Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Notizie di salute
  3. L Alzheimer Raccontato Dai Lavori All Uncinetto Di Mia Madre

“L’Alzheimer raccontato dai lavori all’uncinetto di mia madre”

Camilla Mantegazza | Web Editor e Social Media Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 01 Dicembre, 2017

“L’Alzheimer raccontato dai lavori all’uncinetto di mia madre”

Descrivere una malattia non è mai semplice. Soprattutto se si tratta di una patologia che ti trasforma, che ti rende irriconoscibile dinnanzi agli occhi dei tuoi familiari.

Sembra ancora più complicato raccontare i sentimenti di un figlio che si trova ad affrontare il deterioramento mentale di un genitore che vive in un mondo dove nulla accadde realmente e, dunque, dove tutto è possibile: il morbo di Alzheimer. Ma questa foto, che sta spopolando sul web, forse ce l’ha fatta.

Nei lavori all’uncinetto la metafora dell’Alzheimer

È stata postata su Reddit con il titolo di «La progressione dell’Alzheimer di mia madre vista attraverso il suo lavoro all’uncinetto». A raccontare la genesi di questa foto è un utente che, all’età di 22 anni, ha iniziato a vedere sua madre soccombere sotto il peso dell’Alzheimer, a soli 54 anni.

Secondo le sue parole è stata infatti convinta dalla sua compagna a sbarcare sul grande sito di social news dopo le reazioni ricevute su Facebook da parte della sua cerchia di amici. In breve tempo, sono arrivati oltre 3 mila commenti, che hanno dato il via a una delicata discussione sull’Alzheimer, su cosa significa viverlo da vicino.

«Quando mi sono imbattuto nel lavoro all’uncinetto che appassionava mia madre durante i primi stadi di Alzheimer, mi sono reso conto di una cosa semplice: in quei lavori vi era la metafora della sua brutta malattia – spiega l’utente, che commenta sotto lo pseudonimo di wuillermaniaI quadrati rappresentano infatti la sua progressione nel corso del primo e del secondo anno, durante la fase precoce della sua malattia. Non ricordo esattamente quando ha smesso di essere in grado di lavorare all’uncinetto per sempre: per un po’ ha disegnato dei quadrati, poi i cerchi, poi piccoli pezzi senza forma, finché non è arrivata al punto in cui si portava dietro gli aghi e il filo senza più lavorare». La mamma con la passione dell’uncinetto oggi ha 66 anni ed è ancora in vita, nonostante abbia smesso di parlare da ormai un po’ di tempo.

La sopravvivenza all’Alzheimer sta anche nella qualità delle cure

È inutile negarlo: il morbo di Alzheimer è una delle malattie che più si ripercuotono sulla vita familiare. E su tutta la comunità. Basti pensare che le persone che soffrono di Alzheimer sono circa 700 mila. Si stima che tra 30 anni, con il progressivo invecchiamento della popolazione, saranno oltre 3 milioni gli anziani che avranno bisogno di una assistenza h 24, costante e continua.

Perché i trattamenti sanitari non bastano mai. Per affrontare malattie degenerative come l’Alzheimer sembra essere indispensabile che la persona malata sia circondata da un ambiente nel quale si senta supportata e sostenuta. O, almeno, questo è ciò che sostiene Maria Luisa Raineri, assistente sociale e docente all’Università Cattolica di Milano. Non è un caso che la mamma che ama l’uncinetto sia sopravvissuta 12 anni dal momento dell’esordio dei primi sintomi, un periodo nettamente superiore alla media: i medici hanno ricondotto tale longevità alla qualità delle cure ricevute a casa.

Banalizzare, però, non porta a nulla. Fare di tutta l’erba non fascio, neppure. Il rapporto con un malato di Alzheimer non è per nulla semplice, ci dicono le esperienze di quei figli che l’hanno vissuto con le loro madri, con i loro padri.

L’assistenza a un parente malato provoca ansie, aspettative e timori. Talvolta, fa emergere rancori, conflitti non risolti all’interno della stessa famiglia. Tuttavia, secondo Ranieri, il sentimento prevalente per chi, a vario titolo, si prende cura di un malato d’Alzheimer è l’inadeguatezza, incrementata da laceranti sensi di colpa nei confronti del proprio malato. Non è semplice. E non lo è neppure prendersi cura degli altri come davvero vorremmo. I motivi economici, familiari e sociali possono rappresentare un limite reale.

Per queste ragioni, assistere chi assiste è di fondamentale importanza. Non è un caso che le Associazioni e i gruppi di ascolto che lavorano in questa direzione siano davvero tanti.

Mostra commenti
Arriva in Italia un nuovo farmaco contro l’artrite reumatoide
Arriva in Italia un nuovo farmaco contro l’artrite reumatoide
Sigarette? Il Papa pone il veto alla vendita in Vaticano
Sigarette? Il Papa pone il veto alla vendita in Vaticano
Articoli più letti
Cosa mangiare quando si soffre di bradicardia
Cosa mangiare quando si soffre di bradicardia
Ecografia alla tiroide, quando e perché farla
Ecografia alla tiroide, quando e perché farla
La dieta per chi soffre di creatinina alta
La dieta per chi soffre di creatinina alta
Omocisteina alta: quando il nostro cuore è a rischio
Omocisteina alta: quando il nostro cuore è a rischio