Zucca sott’olio ritirata dagli scaffali: il motivo e i lotti da controllare

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 30 Ottobre, 2026

Una fila di barattoli in vetro di conserve e marmellate fatti in casa, con tappi coperti da carta di papiro, disposti su una mensola in legno

Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo di alcuni lotti di zucca sott’olio a marchio La Favola Antica – Ferri per la presenza di solfiti non dichiarati in etichetta.

Il provvedimento riguarda sia la zucca a filetti piccanti sia quella grigliata, in diversi formati. L’avvertenza interessa soprattutto le persone allergiche o sensibili a questi composti.

Quali prodotti sono stati richiamati e come riconoscerli

Il richiamo riguarda due tipologie di conserve prodotte dall'azienda Ferri Sas di Ferri Pietro, con stabilimento in viale Europa 126/F a Spoltore, in provincia di Pescara.

Secondo le informazioni riportate nell'avviso, i prodotti interessati sono:

La non conformità riguarda l'aceto di vino utilizzato nella preparazione, che contiene solfiti non riportati nell'elenco degli ingredienti. Non si tratta, quindi, di una contaminazione batterica o della presenza di corpi estranei, ma di un problema di etichettatura che può avere conseguenze per una specifica categoria di consumatori.

Il provvedimento si inserisce in una serie di richiami che hanno già interessato altre verdure e funghi sott’olio dello stesso marchio.

Perché i solfiti devono essere indicati in etichetta

I solfiti sono composti a base di zolfo utilizzati nell'industria alimentare soprattutto per le loro proprietà conservanti e antiossidanti. Possono limitare l'ossidazione, rallentare alcuni processi di deterioramento e contribuire a mantenere il colore degli alimenti. Si trovano, per esempio, nel vino, nella frutta essiccata e in diverse preparazioni vegetali.

La normativa europea li inserisce nell'elenco delle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze. Il Regolamento UE 1169/2011, nell'allegato II, stabilisce che l'anidride solforosa e i solfiti devono essere dichiarati quando presenti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro, espressi come SO₂ totale.

La soglia non è casuale: serve a garantire che chi deve evitare queste sostanze possa riconoscerle attraverso le informazioni riportate sulla confezione. Un'etichetta incompleta, quindi, può impedire una scelta alimentare consapevole.

Quali rischi comporta l'esposizione ai solfiti

Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo: nei soggetti sensibili, l'assunzione di solfiti può provocare manifestazioni di ipersensibilità, con sintomi che interessano soprattutto l'apparato respiratorio, la cute e il sistema gastrointestinale.

Tra le possibili manifestazioni vengono descritte:

  • difficoltà respiratorie;
  • orticaria;
  • disturbi gastrointestinali;
  • nelle persone con asma, reazioni respiratorie.

Va precisato che la sensibilità ai solfiti non coincide necessariamente con una vera allergia alimentare. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), nella rivalutazione scientifica pubblicata nel 2022, ha evidenziato che i meccanismi alla base delle reazioni di ipersensibilità non sono ancora completamente chiariti.


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Nello stesso documento, l'EFSA ha segnalato possibili criticità per i consumatori con un'elevata esposizione alimentare, rilevando anche lacune nei dati tossicologici disponibili. Gli esperti non sono riusciti a stabilire una dose giornaliera accettabile definitiva.

Questo dato, tuttavia, va interpretato correttamente: la valutazione riguarda l'esposizione complessiva ai solfiti attraverso la dieta e non dimostra che i singoli prodotti richiamati rappresentino un rischio per tutta la popolazione.

Cosa fare se si è acquistata la zucca richiamata

L'azienda raccomanda alle persone allergiche ai solfiti di non consumare i prodotti appartenenti ai lotti segnalati e di restituirli al punto vendita.

Per verificare se una confezione rientra nel richiamo bisogna confrontare tre informazioni: denominazione del prodotto, numero di lotto e termine minimo di conservazione. Non basta, infatti, riconoscere il marchio: il provvedimento riguarda specifiche partite produttive.

Le persone che non presentano allergia o sensibilità ai solfiti non sono interessate dall'avvertenza precauzionale riportata nell'avviso. Resta comunque necessario rispettare le indicazioni del richiamo.

Fonti:

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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