Lombardia in emergenza sangue: il Policlinico di Milano lancia l’allarme

Arianna Bordi | Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 19 Gennaio, 2026

La mano di un uomo che dona il sangue. Un donatore maschio dona il sangue in un centro trasfusionale

Il 2026 si apre con una sfida critica per la sanità milanese: infatti, attraverso i propri canali social, il Policlinico di Milano ha lanciato un appello urgente ai cittadini, perché le scorte di sangue sono ai minimi termini.

Sebbene il calo delle donazioni sia un fenomeno ciclico in questo periodo, l'associazione "Amici Donatori di Sangue" avverte che quest'anno la situazione è fuori dall'ordinario e sta colpendo duramente non solo la città, ma l'intero territorio regionale.

I dati delle donazioni di sangue in Italia

I numeri relativi ai primi dieci mesi del 2025 delineano un quadro chiaroscuro per il settore trasfusionale: se il sangue intero registra una flessione dell'1,7%, il plasma frena bruscamente; la crescita si ferma a un timido +1%, ben lontano dal robusto +3,3% dello scorso anno.

Mentre la disponibilità di sangue intero è consolidata e garantisce pienamente le attività cliniche, sul fronte del plasma l'Italia sta camminando sul filo del rasoio.

È indispensabile valorizzare il ruolo delle associazioni di volontariato, vero motore e perno operativo del sistema trasfusionale italiano.

Linee guida per la donazione del sangue

Vediamo come orientarsi per poter donare sangue in Italia:

Requisiti anagrafici e fisici

Vediamoli:

  • età compresa tra 18 e 65 anni;
  • peso non inferiore a 50 kg;
  • pressione arteriosa sistolica ≤ 180 mmHg e diastolica ≤ 100 mmHg;
  • frequenza cardiaca regolare, compresa tra 50 e 100 battiti al minuto;
  • emoglobina ≥ 13,5 g/dL negli uomini e ≥ 12,5 g/dL nelle donne.

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Inoltre, la donazione può essere consentita per donatori periodici fino a 70 anni, previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio età-correlati e le persone che esprimono la volontà di donare per la prima volta dopo i 60 anni possono essere accettate a discrezione del medico responsabile della selezione.

Frequenza delle donazioni

Ecco come funziona.

Sangue intero:

  • il numero massimo di donazioni nell'anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e per la donna non in età fertile, a 2 per la donna in età fertile;
  • l'intervallo tra due donazioni non deve essere inferiore a 90 giorni.

Plasma (plasmaferesi):

  • l'intervallo minimo tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, tra una donazione di plasma e una di sangue intero è di 14 giorni, mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma è di 30 giorni.

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Piastrine (piastrinoaferesi):

  • il donatore deve avere un conteggio piastrinico pre-aferesi non inferiore a 180 x 10⁹/l;
  • sono esclusi i donatori che hanno assunto acido acetilsalicilico o FANS negli ultimi 7 giorni.

Esclusioni dalla donazione

Sono esclusi permanentemente dalla donazione i soggetti affetti da:

  • epatite B, C, sifilide, infezioni da virus HIV 1-2 (aids), malattia di chagas, lebbra, leishmaniosi;
  • diabete in trattamento con insulina (possono essere accettati soggetti con diabete compensato senza insulina);
  • affezioni croniche gravi con danno permanente d'organo.

Esami di controllo

Ad ogni donazione vengono eseguiti gratuitamente esami per:

  • HIV, HBV, HCV, Sifilide;
  • emocromo completo;
  • controlli periodici del profilo lipidico e altre analisi di medicina preventiva.

Da non sottovalure, poi, il permesso per la donazione del sangue: ogni lavoratore dipendente (pubblico o privato) ha diritto a 24 ore di riposo retribuito dalla donazione, conservando la normale retribuzione.

Il datore di lavoro non può rifiutare il permesso e viene rimborsato dall'INPS presentando il certificato medico del centro trasfusionale che attesta l'avvenuta donazione di almeno 250 grammi di sangue.

Donare il sangue: un elisir di giovinezza per il sistema immunitario?

Un recente studio getta una luce nuova sulla donazione di sangue: oltre a essere un gesto di altruismo, potrebbe agire come uno "scudo" contro l'invecchiamento cellulare e i tumori.

Per esplorare questo legame i ricercatori hanno analizzato il profilo genetico di oltre 400 uomini tra i 60 e i 72 anni, divisi in due gruppi:

  • donatori abituali: uomini con oltre 100 donazioni all'attivo;
  • donatori occasionali: soggetti con meno di 10 donazioni effettuate.

I risultati hanno rivelato una differenza sostanziale: chi dona frequentemente possiede una maggiore quantità di cellule del sangue con specifiche mutazioni nel gene DNMT3A.

Il ruolo dell'ormone EPO: una protezione dalla leucemia

Il segreto risiede nell'eritropoietina, l'ormone che il nostro corpo produce naturalmente dopo una perdita di sangue per stimolare la rigenerazione cellulare.

Attraverso test in laboratorio, gli scienziati hanno osservato un fenomeno sorprendente:

  1. in assenza di EPO le cellule mutate e quelle normali crescono allo stesso ritmo;
  2. in presenza di EPO (simulando la donazione) le cellule con mutazione DNMT3A accelerano del 50%, diventando molto più efficienti.

Il team ha dimostrato che queste cellule "mutate dai donatori" sono in grado di vincere la competizione biologica contro le cellule pre-cancerose legate alla leucemia.

In pratica, le cellule sane (ma potenziate dall'EPO) occupano lo spazio vitale, soffocando la crescita di quelle malate e garantendo una produzione costante di globuli rossi sani.

Fonti:

  • Blood - Clonal hematopoiesis landscape in frequent blood donors;
  • Croce Rossa Italiana - Linee guida per la donazione del sangue
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