Diabete: un nuovo farmaco potrebbe proteggere i reni e rallentare la malattia

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 12 Marzo, 2026

Una donna controlla un sensore per la glicemia applicato sulla parte superiore del braccio utilizzando un dispositivo di lettura portatile

Una possibile novità terapeutica potrebbe cambiare il modo in cui si affronta la nefropatia nei pazienti con diabete di tipo 1: un recente studio ha, infatti, analizzato l’efficacia del farmaco Finerenone ® nella riduzione del danno renale in persone affette da Diabete di tipo 1 e Malattia renale cronica.

I risultati indicano una riduzione significativa dell’albuminuria – uno dei principali indicatori di sofferenza renale – aprendo la strada a possibili nuove strategie terapeutiche per una condizione che rappresenta una delle complicanze più temute del diabete.

Scopriamo di più.

Diabete di tipo 1 e malattia renale: una complicanza ancora difficile da gestire

Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule pancreatiche che producono insulina.

Nel lungo periodo, l’iperglicemia cronica può danneggiare diversi organi, tra cui i reni.

La nefropatia diabetica rappresenta una delle cause più frequenti di insufficienza renale cronica nel mondo.

Il primo segnale clinico è spesso l’aumento dell’albumina nelle urine, noto come albuminuria.

Quando questa condizione persiste nel tempo, il rischio di progressione verso una riduzione della funzione renale diventa concreto.


Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover.


Per questo motivo, ridurre l’albuminuria è considerato un obiettivo fondamentale nella gestione della malattia.

Fino a oggi, le opzioni terapeutiche specifiche per i pazienti con diabete di tipo 1 sono rimaste relativamente limitate rispetto a quelle disponibili per il diabete di tipo 2.

Cos’è finerenone ® e perché interessa la ricerca

Finerenone® è un antagonista non steroideo del recettore dei mineralcorticoidi.

Questa classe di farmaci agisce su meccanismi coinvolti nei processi di infiammazione e fibrosi che contribuiscono al danno renale e cardiovascolare.

Il farmaco aveva già mostrato benefici nei pazienti con Diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, portando alla sua introduzione in alcuni protocolli terapeutici.

Tuttavia, fino a poco tempo fa mancavano studi specifici su persone con diabete di tipo 1. Da qui nasce l’interesse della comunità scientifica nel verificare se gli stessi effetti protettivi potessero essere osservati anche in questa popolazione.

La ricerca è stata condotta come studio clinico randomizzato controllato, considerato il modello più affidabile per valutare l’efficacia di un trattamento.


Potrebbe interessarti anche:


Sono stati coinvolti 242 adulti con diabete di tipo 1 e malattia renale cronica.

I criteri principali includevano:

  • funzione renale compresa tra 25 e 90 ml/min/1,73 m² (eGFR);
  • presenza di albuminuria significativa;
  • terapia standard già in corso con ACE-inibitori o sartani.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • trattamento con finerenone (10 o 20 mg);
  • placebo.

La finalità principale dello studio era la variazione del rapporto albumina-creatinina nelle urine dopo sei mesi di trattamento.

Riduzione significativa dell’albuminuria

Dai dati raccolti emerge un risultato chiaro: il farmaco ha determinato una riduzione più marcata dell’albuminuria rispetto al placebo.

In particolare:

  • nel gruppo trattato con finerenone la riduzione è stata circa del 34%;
  • nel gruppo placebo la diminuzione è stata intorno al 12%.

La differenza è risultata statisticamente significativa.

Questo dato è considerato rilevante perché l’albuminuria è uno dei principali marker utilizzati per valutare il rischio di progressione della malattia renale.

Una riduzione di questo parametro suggerisce un possibile rallentamento del processo di danno ai reni.Una donna all'aperto usa il suo smartphone per scansionare un sensore per il monitoraggio del glucosio applicato sul braccio

Durante i primi mesi di trattamento è stata osservata una riduzione temporanea della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR).

Nel dettaglio:

  • diminuzione media di circa 5,6 ml/min nel gruppo finerenone;
  • riduzione di 2,7 ml/min nel gruppo placebo.

Secondo gli autori dello studio, questo fenomeno è simile a quanto osservato con altri farmaci nefroprotettivi e non indica necessariamente un peggioramento della funzione renale.

In molti casi, infatti, questa variazione iniziale tende a stabilizzarsi nel tempo.

Sicurezza e possibili effetti collaterali

Per quanto riguarda la sicurezza del trattamento, l’effetto collaterale più frequentemente osservato è stato l’aumento dei livelli di potassio nel sangue, condizione nota come iperkaliemia.

I dati dello studio mostrano:

  • iperkaliemia nel 10,1% dei pazienti trattati con finerenone;
  • iperkaliemia nel 3,3% dei pazienti trattati con placebo.

Nonostante questa differenza, i casi che hanno richiesto l’interruzione del farmaco sono stati pochi.

Gli autori sottolineano comunque l’importanza di monitorare attentamente i livelli di potassio nei pazienti che assumono questo tipo di terapia.

Il dato più rilevante emerso dallo studio riguarda il potenziale ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con diabete di tipo 1 e malattia renale cronica.

Negli ultimi anni, molte innovazioni farmacologiche hanno riguardato soprattutto il diabete di tipo 2, mentre il diabete di tipo 1 ha beneficiato di meno progressi sul fronte della protezione renale.

Finerenone potrebbe rappresentare una delle prime strategie farmacologiche mirate anche per questa popolazione.

Naturalmente saranno necessari ulteriori studi di più lunga durata per verificare se la riduzione dell’albuminuria osservata nello studio si tradurrà effettivamente in una minore progressione verso insufficienza renale avanzata.

Fonti:

The News England Journal of MedicineFinerenone in Type 1 Diabetes and Chronic Kidney Disease

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Il paziente consulta l'urologo per problemi alle vie urinarie
Controlli gratuiti il 12 marzo, Giornata Mondiale del Rene. Una guida alla prevenzione

La malattia renale cronica colpisce il 10% della popolazione. Ecco l'elenco utile per le visite gratuite e i consigli per la prevenzione.