Il Ministero della Salute ha fatto il punto sull'ondata di calore che ha attraversato l'Italia nel mese di giugno, riunendo la Cabina di regia interistituzionale prevista dal Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo.
Al tavolo, insieme ai rappresentanti del Ministero, hanno partecipato Protezione civile, INAIL, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP Lazio, che coordina la sorveglianza), oltre a Federsanità, SIMEU, FIASO e SIMG.
Temperature ben oltre la norma
I dati preliminari raccolti in tempo reale mostrano che a giugno le temperature massime hanno superato di oltre 7°C i valori di riferimento in diverse città italiane.
A Torino si sono registrati i picchi più elevati, con incrementi superiori ai 9°C rispetto alla media stagionale.
Il dato più significativo riguarda però gli effetti sulla salute. La sorveglianza della mortalità giornaliera tra gli over 65, condotta dal DEP Lazio, evidenzia un aumento statisticamente rilevante solo a Torino, sia nel periodo compreso tra il 20 maggio e il 29 giugno sia durante il picco dell'ondata di calore di fine mese.
Nelle altre città monitorate dal sistema nazionale di allarme, invece, la mortalità osservata risulta pari o inferiore a quella attesa per il periodo, un segnale che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha attribuito al buon funzionamento del sistema sanitario e all'adozione di comportamenti corretti da parte della popolazione.
Il numero 1500 e le richieste dei cittadini
Dal 22 giugno è attivo il numero di pubblica utilità 1500, dedicato a informazioni e consigli sul caldo. In poco più di una settimana ha ricevuto oltre 400 chiamate, con Lazio, Lombardia e Puglia in testa per numero di richieste.
Le chiamate più generiche hanno riguardato per il 28,7% i rischi per la salute legati alle temperature elevate e per il 27,7% i bollettini sulle ondate di calore. Tra le richieste più specifiche, il 58,3% ha riguardato disturbi cardiocircolatori e il 16,7% problemi psico-sociali, un dato che conferma quanto il caldo intenso possa incidere anche sul benessere mentale, oltre che fisico.
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Le raccomandazioni per i mesi più caldi
Il Ministero ha inoltre diffuso una circolare rivolta alle Regioni per rafforzare la risposta del Servizio sanitario nazionale, con il rafforzamento di misure organizzative nei pronto soccorso per malori da afa, disidratazione e colpi di calore, l'obiettivo dichiarato è ridurre i ricoveri non necessari e tutelare le fasce più fragili: anziani, bambini, pazienti cronici e persone con fragilità sociali.
Tra le misure figura anche una sperimentazione pilota, avviata nel corso del 2026, per monitorare gli accessi ai servizi territoriali di salute mentale legati alle ondate di calore.
Per la popolazione generale restano valide le raccomandazioni della campagna "Proteggiamoci dal caldo": evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata, bere regolarmente acqua anche in assenza dello stimolo della sete (soprattutto per le persone anziane), privilegiare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura di stagione, e prestare attenzione ai segnali di allarme nei soggetti più fragili, come la riduzione delle normali attività quotidiane.
I bollettini sulle ondate di calore, aggiornati dal lunedì al venerdì con previsioni a 24, 48 e 72 ore su 27 città italiane, restano consultabili sul sito del Ministero della Salute e tramite l'app "Caldo e Salute".
Fonti
- Ministero della Salute – Ondate di calore
- Ministero della Salute – Campagna 2026 “Proteggiamoci dal caldo”
- Ministero della Salute - Caldo, al Ministero nuova riunione della Cabina di regia