La vitamina B12, chiamata anche cobalamina, è indispensabile per il corretto funzionamento del corpo umano. Partecipa alla produzione del DNA, protegge il sistema nervoso attraverso la formazione della mielina ed è coinvolta nella maturazione dei globuli rossi.
Una carenza di B12 può provocare sintomi molto evidenti, tra cui stanchezza persistente, debolezza e difficoltà cognitive. Poiché questa vitamina si trova naturalmente quasi solo negli alimenti di origine animale, le persone che seguono diete vegetali o che hanno problemi di assorbimento intestinale possono andare più facilmente incontro a deficit.
Negli ultimi anni, però, alcuni studi hanno iniziato a osservare un rapporto più complicato tra vitamina B12 e tumori.
I livelli di B12 osservati nei pazienti oncologici
Diverse ricerche internazionali hanno rilevato collegamenti tra livelli anomali di vitamina B12 e tumori del polmone, del colon, dell’esofago e della mammella.
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Il punto centrale, spiegano gli esperti, è che questi studi mostrano associazioni statistiche, non prove dirette di causa-effetto.
In alcuni casi è stata osservata una carenza di vitamina B12 nei pazienti oncologici. In altri, invece, sono stati trovati livelli molto elevati nel sangue. Questo ha creato un quadro difficile da interpretare.
Una delle complicazioni principali riguarda il fatto che i ricercatori spesso analizzano due aspetti differenti: la quantità di vitamina B12 assunta con la dieta e quella realmente presente nel sangue. Le due cose non coincidono necessariamente.
Perché valori elevati non significano automaticamente pericolo
La vitamina B12 viene immagazzinata soprattutto nel fegato. Alcuni tumori, in particolare quelli epatici o le forme aggressive diffuse nell’organismo, possono alterare il modo in cui il corpo conserva, trasporta e rilascia questa vitamina.
Alcuni tumori sembrano inoltre aumentare la produzione delle proteine che trasportano la B12 nel sangue. Questo significa che livelli molto alti rilevati dagli esami potrebbero essere una conseguenza della malattia, e non la sua causa.
Uno studio del 2026 su oltre 37 mila pazienti con tumore del colon ha mostrato che chi aveva valori molto elevati di B12 presentava prognosi peggiori. Tuttavia, i ricercatori non hanno dimostrato che la vitamina fosse responsabile del decorso più aggressivo della malattia. Hanno invece ipotizzato che possa funzionare come indicatore biologico di tumori più avanzati.
Gli studi sulla dieta e il consumo di vitamina B12
Una revisione scientifica del 2022 ha concluso che non esistono prove solide secondo cui un’elevata assunzione di vitamina B12 o l’uso di integratori provochino direttamente il cancro.
Anche una revisione del 2024 ha sottolineato che il significato diagnostico dei livelli elevati di B12 nei pazienti oncologici resta ancora incerto.
Più complesso il risultato di uno studio vietnamita pubblicato nel 2024 su 3.758 pazienti oncologici e 2.995 persone senza tumore. In quel lavoro i ricercatori hanno osservato una relazione “a U”: sia chi assumeva quantità molto basse sia chi assumeva quantità molto alte di B12 mostrava un rischio maggiore rispetto ai soggetti con valori intermedi.
Gli autori, però, precisano che anche questo studio presenta limiti importanti. Si tratta infatti di una ricerca osservazionale basata su questionari alimentari, strumenti che non sempre riescono a fotografare con precisione le abitudini alimentari nel lungo periodo.
Inoltre, perfino il gruppo con l’assunzione più elevata consumava in media circa 2,97 microgrammi al giorno, una quantità solo leggermente superiore alle raccomandazioni nutrizionali standard, comprese tra 2,4 e 2,8 microgrammi.
Cosa sappiamo davvero oggi
Al momento gli studiosi non sono ancora riusciti a chiarire se livelli alterati di vitamina B12 possano contribuire allo sviluppo del cancro, se siano una conseguenza della malattia oppure entrambe le cose.
Quello che emerge con maggiore chiarezza è che gli squilibri, sia in eccesso sia in difetto, meritano attenzione clinica.
La ricerca attuale suggerisce che non dobbiamo temere la vitamina B12 come causa del cancro, ma piuttosto utilizzarla come una 'spia' nel cruscotto della nostra salute. Un innalzamento improvviso e inspiegabile dei livelli di B12 nel sangue, in assenza di integrazione, dovrebbe spingere il medico a indagare su possibili patologie sottostanti, inclusi i tumori solidi o ematologici. In sintesi: la B12 non è il colpevole, ma potrebbe essere il testimone che ci avverte che qualcosa non va.
Gli esperti ricordano inoltre che gli integratori di vitamina B12 possono essere utili in presenza di carenze documentate, ma non dovrebbero essere assunti senza una reale necessità o senza indicazioni mediche precise.
La relazione tra vitamina B12 e tumori resta quindi aperta e ancora oggetto di studio.
FONTI:
ScienceAlert - A Common Vitamin Has a Complicated Link to Cancer, Experts Reveal