La disfagia è la difficoltà nel far passare correttamente cibi, bevande o saliva dalla bocca allo stomaco. Può presentarsi a qualsiasi età, ma è particolarmente frequente nelle persone anziane e in chi convive con alcune patologie neurologiche, come ictus, Parkinson e demenza, oppure in seguito a determinate malattie e trattamenti che interessano testa, collo o apparato digerente.
Non sempre, però, la disfagia viene riconosciuta immediatamente. In alcuni casi il disturbo compare in maniera graduale: la persona impiega più tempo a terminare un pasto, deve bere frequentemente per riuscire a mandare giù il cibo oppure comincia a evitare gli alimenti che considera più difficili da deglutire. Possono comparire anche tosse durante i pasti, sensazione di soffocamento o la percezione che il boccone rimanga fermo in gola o più in basso.
Quando mangiare diventa faticoso o fonte di preoccupazione, è facile iniziare a mangiare meno, eliminare alcuni alimenti dalla propria dieta o bere quantità insufficienti. Con il passare del tempo questi cambiamenti possono incidere sull'apporto di energia e nutrienti e, di conseguenza, anche sul peso corporeo.
Perché la disfagia può provocare una perdita di peso
Il rapporto tra disfagia e dimagrimento è spesso molto concreto. Una persona che impiega molto tempo per mangiare può interrompere il pasto prima di aver assunto una quantità sufficiente di calorie. Chi teme che il cibo possa andare di traverso, invece, può iniziare inconsapevolmente a ridurre le porzioni oppure a rinunciare agli alimenti che considera più problematici.
A questo si aggiungono le eventuali modifiche alla consistenza dei pasti. In alcuni casi di disfagia può essere necessario ricorrere ad alimenti morbidi, tritati o frullati e a bevande dalla consistenza modificata. Sono accorgimenti che possono rendere più sicura la deglutizione, ma la dieta deve comunque essere costruita in modo da garantire un apporto adeguato di calorie, proteine, vitamine, minerali e liquidi.
Se questo equilibrio viene meno, una delle conseguenze può essere una progressiva perdita di peso. Il problema è particolarmente importante quando il dimagrimento avviene senza essere ricercato e in un periodo relativamente breve, perché può essere il segnale di un'assunzione di nutrienti insufficiente rispetto alle necessità dell'organismo.
Malnutrizione e perdita di massa muscolare
La disfagia è strettamente collegata anche al rischio di malnutrizione e disidratazione. Bere può infatti diventare difficile quanto mangiare e alcune persone finiscono per limitare volontariamente l'assunzione di liquidi per paura di tossire o soffocare.
Nelle persone anziane le conseguenze possono essere ancora più rilevanti. Un apporto insufficiente di energia e soprattutto di proteine può contribuire alla perdita di massa e forza muscolare. In presenza di altri fattori legati all'età, questo processo può favorire la sarcopenia, aumentando fragilità, difficoltà nei movimenti e rischio di cadute.
Esiste inoltre una relazione che può diventare circolare. La perdita di massa muscolare non interessa necessariamente soltanto braccia e gambe: può coinvolgere anche i muscoli utilizzati durante la deglutizione. Una nutrizione insufficiente può quindi contribuire a indebolire ulteriormente questi meccanismi, rendendo ancora più difficile alimentarsi correttamente.
I segnali che possono accompagnare la disfagia
La perdita di peso non è necessariamente il primo segnale del problema. Spesso prima compaiono modifiche apparentemente piccole nelle abitudini quotidiane. I pasti possono diventare più lunghi, alcuni cibi vengono evitati e può essere necessario bere ripetutamente per riuscire a deglutire un boccone.
Tra i segnali che meritano attenzione rientrano anche tosse o sensazione di soffocamento durante e dopo i pasti, difficoltà a iniziare la deglutizione, sensazione di cibo bloccato nella gola o nel torace e cambiamenti della voce dopo aver mangiato o bevuto. Anche episodi respiratori ricorrenti possono richiedere un approfondimento, perché in alcune forme di disfagia piccole quantità di cibo o liquidi possono raggiungere le vie respiratorie anziché procedere verso l'esofago.
Quando a questi disturbi si associa una perdita di peso involontaria, è importante non limitarsi a considerare il dimagrimento come una conseguenza inevitabile dell'età o di uno scarso appetito.
Perché è importante intervenire presto
Riconoscere la disfagia permette innanzitutto di comprenderne la causa. Non esiste infatti un'unica forma del disturbo e le difficoltà possono interessare fasi differenti della deglutizione. Per questo la valutazione può coinvolgere diverse figure professionali, tra cui medico, logopedista e nutrizionista.
L'obiettivo non è soltanto rendere più sicuro il passaggio degli alimenti, ma anche preservare uno stato nutrizionale adeguato. A seconda della situazione possono essere indicati esercizi specifici, tecniche per facilitare la deglutizione o modifiche alla consistenza di cibi e bevande. Sul piano nutrizionale può inoltre essere necessario aumentare la densità energetica e proteica dei pasti, soprattutto quando la quantità di cibo che la persona riesce ad assumere è ridotta.
Le indicazioni devono comunque essere personalizzate. Rendere semplicemente tutti gli alimenti più morbidi o aumentare i liquidi non rappresenta una soluzione valida per ogni persona: alcune consistenze possono essere più semplici da gestire di altre a seconda del tipo di disfagia.
Perdita di peso e disfagia non andrebbero valutate separatamente
La presenza contemporanea di difficoltà nella deglutizione e dimagrimento merita quindi particolare attenzione. Disfagia, malnutrizione, perdita di massa muscolare e fragilità possono essere strettamente collegate, soprattutto nella popolazione anziana e nelle persone con patologie croniche.
Individuare precocemente il problema consente di intervenire prima che la riduzione dell'apporto alimentare diventi significativa e di limitare il rischio di complicazioni. Una perdita di peso non intenzionale associata a difficoltà nel mangiare o nel bere non dovrebbe quindi essere ignorata, ma discussa con il medico per individuare la causa e valutare gli eventuali approfondimenti necessari.
Fonti:
NHS - Dysphagia (swallowing problems)