Le Regioni stanno avviando la campagna con calendari diversi, ma le date sono solo una parte della storia. Quest’anno cambia una regola importante e la ricerca ha aggiunto dati che vanno oltre l’idea di evitare qualche giorno di febbre.
Cosa cambia nella campagna 2026-2027
La circolare del Ministero della Salute del 23 giugno 2026, elaborata con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, raccomanda di avviare le campagne a inizio ottobre e di offrire il vaccino in qualsiasi momento della stagione. La vaccinazione è indicata a partire dai 6 mesi di età.
La novità principale riguarda i vaccini potenziati (adiuvati o ad alto dosaggio): la soglia di età raccomandata scende da 65 a 60 anni. L’AIFA ha autorizzato nove vaccini per la stagione, tutti trivalenti, con composizione aggiornata sulle indicazioni dell’OMS di febbraio.
Le date: ogni Regione ha il suo calendario
Secondo i comunicati regionali, la Lombardia è partita il 1° ottobre con le categorie prioritarie e dal 12 ottobre offre il vaccino a tutta la popolazione. Nei centri vaccinali, però, gli adulti potranno accedere dal 26 ottobre. In Emilia-Romagna e Calabria la campagna parte oggi, 12 ottobre.
In Piemonte vaccinano i pediatri dall’8 ottobre, mentre dal 13 ottobre iniziano medici di famiglia e farmacie. Il Friuli-Venezia Giulia parte il 14. In Toscana si è iniziato il 7 ottobre dalle RSA: dal 14 toccherà a bambini tra 6 mesi e 6 anni e a chi ha più di 60 anni, dall’11 novembre a tutti gli altri. In Liguria l’offerta si estende a tutta la popolazione dal 15 novembre.
Per giorni e modalità di prenotazione conviene consultare il sito della propria Regione o ASL.
Chi dovrebbe vaccinarsi
In Italia non c’è obbligo, ma il Ministero raccomanda e offre gratuitamente il vaccino a:
- persone dai 60 anni in su;
- donne in gravidanza e nel post partum;
- persone con malattie croniche o con difese immunitarie ridotte;
- operatori sanitari e socio-sanitari, forze di polizia, vigili del fuoco;
- lavoratori a contatto con animali e donatori di sangue;
- bambini tra 6 mesi e 6 anni.
Quando l’influenza arriva al cuore
L’influenza non è solo un problema respiratorio: la circolare ricorda tra le possibili complicanze polmonite, miocardite ed encefalite. Sul fronte cardiovascolare, una meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open nel 2022 (Behrouzi e colleghi) ha riunito sei studi randomizzati con 9.001 pazienti.
Entro un anno gli eventi cardiovascolari maggiori hanno interessato il 3,6% dei vaccinati contro il 5,4% dei non vaccinati: una riduzione relativa del rischio del 34%, pari a circa 1,8 punti percentuali in termini assoluti. Il calo saliva al 45% in chi aveva avuto di recente una sindrome coronarica acuta. La riduzione della mortalità cardiovascolare (26%) non ha invece raggiunto la significatività statistica.
Dose standard o potenziata?
Il confronto tra vaccino ad alto dosaggio e dose standard è oggetto di studio. Nel trial danese DANFLU-2, pubblicato sul New England Journal of Medicine, 332.438 persone con almeno 65 anni sono state assegnate in modo casuale all’una o all’altra formulazione.
L’obiettivo principale, i ricoveri per influenza o polmonite, non ha mostrato una riduzione statisticamente significativa. Le analisi secondarie suggeriscono però meno ricoveri per cause cardiorespiratorie con la dose alta, e un’analisi combinata con lo studio spagnolo GALFLU (103.169 persone tra 65 e 79 anni) ha confermato questo segnale.
Due elementi da tenere presenti: DANFLU-2 è stato finanziato da Sanofi, e entrambi gli studi hanno coinvolto persone dai 65 anni, quindi non misurano direttamente l’effetto nella fascia 60-64 anni, a cui la nuova raccomandazione italiana si estende.
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In gravidanza protegge anche il neonato
Nei primi sei mesi di vita i bambini non possono essere vaccinati, ma ricevono anticorpi dalla madre vaccinata durante la gravidanza. Una revisione sistematica pubblicata su Vaccine (Warricker e colleghi, 2020) ha stimato una riduzione del 34% dei casi di influenza confermata in laboratorio nei lattanti (intervallo di confidenza 15-50%). Non è emerso invece alcun effetto sulle sindromi simil-influenzali in generale.
Il vero nodo: chi si vaccina
Il problema resta l’adesione. Secondo gli ultimi dati definitivi pubblicati dal Ministero della Salute, nella stagione 2024-2025 la copertura tra gli over 65 si è fermata al 52,5% (53,3% l’anno prima), lontana dall’obiettivo minimo del 75% e da quello ottimale del 95%. Nella popolazione generale è stata del 19,6%.
Il vaccino non azzera il rischio di ammalarsi, ma riduce quello di forme gravi e complicanze. Igiene delle mani e buone pratiche restano un complemento utile. Per scegliere il vaccino più adatto ci si può rivolgere al medico di famiglia, al pediatra o al centro vaccinale.
Fonti
- AIFA - Influenza: 9 i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027
- PubMed - Association of Influenza Vaccination With Cardiovascular Risk: A Meta-analysis
- Ministero della Salute - Dati coperture vaccinali Influenza