Pazienti oncologici, più supporto da casa: la svolta della telemedicina

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 14 Aprile, 2026

medico fa videoconsulto con paziente

La Camera dei Deputati ha dato il via libera a un emendamento al decreto PNRR che introduce telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici e onco-ematologici. Si tratta di strumenti digitali pensati per rendere le cure più tempestive, ridurre gli spostamenti e migliorare il dialogo con i medici. Il testo dovrà ora passare all’esame del Senato.

Telemonitoraggio e teleconsulto: cosa cambia

L’emendamento punta a rafforzare l’assistenza a distanza per chi affronta un tumore o una malattia del sangue. In concreto, vengono introdotti due strumenti chiave della cosiddetta telemedicina, cioè l’insieme di tecnologie che permettono di curare e monitorare i pazienti senza la presenza fisica in ambulatorio:

  • telemonitoraggio: consente di controllare a distanza alcuni parametri di salute (come pressione, frequenza cardiaca o sintomi), grazie a dispositivi digitali collegati con il medico. 
  • teleconsulto: permette di effettuare visite e consulti tramite videochiamata o piattaforme online dedicate. 

Questi servizi dovrebbero essere progressivamente integrati nel Servizio sanitario nazionale grazie ai fondi del PNRR, con l’obiettivo di rendere le cure più accessibili e continue.

Perché è importante per i pazienti oncologici

In Italia vivono circa 3,7 milioni di persone con una diagnosi di tumore (dati AIOM). Molti devono sottoporsi a controlli frequenti, soprattutto durante o dopo le terapie.

In questo contesto, la possibilità di essere seguiti anche da casa può fare la differenza. Tra i principali vantaggi:

  • meno spostamenti verso ospedali e centri specialistici; 
  • maggiore continuità nel monitoraggio della malattia; 
  • possibilità di intervenire prima in caso di sintomi o effetti collaterali. 

Il telemonitoraggio, ad esempio, consente al medico di ricevere aggiornamenti costanti sullo stato di salute del paziente. Questo può aiutare a prevenire complicazioni e, in alcuni casi, ridurre accessi inutili al pronto soccorso.

È stato dimostrato che i pazienti che riportano i propri sintomi tramite piattaforme digitali vivono, in media, 5-7 mesi in più rispetto a chi segue il monitoraggio standard. Il monitoraggio costante permette di intercettare gli effetti collaterali (tossicità) dei farmaci oncologici nelle fasi precoci. 

Questo evita interruzioni drastiche della terapia e riduce le  ospedalizzazioni d'urgenza, mantenendo il paziente "in terapia" più a lungo e con una salute generale migliore.

Cosa dice la ricerca sulla telemedicina in oncologia

L’uso della telemedicina in oncologia è già oggetto di studi da diversi anni. Una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Oncology ha evidenziato che il monitoraggio a distanza dei sintomi può migliorare la qualità della vita dei pazienti e favorire una gestione più tempestiva delle terapie.

Anche istituzioni sanitarie e società scientifiche, come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), sottolineano il potenziale di questi strumenti nel rendere l’assistenza più personalizzata.

È importante però ricordare che la telemedicina non sostituisce completamente le visite in presenza, ma le affianca, soprattutto nella fase di follow-up (cioè i controlli nel tempo).

I possibili limiti da considerare

Accanto ai benefici, gli esperti evidenziano alcune criticità che sarà necessario affrontare:

  • competenze digitali: non tutti i pazienti, in particolare gli anziani, hanno familiarità con le tecnologie; 
  • accesso ai servizi: potrebbero esserci differenze tra territori nella disponibilità di infrastrutture; 
  • tutela dei dati: è fondamentale garantire la sicurezza delle informazioni sanitarie. 

Per questo motivo, sarà importante accompagnare l’introduzione di questi strumenti con programmi di formazione e supporto.


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I prossimi passi e cosa possono fare i pazienti

Il provvedimento dovrà ora essere approvato dal Senato. Se il percorso legislativo si concluderà positivamente, il telemonitoraggio e il teleconsulto potrebbero diventare sempre più diffusi nella gestione delle malattie oncologiche.

Nel frattempo, per i pazienti può essere utile:

  • chiedere al proprio oncologo se sono disponibili servizi di telemedicina; 
  • segnalare sempre eventuali sintomi o cambiamenti nello stato di salute; 
  • informarsi sull’uso di strumenti digitali messi a disposizione dal proprio centro di cura. 

La sanità digitale rappresenta una risorsa importante per migliorare la qualità dell’assistenza. Se ben integrata nel sistema sanitario, può contribuire a rendere le cure più vicine alle esigenze quotidiane delle persone, senza sostituire il rapporto diretto con il medico ma rafforzandolo.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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