Glutine, zucchero, frutta a fine pasto: le bugie sul cibo che (forse) credete ancora vere

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 09 Maggio, 2026

pane tagliato a fette sopra una griglia

Quante volte si è sentito dire che la frutta dopo i pasti fa male, che lo zucchero bianco è veleno oppure che il glutine dovrebbe essere eliminato dalla dieta di tutti, celiaci e non?

Sono convinzioni diffusissime, rimbalzano sui social, vengono condivise in famiglia, diventano regole non scritte che finiscono per influenzare la spesa al supermercato e le scelte quotidiane a tavola. Il problema è che, nella gran parte dei casi, si tratta di vere e proprie "bufale", e a dirlo non è l'Istituto Superiore di Sanità.

L'ISS scende in campo contro la disinformazione alimentare

L'Istituto Superiore di Sanità ha lanciato il questionario "Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull'alimentazione", un breve test di cinque domande elaborato dal Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute, che prende spunto da alcune delle notizie false più diffuse. 

Non si tratta di un semplice quiz divulgativo. Come sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell'ISS, l'obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online. Un approccio che rivela quanto il problema sia sentito a livello istituzionale: non basta smentire le bufale, bisogna aiutare i cittadini a sviluppare gli anticorpi per riconoscerle autonomamente. 

Le credenze più diffuse: vere o false?

Tra le domande del questionario figurano affermazioni come "Non si deve mangiare frutta dopo i pasti" oppure "Il glutine è dannoso solo per chi è celiaco". Proprio quest'ultima è forse la bufala più pericolosa degli ultimi anni: l'eliminazione del glutine, diventata una moda alimentare globale, ha spinto milioni di persone senza alcuna diagnosi di celiachia o sensibilità al glutine a rinunciare a cereali integrali ricchi di fibre, vitamine e minerali, spesso sostituendoli con prodotti "gluten free" industriali, più costosi e non necessariamente più sani. 

Credenze come quella sulla frutta a fine pasto o sull'eliminazione del glutine per dimagrire, alimentate dal passaparola, possono portare a effetti negativi sulla salute e condizionare pesantemente le scelte al supermercato.

Il contesto: un'infodemia che fa danni reali

Il fenomeno non è di nicchia. Secondo i dati del Censis, il 33% degli italiani cerca informazioni mediche e scientifiche in rete, incappando spesso in articoli fuorvianti e totalmente falsi in tema di alimentazione. Un italiano su tre è quindi potenzialmente esposto ogni giorno a contenuti che, se seguiti acriticamente, possono tradursi in scelte alimentari sbagliate, con ricadute concrete sulla salute nel lungo periodo. 

Il web ha amplificato un fenomeno antico: la credenza popolare intorno al cibo ha sempre esistito, ma oggi una singola affermazione sbagliata può raggiungere milioni di persone in poche ore, guadagnando la patina della "verità scientifica" grazie a grafiche accattivanti e influencer seguiti da platee enormi.


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Fino al 3 giugno: un'occasione per fare la differenza

Le risposte saranno raccolte fino al 3 giugno e discusse il 5 giugno durante il convegno "Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell'era dell'infodemia", in presenza all'ISS e anche online 

Partecipare al sondaggio significa contribuire a una fotografia reale del livello di consapevolezza degli italiani, un dato prezioso che servirà agli esperti per calibrare meglio le campagne di informazione future. L'ISS invita tutti i partecipanti a rispondere anche alla domanda aperta, indicando un argomento che si desidera approfondire. 

Il questionario è rapido, gratuito e accessibile a tutti: bastano pochi minuti per scoprire quante di quelle "regole" ritenute vere siano in realtà miti da sfatare, e per iniziare a guardare con occhi più critici il prossimo titolo allarmistico sul cibo che comparirà nel proprio feed.

Fonti

Ultimo aggiornamento – 07 Maggio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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