Endometriosi e “pancia da gravidanza”: cosa succede davvero nell’organismo

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno

Data articolo – 23 Marzo, 2026

endobelly

Il recente sfogo social dell’influencer Giorgia Soleri ha riportato l’attenzione su un sintomo poco compreso dell’endometriosi: il gonfiore addominale. Un segnale che molte donne conoscono bene, ma che spesso viene sottovalutato o confuso con altri disturbi

Dietro una “pancia gonfia” apparentemente inspiegabile può infatti nascondersi una patologia cronica diffusa ma ancora poco riconosciuta.

Cos’è l’endometriosi e quanto è diffusa

L’endometriosi è una malattia cronica in cui tessuto simile all’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero, cresce al di fuori della sua sede naturale, provocando infiammazione e dolore. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva nel mondo, pari a circa 190 milioni di persone

In Italia, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano oltre 1,8 milioni di donne con diagnosi confermata, mentre il Ministero della Salute stima una prevalenza tra il 10% e il 15%. 


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Nonostante la diffusione, la diagnosi arriva spesso in ritardo: possono volerci anche 7 anni prima di identificare correttamente la malattia, proprio perché i sintomi sono variabili e non sempre specifici. 

Perché l’endometriosi fa gonfiare la pancia

Il gonfiore addominale associato all’endometriosi è così frequente da avere un nome informale: “endobelly”. Si tratta di una distensione dell’addome che può comparire anche improvvisamente e senza una causa alimentare evidente. 

Le cause sono diverse e spesso si combinano tra loro:

  • infiammazione cronica: le lesioni endometriosiche fuori dall’utero provocano una risposta infiammatoria che può coinvolgere anche intestino e peritoneo (la membrana che riveste internamente l’addome). 
  • alterazioni ormonali: livelli elevati di estrogeni e una ridotta risposta al progesterone possono favorire ritenzione di liquidi e rallentamento intestinale. 
  • coinvolgimento intestinale: in alcuni casi, il tessuto endometriosico si localizza vicino all’intestino, causando gonfiore, stipsi, diarrea e disbiosi. 
  • accumulo di gas: l’infiammazione può alterare la motilità intestinale, favorendo la sensazione di pancia tesa e dolorante. 

Il risultato è un addome che può apparire visibilmente gonfio, tanto da essere scambiato, come raccontato da molte pazienti, per una gravidanza. È dunque un segno che desta molta preoccupazione ed allarma giovani donne.

Cosa significa per la salute delle donne

Il gonfiore addominale non è solo un fastidio estetico: è un segnale di una condizione più complessa che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

L’endometriosi è infatti associata a dolore pelvico cronico, mestruazioni molto dolorose, difficoltà e dolore nei rapporti sessuali (dispareunia) e, in alcuni casi, infertilità

Si stima che tra il 30% e il 40% delle donne con endometriosi possa avere problemi di fertilità. 

Inoltre, i sintomi, compreso il gonfiore, possono influire anche sul benessere psicologico, causando ansia, stress e difficoltà nella vita quotidiana.

Rischi, diagnosi e raccomandazioni degli esperti

Uno dei principali problemi dell’endometriosi è la sottodiagnosi. Il gonfiore addominale viene spesso attribuito a disturbi gastrointestinali come colon irritabile o intolleranze alimentari, ritardando ulteriormente la diagnosi corretta.

Gli esperti raccomandano di consultare un medico o un ginecologo in presenza di sintomi persistenti come:

  • dolore pelvico ricorrente 
  • gonfiore addominale frequente o severo 
  • mestruazioni molto dolorose 
  • disturbi intestinali ciclici 

La diagnosi si basa su visita specialistica ed esami come ecografia o risonanza magnetica; nei casi più complessi può essere necessaria la laparoscopia, una procedura chirurgica minimamente invasiva. 

Per quanto riguarda il trattamento, non esiste una cura definitiva, ma diverse opzioni per controllare i sintomi: farmaci antidolorifici, terapie ormonali o, in alcuni casi, interventi chirurgici. 

Un buon suggerimento che in queste situazioni può essere utile è il seguente: sentire sempre “una seconda campana”. Non soffermarsi nella valutazione del singolo professionista, ma cercare di avere una panoramica completa del problema attraverso valutazioni di più esperti del settore.

Cosa si può fare nella vita quotidiana

Accanto alle terapie mediche, alcuni accorgimenti possono aiutare a gestire il gonfiore:

  • seguire un’alimentazione equilibrata, limitando cibi che favoriscono gas intestinali 
  • praticare attività fisica regolare 
  • monitorare i sintomi in relazione al ciclo mestruale 
  • evitare l’autodiagnosi e confrontarsi con specialisti 

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Prospettive future e maggiore consapevolezza

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica sta cercando di comprendere meglio le cause dell’endometriosi, inclusi possibili fattori ambientali e ormonali. 

Allo stesso tempo, cresce l’attenzione pubblica grazie anche alle testimonianze di pazienti e figure pubbliche. Parlare apertamente di sintomi come la pancia gonfia può contribuire a ridurre i ritardi diagnostici e migliorare la qualità della vita delle donne.

Il messaggio degli esperti è chiaro: ascoltare il proprio corpo è fondamentale. Un gonfiore persistente non va ignorato, soprattutto se accompagnato da dolore o altri segnali.

Riconoscere precocemente l’endometriosi significa intervenire prima e convivere meglio con la malattia.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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