Ci sono parti del corpo che osserviamo tutti i giorni e altre che possono restare a lungo fuori dal nostro campo visivo. Cuoio capelluto e unghie appartengono a questa seconda categoria e proprio qui possono svilupparsi forme di melanoma che rischiano di essere riconosciute più tardi. In Italia, secondo i dati riportati dalla Fondazione Melanoma, sono circa 800 ogni anno le diagnosi di melanoma che interessano il cuoio capelluto e l’apparato ungueale. Il problema non è soltanto la rarità relativa di queste localizzazioni, ma il fatto che una lesione possa essere nascosta dai capelli oppure confusa con un trauma, un ematoma o un problema dell’unghia apparentemente comune.
Da questa difficoltà nasce l’iniziativa promossa dalla Fondazione Melanoma, che punta a coinvolgere parrucchieri, estetisti e onicotecniche come possibili “sentinelle” durante le normali attività professionali. Non viene chiesto loro di riconoscere o diagnosticare un tumore, compito che spetta esclusivamente al medico, ma semplicemente di segnalare al cliente una macchia o una modificazione insolita e suggerire, quando necessario, un controllo dermatologico.
Il melanoma del cuoio capelluto può restare nascosto dai capelli
Testa e collo rappresentano appena il 9% della superficie del corpo, ma in questa zona si concentra circa il 20% dei melanomi diagnosticati in Italia. Secondo Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus, più di un terzo di questi casi, circa il 35%, si sviluppa direttamente sotto i capelli.
È una posizione particolarmente difficile da controllare autonomamente. Una persona può osservare con relativa facilità un neo sul braccio, sul torace o sulla gamba, mentre una lesione nascosta tra i capelli può rimanere inosservata anche per molto tempo.
Il melanoma in quest’area viene per questo descritto come particolarmente insidioso: oltre alla difficoltà di individuarlo, il cuoio capelluto presenta una forte vascolarizzazione e, secondo quanto spiegato da Ascierto, la lesione può crescere più rapidamente in profondità.
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I dati riportati indicano un tasso di sopravvivenza a 10 anni intorno al 60%, inferiore rispetto a quello osservato per melanomi sviluppati sul tronco o sugli arti. Il dato non descrive naturalmente il destino di ogni singolo paziente, ma sottolinea l’importanza di arrivare alla diagnosi il prima possibile.
Perché anche il parrucchiere può notare qualcosa che sfugge allo specchio
Durante un normale taglio o lavaggio, il parrucchiere separa continuamente le ciocche e osserva porzioni di cuoio capelluto che il cliente difficilmente riesce a vedere da solo.
Proprio questa posizione privilegiata può trasformarsi in un’occasione di attenzione. Una macchia nuova, scura, asimmetrica o dall’aspetto insolito non deve essere interpretata dal professionista del settore beauty, ma può essere fatta notare alla persona interessata.
L’obiettivo dell’iniziativa non è quindi attribuire competenze mediche a chi lavora nei saloni. Il parrucchiere non deve stabilire se una lesione sia benigna o maligna e nemmeno tentare una valutazione clinica. Può però suggerire con discrezione di mostrarla a un dermatologo, soprattutto quando si trova in una zona difficilmente visibile.
Melanoma dell’unghia: quella striscia scura da non ignorare
Un problema differente riguarda invece le unghie. In questo caso la lesione è spesso visibile, ma rischia di essere sottovalutata o interpretata come qualcosa di benigno.
Il melanoma della matrice ungueale è una forma rara ma aggressiva. In Italia vengono stimati circa 130-300 casi ogni anno. Una delle possibili manifestazioni è la comparsa di una banda scura longitudinale sulla lamina dell’unghia, definita melanonichia.
La presenza di una striscia pigmentata non significa automaticamente avere un melanoma: alterazioni di questo tipo possono avere diverse cause. L’attenzione aumenta però quando la pigmentazione presenta caratteristiche irregolari oppure cambia progressivamente nel tempo.
Tra gli elementi che possono meritare una valutazione medica vengono indicati variazioni dell’ampiezza, della forma o del colore della banda, modificazioni progressive della pigmentazione e l’estensione del colore alla cuticola o alla pelle circostante.
Quest’ultimo elemento prende il nome di segno di Hutchinson ed è uno dei possibili segnali osservati nel melanoma ungueale.
Non riguarda soltanto le persone anziane
Un altro aspetto importante riguarda l’età. L’idea che il melanoma dell’unghia sia esclusivamente una malattia delle persone anziane non trova conferma nei dati citati.
Un recente studio pubblicato su Clinical and Experimental Dermatology, condotto su pazienti fino a 40 anni, compresi adolescenti e persone sotto i 30 anni, ha mostrato che questa forma di melanoma può comparire già dopo la pubertà.
Proprio nei pazienti più giovani una modificazione dell’unghia può essere facilmente attribuita ad altre spiegazioni. Una striscia o un'area scura può essere interpretata come la conseguenza di un trauma sportivo, un piccolo ematoma oppure una micosi.
Estetisti e onicotecniche possono trovarsi in una posizione utile per accorgersi di queste anomalie, soprattutto quando vengono rimossi smalti o ricostruzioni che normalmente rendono meno visibile la superficie dell’unghia.
Anche in questo caso vale però lo stesso principio: notare non significa diagnosticare.
Parrucchieri ed estetisti non sostituiscono il dermatologo
La Fondazione Melanoma insiste proprio su questo limite. Il compito di parrucchieri, estetisti e onicotecniche dovrebbe fermarsi alla segnalazione di qualcosa di insolito.
Una macchia sul cuoio capelluto oppure una striscia persistente sull’unghia può avere numerose spiegazioni e soltanto una valutazione medica può chiarirne la natura.
La proposta nasce quindi da un concetto di prevenzione basato sull’osservazione delle parti del corpo che più facilmente sfuggono ai normali controlli personali. Durante un appuntamento dal parrucchiere o dall’estetista, il professionista può trovarsi casualmente davanti a una zona che il cliente vede raramente.
Segnalare un cambiamento non significa creare allarme, ma semplicemente invitare la persona a non trascurarlo.
L’iniziativa è stata presentata durante l’ottava edizione di “We in Action”, evento dedicato alla prevenzione e alle nuove strategie contro i tumori cutanei. Testimonial per il terzo anno consecutivo è stato l’ex calciatore Giuseppe Bergomi, che ha sottolineato proprio il valore della collaborazione tra figure diverse.
Il messaggio resta quindi molto concreto: una piccola anomalia notata in una zona difficile da controllare merita attenzione, senza però trasformarsi automaticamente in un sospetto di tumore. Parrucchieri ed estetisti possono contribuire a far emergere ciò che normalmente rimane nascosto, mentre diagnosi e valutazione devono sempre rimanere nelle mani del dermatologo.
Fonte:
PubMed - Nail matrix melanoma in adolescents and young adults: a retrospective dermoscopic study