Il tumore al polmone del Papa: cos’è l’adenocarcinoma e come si cura

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 14 Ottobre, 2026

Il Papa Leone XIV

Credits: Ricardo Perna (AIIC) / Wikimedia Commons, Public domain


L’adenocarcinoma polmonare è una forma di tumore che origina dalle cellule ghiandolari del polmone e rappresenta uno dei principali sottotipi di carcinoma polmonare. La notizia dell’intervento al polmone di Papa Leone XIV, di cui abbiamo parlato in questo approfondimento, offre l’occasione per chiarire che cosa caratterizza questa malattia, quali esami permettono di diagnosticarla e da quali fattori dipendono le terapie.

Che cos’è l’adenocarcinoma polmonare

L’adenocarcinoma è un tumore maligno che si sviluppa dalle cellule epiteliali con caratteristiche ghiandolari, presenti nel rivestimento delle vie respiratorie. Appartiene al gruppo dei tumori polmonari non a piccole cellule, che comprende anche il carcinoma squamoso e il carcinoma a grandi cellule.

È il sottotipo più frequente di tumore polmonare e tende a svilupparsi nelle regioni periferiche dell’organo, vicino agli alveoli, le minuscole strutture in cui avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.

Il fumo di sigaretta rimane il principale fattore di rischio per il cancro del polmone, ma questa forma può colpire anche chi non ha mai fumato. Tra gli altri fattori associati figurano l’esposizione al radon, al fumo passivo e ad alcune sostanze cancerogene professionali, come l’amianto.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il tumore polmonare resta una delle principali cause di morte oncologica nel mondo.

Sintomi e diagnosi: perché può passare inosservato

Nelle fasi iniziali, l’adenocarcinoma può non provocare disturbi specifici. Non è raro che venga individuato durante accertamenti eseguiti per altri motivi, quando la lesione è ancora localizzata.

Con la progressione della malattia possono comparire:

  • tosse persistente;
  • difficoltà respiratoria;
  • dolore toracico;
  • stanchezza;
  • perdita di peso non intenzionale.

La presenza di questi sintomi, tuttavia, non indica necessariamente un tumore: richiede una valutazione medica, soprattutto quando persistono o peggiorano.

La diagnosi si basa su esami di imaging, come la tomografia computerizzata (TC), che permette di osservare il polmone in sezioni dettagliate, e sulla conferma istologica. Quest’ultima consiste nell’esaminare al microscopio un campione di tessuto, prelevato mediante biopsia oppure durante un intervento.

Nel caso di Leone XIV, il bollettino riportato da Vatican News ha riferito che l’esame istologico estemporaneo ha confermato l’adenocarcinoma. L’intervento del 13 ottobre ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro.

Quali sono le cure e da cosa dipende la prognosi

La scelta terapeutica dipende soprattutto dallo stadio della malattia, dalle dimensioni del tumore, dall’eventuale coinvolgimento dei linfonodi e dalla presenza di metastasi. Contano anche le condizioni generali della persona e le caratteristiche molecolari della neoplasia.

Quando il tumore è localizzato e il paziente può affrontare l’intervento, la chirurgia rappresenta una delle principali possibilità di trattamento. La lobectomia, cioè la rimozione del lobo polmonare interessato, mira ad asportare la lesione con margini adeguati, preservando il più possibile il tessuto sano.


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In altri casi possono essere indicati chemioterapia, immunoterapia o farmaci a bersaglio molecolare, scelti anche sulla base di specifiche alterazioni genetiche delle cellule tumorali. La radioterapia trova impiego in situazioni selezionate, per esempio quando la chirurgia non è praticabile.

Le indicazioni terapeutiche sono approfondite nel documento del National Cancer Institute statunitense dedicato al carcinoma polmonare non a piccole cellule.

Prognosi: perché la diagnosi, da sola, non basta

Un tumore scoperto precocemente può avere prospettive migliori rispetto a una malattia già diffusa. Tuttavia, la definizione di adenocarcinoma non consente, da sola, di stabilire la prognosi individuale.

Nel caso del Pontefice, le informazioni diffuse sull’intervento non sono sufficienti per determinare lo stadio definitivo della neoplasia o stabilire se siano necessarie ulteriori terapie. Servono la valutazione istologica completa, l’analisi dei linfonodi e gli altri accertamenti indicati dall’équipe curante.

Va detto che anche dopo un intervento riuscito sono necessari controlli nel tempo, per monitorare il recupero e individuare eventuali recidive. La frequenza degli esami viene definita in base al rischio individuale e alle caratteristiche del tumore.

La prospettiva clinica dipenderà quindi dai risultati degli approfondimenti successivi, non soltanto dall’esito dell’operazione.

Fonti:

  • Vatican News – Il Papa operato al Gemelli, asportato lobo inferiore del polmone destro
  • WHO – Lung cancer
  • NIH – Non-Small Cell Lung Cancer Treatment (PDQ®)–Patient Version
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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