Parkinson, al San Camillo arriva la stimolazione cerebrale profonda: perché é importante per i pazienti?

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 07 Gennaio, 2026

Un uomo con il Parkinson in ospedale.

Una tecnologia neurochirurgica utilizzata da oltre trent’anni nei centri di eccellenza entra ora in uno dei principali ospedali pubblici della Capitale. 

All’Ospedale San Camillo-Forlanini sono stati eseguiti i primi interventi di stimolazione cerebrale profonda (DBS) per il trattamento dei disturbi del movimento legati alla malattia di Parkinson. Una notizia che incarna un passaggio sostanziale sul piano dell’accesso alle cure avanzate.

Vediamo dunque nel dettaglio i motivi che la rendono una notizia tanto importante per i pazienti che convivono con questo morbo.

Parkinson: cos’è la stimolazione cerebrale profonda e a cosa serve

La stimolazione cerebrale profonda è una procedura neurochirurgica indicata nei pazienti con morbo di Parkinson in fase avanzata, quando la terapia farmacologica non è più sufficiente a controllare i sintomi o provoca effetti collaterali rilevanti.

L’intervento prevede il posizionamento di elettrodi sottilissimi, di circa un millimetro, in aree profonde e ben definite del cervello. Questi elettrodi sono collegati a un generatore di impulsi, una sorta di “pacemaker cerebrale”, impiantato solitamente sotto la clavicola.

Gli impulsi elettrici modulano i circuiti nervosi alterati dalla malattia e permettono di ottenere benefici clinici importanti.  Vediamo nello specifico a quali sintomi possono apportare effetti positivi:


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Si ritiene opportuno chiarire che la DBS non guarisce il Parkinson e non arresta la progressione della malattia, ma può migliorare in modo significativo la qualità di vita nei pazienti selezionati.

Parkinson: perché l’attivazione al San Camillo è una notizia così rilevante

La stimolazione cerebrale profonda è una tecnica consolidata, ma in Italia è ancora disponibile in un numero limitato di centri pubblici altamente specializzati. L’avvio degli interventi al San Camillo rappresenta quindi un ampliamento concreto dell’offerta assistenziale.

Cosa significa nel concreto?

Esploriamo il valore della notizia nei suoi diversi elementi:

  • maggiore accessibilità a una terapia avanzata nel Servizio sanitario pubblico;
  • riduzione della necessità di spostamenti verso pochi centri nazionali;
  • presa in carico multidisciplinare strutturata. Ovvero una valutazione e gestione del paziente affidate a più specialisti coordinati, dalla selezione al follow-up;
  • possibilità di seguire il paziente anche nel lungo periodo, con controlli e regolazioni della stimolazione.

Un percorso multidisciplinare per selezionare i pazienti

La DBS non è indicata per tutti i pazienti con Parkinson. La selezione richiede un’attenta valutazione clinica e neurologica, ed è per questo che al San Camillo è stato attivato un percorso integrato.

Il programma coinvolge l’équipe di Neurochirurgia guidata da Riccardo Antonio Ricciuti, in collaborazione con la Neurologia diretta da Claudio Gasperini, e con il supporto del gruppo di Neurologia del Campus Bio-Medico di Roma, coordinato da Vincenzo Di Lazzaro. Fondamentale anche il contributo di Massimo Marano, esperto di disturbi del movimento e neuro-stimolazione.

Ma cosa cambia per chi convive con il Parkinson?

L’attivazione della stimolazione cerebrale profonda in un grande ospedale pubblico non introduce una nuova cura, ma rafforza un messaggio importante: le terapie avanzate possono e devono diventare più accessibili.

Per i pazienti idonei, la DBS può tradursi in una maggiore autonomia, una riduzione della disabilità motoria e un miglior controllo dei sintomi nel quotidiano. Un passo avanti non sul piano della scoperta scientifica, ma su quello, altrettanto cruciale, dell’equità nell’accesso alle cure.


Fonti:

Ansa - Parkinson, al San Camillo la stimolazione cerebrale per ridurre i sintomi; effetti sui tremori, rigidità e lentezza nei movimenti

 

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