PAXG e mFOLFIRINOX sono i nomi in codice di una sfida scientifica che promette di rivoluzionare il trattamento dell’adenocarcinoma duttale del pancreas, una delle neoplasie più aggressive e difficili da monitorare a causa della sua posizione profonda nell'addome.
I risultati del trial CASSANDRA, studio di fase 3 coordinato dall’IRCCS Ospedale San Raffaele con la partecipazione attiva del Policlinico di Sant’Orsola, sono stati recentemente pubblicati.
Il verdetto è chiaro: siamo di fronte a una potenziale svolta nelle linee guida internazionali.
La sfida: superare lo standard attuale
Fino ad oggi il protocollo mFOLFIRINOX rappresentava il gold standard per i pazienti candidabili a intervento chirurgico.
Lo studio CASSANDRA ha però messo a confronto questa certezza terapeutica con il PAXG, un regime a quattro farmaci ideato circa dodici anni fa proprio al San Raffaele dal team del Professor Michele Reni.
I dati emersi parlano una lingua di speranza:
- sopravvivenza libera da eventi: i pazienti trattati con lo schema PAXG hanno mostrato una resistenza alla malattia (assenza di recidive, progressioni o inoperabilità) di 16 mesi, contro i 10 mesi scarsi della terapia standard;
- efficacia pre-operatoria: il trattamento si è dimostrato superiore nel preparare il paziente alla chirurgia, riducendo il rischio che il tumore diventi inoperabile durante l'attesa.
Perché il tumore al pancreas è così difficile da sconfiggere?
Il tumore al pancreas è da tempo considerato una delle sfide più complesse dell’oncologia moderna.
Il motivo della sua pericolosità non risiede solo nell'aggressività delle cellule, ma in una vera e propria strategia di difesa che il tumore mette in atto.
Infatti, a differenza di altre neoplasie, questo tumore sviluppa intorno a sé uno "stroma", ovvero una barriera di tessuto fibroso densissima.
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Si tratta di una sorta di guscio o una corazza che schiaccia i vasi sanguigni circostanti, il che rende estremamente difficile per i farmaci chemioterapici penetrare all'interno della massa per colpirne il cuore.
Oltre alla sua "corazza", il pancreas gioca a nascondino: essendo situato in una posizione profonda dell'addome, i sintomi iniziali sono spesso vaghi (come un banale mal di schiena o una digestione lenta) e vengono confusi con disturbi meno gravi.
Di conseguenza, nella maggior parte dei casi la malattia viene scoperta quando ha già iniziato a diffondersi, rendendo l'intervento chirurgico molto più complicato o, a volte, impossibile.
Una ricerca "dal basso" e indipendente
Uno degli aspetti più straordinari di questo studio è la sua natura: infatti, CASSANDRA non è nato dai grandi capitali dell'industria farmaceutica, ma è un progetto totalmente indipendente e no-profit, finanziato interamente dalle associazioni dei pazienti: My Everest, Codice Viola, Associazione per la vita, Natalucci e Oltre la Ricerca.
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Una spinta collettiva che ha convinto persino l'AIFA a chiedere, in corso d'opera, il salto dalla fase 2 alla fase 3, riconoscendo allo studio un valore "registrativo", ovvero la capacità di cambiare ufficialmente le pratiche mediche globali.
Il percorso: obiettivi e traguardi
Il successo del trial CASSANDRA non si ferma ai risultati iniziali, ma segue una tabella di marcia precisa verso il futuro della medicina oncologica:
- sopravvivenza libera da eventi: i dati attuali confermano la superiorità dello schema PAXG, che ha esteso il tempo medio senza ricadute o progressioni a 16 mesi, superando i 10 mesi della terapia tradizionale. Un dato che è ora sotto costante monitoraggio per consolidarne la validità;
- standard internazionale: dopo la presentazione ufficiale al congresso ASCO di Chicago, il passo successivo è l'integrazione formale del nuovo protocollo nelle linee guida mondiali. L'obiettivo è rendere il PAXG il nuovo punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale;
- lungo termine: mentre i primi dati sono entusiasmanti, la ricerca sta ora entrando in una fase cruciale di analisi dei dati a lungo termine. L'attenzione dei ricercatori si sposta sulla sopravvivenza globale oltre i 5 anni, per capire quanto questo nuovo approccio possa effettivamente cambiare l'aspettativa di vita definitiva dei pazienti.
Fonti:
The Lancet - Preoperative mFOLFIRINOX versus PAXG for stage I–III resectable and borderline resectable pancreatic ductal adenocarcinoma (PACT-21 CASSANDRA): results of the first randomisation analysis of a randomised, open-label, 2 × 2 factorial phase 3 trial