Caldo estremo in Europa, l’OMS avverte: oltre 200.000 morti dal 2022, quasi tutte evitabili

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 15 Giugno, 2026

Una donna accaldata davanti al ventilatore

Dal 2022, in Europa, più di 200.000 persone hanno perso la vita a causa del caldo estremo. Il dato è stato diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha descritto il calore intenso come un “killer silenzioso”: un fenomeno meno evidente di altre emergenze, ma capace di incidere in modo pesante sulla salute pubblica, soprattutto durante le ondate di calore.

L’allarme arriva dopo una fase di temperature anomale che, in alcuni Paesi europei, ha portato a registrare i valori di maggio più alti mai osservati. Secondo Hans Henri Kluge, direttore dell’OMS per l’Europa, gli effetti del cambiamento climatico sono ormai un pericolo presente, non una prospettiva lontana. La manifestazione più immediata e letale, ha spiegato, è proprio il caldo estremo.

Kluge ha presentato il tema durante un evento a Berlino, organizzato per il lancio di nuove linee guida dedicate alla protezione delle persone dalle temperature elevate. Il punto centrale del messaggio è chiaro: il caldo può uccidere, ma molte morti non sono inevitabili.

Chi rischia di più durante le ondate di calore

Il caldo estremo colpisce in modo particolare le persone più vulnerabili. Tra i gruppi più esposti ci sono gli anziani, i bambini molto piccoli e chi convive con malattie cardiache, renali o altre patologie croniche. Le temperature elevate possono provocare disidratazione, colpi di calore e peggioramento di condizioni già presenti.

Secondo l’OMS, la maggior parte delle oltre 200.000 morti registrate negli ultimi anni sarebbe stata interamente prevenibile. Per Kluge, quel numero rappresenta inoltre solo una parte del problema: dietro ai decessi ci sarebbero milioni di persone colpite in modo fisico e mentale dagli effetti del caldo.


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Gli scienziati collegano l’aumento degli eventi estremi al cambiamento climatico causato dalle attività umane. Ondate di calore, siccità e alluvioni stanno diventando più intense e più frequenti. In questo quadro, l’Europa occupa una posizione particolarmente delicata: secondo Kluge, il continente si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro.

Le nuove indicazioni dell’OMS per proteggere la popolazione

Le linee guida dell’OMS chiedono alle autorità di rafforzare i sistemi di allerta per il caldo e di migliorare la comunicazione con i gruppi più fragili. Non basta sapere che sta arrivando un’ondata di calore: serve raggiungere in tempo le persone più esposte, con informazioni chiare e misure concrete.

Una parte importante riguarda anche la pianificazione urbana. L’OMS invita a ridurre l’esposizione al caldo attraverso interventi nelle città, come la creazione e la manutenzione di più spazi verdi. Alberi, parchi e aree ombreggiate non sono solo elementi decorativi, ma strumenti utili per abbassare la temperatura percepita e rendere gli spazi pubblici più vivibili durante i periodi critici.

Tra le misure citate ci sono anche controlli da parte dei servizi sociali per verificare che gli anziani restino idratati, insieme a una diversa organizzazione dei turni di lavoro, così da evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata. Sono interventi semplici nella formulazione, ma richiedono coordinamento tra sanità, amministrazioni locali e servizi territoriali.

Le azioni individuali non bastano da sole

Restare al riparo dal caldo, bere acqua, evitare il sole nelle ore più calde e proteggere le persone vulnerabili sono comportamenti importanti. Tuttavia, secondo l’OMS, l’azione individuale non è sufficiente per affrontare una crisi di sistema. Kluge ha parlato della necessità di una risposta coordinata, forte e istituzionale, capace di andare oltre i consigli rivolti ai singoli cittadini.

Il tema è diventato ancora più urgente dopo l’ondata di calore che, a fine maggio, ha interessato una vasta area dell’Europa occidentale. Il responsabile clima delle Nazioni Unite, Simon Stiell, l’ha definita un duro promemoria degli effetti crescenti della crisi climatica.

In Spagna, le autorità hanno comunicato la scorsa settimana che nel 2026 è stato registrato il numero più alto di morti legate al caldo per il mese di maggio dal 2015. Un dato che rafforza la preoccupazione dell’OMS e mostra come il caldo estremo non sia più un rischio confinato ai mesi centrali dell’estate.

Una prevenzione possibile, ma da organizzare prima dell’emergenza

Il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è netto: molte morti causate dal caldo possono essere evitate, ma la prevenzione deve essere preparata in anticipo. Servono sistemi di allerta efficienti, città più adatte a resistere alle temperature elevate, assistenza ai più fragili e regole di lavoro compatibili con condizioni climatiche sempre più difficili.

Il caldo estremo non produce sempre immagini immediate come altri disastri naturali, ma il suo impatto sulla salute è già misurabile. Per questo l’OMS invita i Paesi europei a trattarlo come una priorità sanitaria. Non solo durante le ondate di calore, ma come parte stabile delle politiche pubbliche legate alla salute, all’ambiente e alla gestione delle città.

Fonti:

ScienceAlert - Nearly All Summer Deaths From This 'Silent' Killer Were Preventable, WHO Says

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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