La celiachia non riguarda solo l'intestino. Sebbene nell'immaginario collettivo sia ancora associata soprattutto a diarrea, gonfiore e dolore addominale, oggi questa patologia autoimmune può manifestarsi con sintomi molto diversi, spesso lontani dall'apparato digerente.
Stanchezza cronica, anemia, osteoporosi precoce, infertilità, disturbi neurologici o lesioni del cavo orale possono essere i primi segnali di una malattia che, proprio per la sua capacità di "camuffarsi", rischia di rimanere non diagnosticata per anni.
Riconoscere questi campanelli d'allarme è fondamentale per evitare ritardi nella diagnosi, complicanze e l'errore di eliminare il glutine dalla dieta senza un corretto percorso diagnostico.
Per capire come si presenta oggi la celiachia, quali sono i sintomi meno conosciuti e quando è opportuno sospettarla, abbiamo intervistato il Dr. Marco Silano, Coordinatore del Board Scientifico dell'Associazione Italiana Celiachia e ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità, che ci ha spiegato perché questa patologia debba essere considerata una malattia sistemica e quali sono i passi da seguire per arrivare a una diagnosi corretta.
La celiachia viene ancora associata solo a disturbi intestinali: come può manifestarsi, invece, quando i sintomi non riguardano direttamente l’intestino?
Oggi la celiachia si manifesta alla diagnosi più frequentemente con segni e sintomi extra-intestinali rispetto a quelli considerati classici, a carico del sistema gastro-intestinale.
Alcuni esempi possono essere:
- anemia;
- osteoporosi precoce;
- aftosi orale ricorrenti;
- ipoplasia dello smalto dei denti;
- alopecia;
- infertilità;
- poliabortività;
- amenorrea e dismenorrea;
- scarso accrescimento.
Potrebbe interessarti anche:
- Cosa mangiare prima e dopo una trasfusione di sangue
- Anemia mediterranea: cosa significa essere portatore sano e quali sono le complicanze
- Carenza di ferro? Quando la conseguenza è l’ipocromia
Inoltre, stanno sempre più aumentando i casi diagnosticati tramite screening tra i familiari di I grado di persone già diagnosticate o tra le persone affette da una malattia auto-immune.
In che modo la celiachia non diagnosticata può influire su energia, concentrazione, tono dell’umore e qualità della vita quotidiana, anche in assenza di sintomi gastrointestinali evidenti?
Il malassorbimento dei nutrienti, causato dai danni alla mucosa intestinale tipica della celiachia, e l’infiammazione cronica glutine-dipendente facilmente portano sintomi come:
- stanchezza cronica;
- disturbi dell’umore.
Inoltre, la tardiva diagnosi condiziona fortemente la qualità della vita del paziente, oltre a generare costi sociali e oneri al Servizio Sanitario Nazionale, cui il paziente si rivolge ripetutamente per trovare soluzione ai sintomi persistenti
Ci sono manifestazioni cutanee, orali, ginecologiche o neurologiche che possono rappresentare una spia della celiachia? Come si arriva a collegarle correttamente alla malattia?
Tali sintomi possono essere ricondotti alla celiachia solo se il medico, di famiglia o specialista, ha conoscenza e consapevolezza della malattia e dei suoi segni predittivi, intuendo che dietro quei sintomi non classici si stia nascondendo il camaleonte della celiachia e conducendo il paziente verso il corretto iter di diagnosi
Quando una persona presenta sintomi ricorrenti ma poco specifici, quale percorso diagnostico permette di capire se dietro possa esserci la celiachia, evitando sia allarmismi sia il fai-da-te alimentare? Il dialogo con il proprio medico, ma anche rivolgersi all’associazione pazienti, può condurre prima possibile al corretto iter diagnostico, evitando sempre cure fai da te
La Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica definisce la celiachia una patologia sistemica, per sottolineare la possibilità di interessamento di qualsiasi organo ed apparato.
La diagnosi della celiachia, vero e proprio camaleonte clinico, quindi coinvolge oltre i medici del territorio, medici e pediatri di famiglia, molti altri specialisti oltre che internisti, gastroenterologi e pediatri di libera scelta: dal ginecologo all’ortopedico, dal dentista all’ematologo fino all’endocrinologo.
Alcune volte la celiachia può esordire contemporaneamente o in seguito ad una malattia associata. In corso di malattie autoimmuni o di alcune sindromi genetiche, la celiachia ha una prevalenza significativamente più elevata rispetto alla popolazione generale, pertanto in queste situazioni il Medico Curante dovrebbe effettuare lo screening per la celiachia, prescrivendo gli esami del sangue che ricercano specifici anticorpi ed, eventualmente, in base ai risultati, la biopsia intestinale che definisce il danno mucosale e, quindi, la diagnosi di celiachia
è fondamentale non iniziare mai una dieta senza glutine prima di avere completato l’iter diagnostico: si impedirebbe di giungere alla diagnosi certa, perché i valori degli esami sarebbero falsati e il medico non avrebbe la possibilità di fare diagnosi di celiachia con certezza. In presenza di sintomi e segni, anche non classici, è necessario rivolgersi al proprio medico.