Ti svegli spesso di notte? Potrebbe c’entrare il tuo animale domestico

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 13 Ottobre, 2026

Una donna coricata a letto mentre dorme serenamente abbracciando il suo cane Corgi

Dormire accanto al proprio animale domestico può trasmettere sicurezza e favorire il benessere emotivo, ma gli studi scientifici suggeriscono possibili effetti negativi sulla qualità del sonno. Le conseguenze variano in base alle abitudini notturne, all’età e alle condizioni di salute: capire cosa emerge dalle ricerche aiuta a trovare un equilibrio tra vicinanza e riposo.

Cosa hanno scoperto gli studi sul sonno condiviso

Uno studio, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato le abitudini di 1.591 adulti statunitensi, 758 dei quali dormivano con i propri animali. I risultati hanno evidenziato un’associazione tra la condivisione del letto e una peggiore qualità del sonno percepita, oltre a sintomi d’insonnia più marcati. Le associazioni erano più evidenti per chi dormiva con un cane, mentre per i gatti il quadro risultava meno uniforme.

La ricerca, firmata da Brian N. Chin, Tvisha Singh e Aisha S. Carothers, è consultabile integralmente su Scientific Reports tramite PubMed Central. Il dato va interpretato con cautela: trattandosi di uno studio osservazionale basato su questionari, non dimostra che sia l’animale a provocare i disturbi.

Un’indicazione ulteriore arriva da un’altra ricerca pubblicata sul Journal of Pediatric Psychology. Lo studio ha coinvolto 175 famiglie e ha esaminato il sonno dei bambini attraverso diari e dispositivi di monitoraggio.


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I risultati indicano che i bambini che dormivano con un animale sul letto tendevano ad avere una durata del sonno inferiore, una minore efficienza del riposo e tempi più lunghi per addormentarsi rispetto a quelli senza animali in camera. Non tutte le misure, però, mostravano differenze: i risvegli notturni e i problemi del sonno riferiti dai bambini non variavano significativamente tra i gruppi.

I dettagli sono disponibili nello studio originale pubblicato da Oxford University Press.

Perché la vicinanza può aiutare, ma disturbare il riposo

Per molte persone, addormentarsi accanto al proprio cane o gatto è un rituale rassicurante. Il contatto fisico e la presenza di un compagno familiare possono alleviare la solitudine e rendere più piacevole il momento di coricarsi, soprattutto nei periodi di stress.

La relazione con un animale domestico può offrire compagnia e sostegno emotivo, contribuendo in alcune situazioni ad alleviare la solitudine e l'ansia. Una revisione pubblicata nel 2018 sulla rivista Revue Scientifique et Technique ha esaminato le evidenze sui rapporti tra interazione uomo-animale e salute, rilevando associazioni con diversi indicatori di benessere psicologico (Friedmann e Krause-Parello, 2018). Gli effetti, tuttavia, non sono uniformi e la qualità delle prove varia tra gli studi. Questi possibili benefici riguardano il legame con l'animale in generale e non dimostrano che dormire nello stesso letto migliori la qualità del sonno.

Il punto è che il benessere emotivo e la qualità del sonno non sono la stessa cosa. Un animale può trasmettere tranquillità e, nello stesso tempo, interrompere il riposo muovendosi, cambiando posizione o svegliandosi nelle ore notturne. Questi piccoli disturbi possono frammentare il sonno anche senza provocare risvegli che la persona ricorda al mattino.

La frammentazione del sonno è paragonabile a un percorso interrotto da numerose brevi soste: il tempo trascorso a letto può sembrare sufficiente, ma il recupero potrebbe essere meno soddisfacente.

Non è detto, tuttavia, che accada a tutti. Contano il comportamento dell'animale, lo spazio disponibile, la sensibilità ai rumori e le condizioni individuali. La domanda più utile, quindi, è concreta: al risveglio ci si sente riposati oppure la stanchezza si ripete giorno dopo giorno?

Igiene e infezioni: quali precauzioni adottare

Il riposo non è l'unico aspetto da considerare. Anche gli animali domestici possono trasportare microrganismi responsabili di infezioni, talvolta senza mostrare sintomi. Le malattie trasmesse dagli animali alle persone sono definite zoonosi e comprendono infezioni che possono diffondersi attraverso contatti diretti, graffi, morsi o superfici contaminate.

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) segnalano una maggiore vulnerabilità nei bambini sotto i cinque anni, negli adulti dai 65 anni in su e nelle persone con un sistema immunitario indebolito. Anche la gravidanza richiede precauzioni specifiche per alcune infezioni.

Questo non significa che dormire con un cane o un gatto comporti automaticamente un rischio elevato. Le raccomandazioni sanitarie riguardano la convivenza con gli animali nel suo complesso, non dimostrano che condividere il materasso provochi di per sé un'infezione.Una donna che dorme a letto abbracciata al suo piccolo cane sotto le coperte

È quindi opportuno evitare allarmismi e concentrarsi sulla prevenzione: controlli veterinari regolari, protezione antiparassitaria secondo le indicazioni del veterinario, pulizia delle superfici e lavaggio delle mani dopo aver accudito l'animale.

In presenza di allergie o asma, inoltre, peli e allergeni accumulati nella biancheria possono peggiorare i sintomi. In questi casi, tenere l'animale fuori dal letto può essere una scelta utile da valutare con il medico.

Dormire insieme oppure scegliere una cuccia?

Le ricerche disponibili suggeriscono cautela, ma non giustificano una regola valida per tutte le famiglie. Gli studi citati hanno limiti metodologici e non stabiliscono un rapporto causale certo tra la presenza dell'animale e i disturbi del sonno. Inoltre, il fatto che una persona riferisca di dormire male non significa necessariamente che il cane o il gatto ne sia la causa.

Per trovare un equilibrio, si può iniziare da alcune misure pratiche:

  • osservare il riposo: annotare per alcuni giorni la qualità del sonno, la stanchezza mattutina e gli eventuali risvegli;
  • provare una soluzione intermedia: collocare una cuccia confortevole accanto al letto, mantenendo la vicinanza senza condividere il materasso;
  • curare l'igiene: lavare regolarmente lenzuola e coperte e seguire il programma di prevenzione veterinaria;
  • prestare attenzione ai bambini: valutare con particolare cura le abitudini notturne e le condizioni di salute, senza interpretare automaticamente ogni associazione come un effetto causale.

Se la stanchezza persiste o compaiono difficoltà frequenti ad addormentarsi, può essere utile confrontarsi con un professionista sanitario.

La prospettiva, dunque, non è rinunciare alla compagnia del proprio animale, ma capire quale sistemazione consenta a entrambi di riposare bene. L'affetto non si misura dai centimetri che separano due cuscini: a volte, una cuccia accanto al letto è il compromesso migliore.

Fonti:

  • NIH – Co-sleeping with pets, stress, and sleep in a nationally-representative sample of United States adults
  • Journal of Pediatric Psychology – Co-Sleeping with a pet: exploring the impact on youth sleep
  • CDC – People at Increased Risk for Illness from Animals
  • PubMed – Companion animals and human health: benefits, challenges, and the road ahead for human-animal interaction
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