorno e notte e, ancora, stiamo affrontando l’emergenza con tutte le forze e risorse. 

A tal proposito, sono state create dall’Associazione delle task force per aiutare gli operatori sanitari che lavorano nei presidi ospedalieri del nord Italia, per supportarli psicologicamente e nelle loro mansioni, infine, per favorire un adeguato riposo dai turni stressanti.  

Parliamo degli anziani soli: ci sono state delle azioni di supporto anche per loro?  

La campagna “Il Tempo della Gentilezza” è nata per offrire un supporto alle persone più fragili portando loro beni di prima necessità (spesa o farmaci). Inoltre, il servizio telefonico CRI PER LE PERSONE al numero verde 800.065510 dedica aiuto psico-sociale e consigli sanitari grazie alla disponibilità di medici specialisti, tra cui infettivologi e psicologi: grazie al progetto, è stato possibile raggiungere le persone in difficoltà e gli anziani nelle loro abitazioni.

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