Scoperto il meccanismo di un nutriente “nascosto” che protegge cervello e cellule

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 08 Aprile, 2026

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Un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato anche dall’University of Florida e dal Trinity College di Dublino, ha chiarito un meccanismo rimasto senza risposta per oltre trent’anni: come le cellule umane riescano ad assorbire un micronutriente poco conosciuto ma rilevante per la salute del cervello e per la difesa contro alcune forme di tumore.

Il composto in questione si chiama queuosina, una molecola simile a una vitamina che il nostro organismo non è in grado di produrre autonomamente. Deve essere introdotta attraverso l’alimentazione oppure deriva dall’attività dei batteri presenti nell’intestino. Nonostante il suo ruolo biologico fosse noto da tempo, mancava un tassello fondamentale: capire in che modo riuscisse a entrare nelle cellule.

Il gene che funge da “porta d’ingresso”

La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha identificato il gene responsabile di questo passaggio. Si tratta di SLC35F2, che agisce come un vero e proprio trasportatore, permettendo alla queuosina di attraversare la membrana cellulare.


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Gli scienziati sospettavano da anni l’esistenza di un sistema di trasporto specifico, ma non erano mai riusciti a individuarlo con certezza. L’identificazione di questo gene rappresenta quindi un punto di svolta, perché consente di comprendere meglio come i nutrienti influenzino direttamente i processi cellulari.

Curiosamente, SLC35F2 era già stato studiato in passato per il suo coinvolgimento nell’ingresso di alcuni virus e di farmaci antitumorali nelle cellule. Tuttavia, la sua funzione fisiologica principale, cioè il trasporto della queuosina, non era mai stata definita con precisione.

Un ruolo chiave nella lettura dei geni

La queuosina interviene in un passaggio delicato della biologia cellulare: la sintesi delle proteine. In particolare, modifica l’RNA di trasporto, una componente essenziale che aiuta le cellule a “tradurre” le informazioni contenute nel DNA.

Questo processo è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo, perché determina come e quali proteine vengono prodotte. In altre parole, la queuosina contribuisce a regolare il modo in cui i geni vengono interpretati, influenzando funzioni come la memoria, l’apprendimento e la risposta allo stress.

Il fatto che una molecola relativamente poco studiata possa incidere su meccanismi così centrali spiega perché la sua importanza stia emergendo con maggiore chiarezza solo negli ultimi anni.

Collegamenti con cervello, metabolismo e tumori

Le ricerche precedenti avevano già messo in relazione la queuosina con diversi ambiti della salute umana. Tra questi, il funzionamento del sistema nervoso, la regolazione metabolica e alcuni processi legati allo sviluppo del cancro.

Il nuovo studio aggiunge un elemento decisivo: chiarisce come questa molecola venga recuperata dall’intestino e distribuita alle cellule. Questo aspetto rafforza anche il ruolo del microbiota intestinale e dell’alimentazione, che rappresentano le principali fonti di queuosina.

Comprendere meglio questo percorso potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche, basate proprio sull’utilizzo mirato di questo micronutriente o sulla modulazione dei suoi meccanismi di trasporto.

Una scoperta che rilancia l’interesse per un nutriente poco noto

La queuosina era stata identificata già negli anni Settanta, ma per lungo tempo è rimasta ai margini della ricerca. La mancanza di informazioni sul suo funzionamento ne aveva limitato lo studio approfondito.

Il lavoro pubblicato nel 2025 cambia questo scenario, offrendo una base solida per ulteriori indagini. Secondo i ricercatori, si tratta anche di un esempio di quanto la collaborazione internazionale sia diventata centrale nella ricerca scientifica, visto il coinvolgimento di università statunitensi e irlandesi.

In prospettiva, la scoperta del ruolo di SLC35F2 potrebbe contribuire a ridefinire il modo in cui si studiano le interazioni tra dieta, microbi intestinali e salute umana, mettendo in evidenza come anche molecole poco conosciute possano avere un impatto rilevante sull’equilibrio dell’organismo.

FONTE:

Science Daily - Scientists solve 30-year mystery of a hidden nutrient that protects the brain and fights cancer

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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