Farmacie protagoniste dello screening colon-retto: boom di adesioni in Lazio e Toscana

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 04 Marzo, 2026

Una farmacista

In Italia la prevenzione oncologica sta vivendo una trasformazione significativa, spostando il focus dall’ospedale al territorio e portando la diagnosi precoce direttamente sotto casa del cittadino.

Esempi virtuosi arrivano da regioni come il Lazio e la Toscana, che seguono l’esempio dell’Alto Adige, dimostrando come le farmacie non siano più solo un’alternativa, ma diventino il primo punto di riferimento per lo screening del tumore del colon-retto.

Toscana: semplificare per aumentare la partecipazione

In Toscana, l’obiettivo è rafforzare ulteriormente la rete territoriale per superare il gap di partecipazione storicamente più basso rispetto ad altre regioni.

Il problema principale identificato era logistico: la difficoltà di accesso ai presidi sanitari.

Monia Monni, Assessora al Diritto alla Salute, spiega: “Consentire il ritiro del kit in farmacia amplia l’accesso alla prevenzione, grazie a una rete di circa 1.300 presidi, più vicina ai tempi e alle esigenze dei cittadini”.

L’accordo firmato a settembre e rinnovato a inizio 2026 permette ai cittadini di ritirare e restituire il kit direttamente in farmacia, integrando servizi già sperimentati nel 2025, come prenotazioni CUP e vaccinazioni.


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Andrea Giacomelli, presidente di Federfarma Toscana, evidenzia come le farmacie possano contribuire in maniera significativa, sia in termini numerici sia di qualità dei servizi offerti: “La rete delle farmacie – dice – è destinata a diventare un elemento centrale del Servizio sanitario regionale”.

Lazio: numeri che parlano chiaro

Nel Lazio, i dati del 2025 mostrano un’adesione senza precedenti: su 223 mila screening complessivi, 145 mila sono stati effettuati tramite le farmacie locali, pari a quasi i due terzi del totale regionale.


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Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, sottolinea che “la farmacia resta il punto di accesso preferito per la comodità e la semplicità: il servizio è diretto e senza necessità di prenotazione”.

Il successo laziale si fonda su una strategia comunicativa integrata, che combina lettere d’invito, SMS e email delle ASL, e soprattutto sul ruolo attivo del farmacista.

Gli organizzatori fanno sapere che il kit per il test può essere ritirato direttamente al banco, anche senza invito cartaceo.Una farmacista

Un servizio gratuito, rapido e non invasivo, destinato ai cittadini tra i 50 e i 74 anni, che dimostra come ridurre la burocrazia favorisca un aumento significativo dell’adesione.

Comodità, semplicità e diffusione capillare sono gli ingredienti chiave dietro i risultati record nello screening del colon-retto. In particolare, nelle aree più isolate o marginali, le farmacie rappresentano un valore aggiunto insostituibile, garantendo accesso a prestazioni diagnostiche anche tramite piattaforme digitali, laddove altri presidi sono lontani.

Fonti:

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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