In molte città italiane è tornato il bollino rosso. La seconda ondata di calore del 2026 sta facendo segnare temperature superiori di diversi gradi alla media del periodo, con punte previste fino a 39-40°C nei prossimi giorni in diverse regioni del Centro-Nord. Non si tratta solo di un fastidio stagionale: quando il caldo si protrae a lungo, l'organismo può arrivare a un punto di rottura nel giro di pochi minuti.
Come reagisce il corpo al caldo eccessivo
Per mantenere la temperatura interna intorno ai 37°C, il corpo utilizza due meccanismi principali: la sudorazione, che disperde calore attraverso l'evaporazione, e la vasodilatazione periferica, che porta il sangue più vicino alla pelle per favorirne il raffreddamento.
Quando l'umidità è molto elevata, però, il sudore non riesce a evaporare in modo efficiente. Il calore corporeo continua così ad accumularsi, e secondo quanto riportato dal Ministero della Salute la temperatura interna può salire rapidamente, anche in 10-15 minuti, fino a toccare i 40-41°C.
A quel punto il rischio non riguarda più solo il benessere generale: un innalzamento così rapido può compromettere il funzionamento di organi come cuore, reni, polmoni e, in particolare, il cervello.
Chi rischia di più
Gli effetti più gravi colpiscono soprattutto anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con patologie croniche preesistenti, cardiovascolari, respiratorie, renali, neurologiche o metaboliche come il diabete. Anche chi lavora o fa sport all'aperto nelle ore più calde è particolarmente esposto, indipendentemente dall'età o dallo stato di salute generale.
I sintomi da riconoscere
Prima del vero colpo di calore, l'organismo manda segnali che è importante non ignorare: stanchezza improvvisa, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, fino a stati di ansia o confusione. Quando il sistema di termoregolazione cede del tutto, compaiono pelle calda e secca, assenza di sudorazione, tachicardia e, nei casi più seri, perdita di coscienza. Questa è la fase che richiede l'intervento immediato dei soccorsi: il colpo di calore è considerato un'emergenza medica.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le ondate di calore hanno causato oltre 200.000 decessi in eccesso in Europa negli ultimi quattro anni, un dato che rende l'attenzione ai primi sintomi una misura di prevenzione concreta, non un eccesso di cautela.
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Cosa fare per proteggersi
Il Ministero della Salute raccomanda alcune precauzioni semplici ma efficaci:
- evitare di uscire nelle ore centrali della giornata;
- mantenere gli ambienti domestici freschi schermando le finestre esposte al sole e arieggiando nelle ore più fresche;
- bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno limitando alcolici e bevande zuccherate;
- privilegiare frutta e verdura ricche di acqua;
- quando si esce è utile indossare abiti leggeri in fibre naturali, proteggere la testa e gli occhi e applicare una protezione solare adeguata.
Se i sintomi non migliorano dopo un periodo di riposo in un luogo fresco, o se compaiono confusione mentale e febbre molto alta, la raccomandazione è di non aspettare: contattare subito il 112 o il 118.
Fonti
- Ministero della Salute – I rischi per la salute
- OMS - Statement – Europe lost 200 000 people to heat in 4 years yet nearly all of them were preventable