L'IA non è ancora in grado di salvare le donne: al Gemelli si sfida il gender health gap

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 05 Marzo, 2026

Medico, paziente e tablet per consulti con risultati, informazioni mediche e colloqui per l'assistenza sanitaria con spazio di simulazione. Medico giapponese, touchscreen digitale o video per interventi chirurgici, benessere o consulenza.

L'evoluzione della medicina contemporanea sta attraversando una fase di profonda ridefinizione grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di superare lo storico bias di genere che ha caratterizzato la ricerca scientifica.

Un passo decisivo in questa direzione è rappresentato dal finanziamento internazionale erogato da Google.org a favore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, uno dei quattro grant assegnati in Italia per l'innovazione tecnologica.

Tutti i dettagli sul progetto

Il progetto, coordinato da Giorgia Garganese, Professoressa associata di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica e direttrice dell’Unità di Chirurgia degli Organi Genitali Esterni Femminili di Fondazione Policlinico Gemelli IRCC, nonché responsabile del Women’s Health Center for Digital and Personalized Medicine, mira a scardinare il modello "androcentrico" della medicina tradizionale, dove terapie e diagnosi sono state per decenni calibrate su parametri prevalentemente maschili.

L'iniziativa si articola su tre direttrici fondamentali che fondono competenze cliniche e tecnologie d'avanguardia:

  • formazione di eccellenza: il finanziamento sosterrà borse di studio per ricercatori under 35 (intitolate alla memoria del Prof. Giovanni Scambia). I percorsi prevedono collaborazioni con atenei internazionali come Harvard, Stanford e il MIT per creare una nuova classe di medici capaci di dialogare con gli algoritmi;
  • gemelli digitali: presso il Policlinico Gemelli si lavora alla creazione di modelli virtuali in ginecologia oncologica. Questi simulacri digitali integrano dati clinici, istopatologici e radiologici con i Patient Reported Outcomes (PRO), includendo variabili sociali e psicologiche spesso ignorate dalle analisi standard;

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  • AI e tumori rari: l'intelligenza artificiale verrà applicata per analizzare dataset decennali su patologie rare (come i tumori della vulva) e forme aggressive (tumore ovarico e senologico), accelerando la scoperta di correlazioni predittive e migliorando le decisioni nei tumor board multidisciplinari.

L'etica del dato e la sostenibilità

Poiché l'IA non è neutra, istruire gli algoritmi esclusivamente su modelli maschili rischierebbe di amplificare le disuguaglianze esistenti.

L'obiettivo è dunque costruire database rappresentativi dell'universo femminile per:

  • garantire diagnosi più precoci e accurate;
  • personalizzare i dosaggi farmacologici in base al metabolismo femminile;
  • ridurre l'aggressività dei trattamenti quando possibile.

Impatto strategico

Oltre al valore scientifico, colmare il gender gap sanitario rappresenta una necessità strategica.


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Sebbene le donne abbiano un'aspettativa di vita maggiore, trascorrono più anni in condizioni di fragilità; intervenire con una medicina di precisione significa dunque migliorare la qualità della vita e rendere il sistema sanitario più sostenibile nel lungo periodo.


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Il programma si configura come una vera e propria call to action per istituzioni e partner privati, invitandoli a investire in una sanità che sia, finalmente, strutturalmente inclusiva e digitale.

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