La Camera dei Deputati ha dato il via libera a un emendamento al decreto PNRR che introduce telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici e onco-ematologici. Si tratta di strumenti digitali pensati per rendere le cure più tempestive, ridurre gli spostamenti e migliorare il dialogo con i medici. Il testo dovrà ora passare all’esame del Senato.
Telemonitoraggio e teleconsulto: cosa cambia
L’emendamento punta a rafforzare l’assistenza a distanza per chi affronta un tumore o una malattia del sangue. In concreto, vengono introdotti due strumenti chiave della cosiddetta telemedicina, cioè l’insieme di tecnologie che permettono di curare e monitorare i pazienti senza la presenza fisica in ambulatorio:
- telemonitoraggio: consente di controllare a distanza alcuni parametri di salute (come pressione, frequenza cardiaca o sintomi), grazie a dispositivi digitali collegati con il medico.
- teleconsulto: permette di effettuare visite e consulti tramite videochiamata o piattaforme online dedicate.
Questi servizi dovrebbero essere progressivamente integrati nel Servizio sanitario nazionale grazie ai fondi del PNRR, con l’obiettivo di rendere le cure più accessibili e continue.
Perché è importante per i pazienti oncologici
In Italia vivono circa 3,7 milioni di persone con una diagnosi di tumore (dati AIOM). Molti devono sottoporsi a controlli frequenti, soprattutto durante o dopo le terapie.
In questo contesto, la possibilità di essere seguiti anche da casa può fare la differenza. Tra i principali vantaggi:
- meno spostamenti verso ospedali e centri specialistici;
- maggiore continuità nel monitoraggio della malattia;
- possibilità di intervenire prima in caso di sintomi o effetti collaterali.
Il telemonitoraggio, ad esempio, consente al medico di ricevere aggiornamenti costanti sullo stato di salute del paziente. Questo può aiutare a prevenire complicazioni e, in alcuni casi, ridurre accessi inutili al pronto soccorso.
È stato dimostrato che i pazienti che riportano i propri sintomi tramite piattaforme digitali vivono, in media, 5-7 mesi in più rispetto a chi segue il monitoraggio standard. Il monitoraggio costante permette di intercettare gli effetti collaterali (tossicità) dei farmaci oncologici nelle fasi precoci.
Questo evita interruzioni drastiche della terapia e riduce le ospedalizzazioni d'urgenza, mantenendo il paziente "in terapia" più a lungo e con una salute generale migliore.
Cosa dice la ricerca sulla telemedicina in oncologia
L’uso della telemedicina in oncologia è già oggetto di studi da diversi anni. Una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Oncology ha evidenziato che il monitoraggio a distanza dei sintomi può migliorare la qualità della vita dei pazienti e favorire una gestione più tempestiva delle terapie.
Anche istituzioni sanitarie e società scientifiche, come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), sottolineano il potenziale di questi strumenti nel rendere l’assistenza più personalizzata.
È importante però ricordare che la telemedicina non sostituisce completamente le visite in presenza, ma le affianca, soprattutto nella fase di follow-up (cioè i controlli nel tempo).
I possibili limiti da considerare
Accanto ai benefici, gli esperti evidenziano alcune criticità che sarà necessario affrontare:
- competenze digitali: non tutti i pazienti, in particolare gli anziani, hanno familiarità con le tecnologie;
- accesso ai servizi: potrebbero esserci differenze tra territori nella disponibilità di infrastrutture;
- tutela dei dati: è fondamentale garantire la sicurezza delle informazioni sanitarie.
Per questo motivo, sarà importante accompagnare l’introduzione di questi strumenti con programmi di formazione e supporto.
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I prossimi passi e cosa possono fare i pazienti
Il provvedimento dovrà ora essere approvato dal Senato. Se il percorso legislativo si concluderà positivamente, il telemonitoraggio e il teleconsulto potrebbero diventare sempre più diffusi nella gestione delle malattie oncologiche.
Nel frattempo, per i pazienti può essere utile:
- chiedere al proprio oncologo se sono disponibili servizi di telemedicina;
- segnalare sempre eventuali sintomi o cambiamenti nello stato di salute;
- informarsi sull’uso di strumenti digitali messi a disposizione dal proprio centro di cura.
La sanità digitale rappresenta una risorsa importante per migliorare la qualità dell’assistenza. Se ben integrata nel sistema sanitario, può contribuire a rendere le cure più vicine alle esigenze quotidiane delle persone, senza sostituire il rapporto diretto con il medico ma rafforzandolo.
Fonti
- Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) – Le statistiche del Cancro
- Journal of Clinical Oncology - Symptom Monitoring With Patient-Reported Outcomes During Routine Cancer Treatment: A Randomized Controlled Trial