Tra junk food e Dieta Mediterranea, la scuola torna al centro della prevenzione

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 10 Febbraio, 2026

bambini mangiano alla mensa della scuola

La diffusione di sovrappeso e obesità continua a rappresentare una criticità per la salute pubblica, con un impatto crescente già nelle fasce più giovani della popolazione. In parallelo aumenta il consumo di cibi ultra-processati, prodotti industriali associati dalla letteratura scientifica a un maggior rischio di malattie croniche. 

In questo contesto si collocano i risultati dell’indagine Coldiretti/Censis. A livello nazionale, oltre 8 italiani su 10 ritengono fondamentale introdurre l’educazione alimentare nelle scuole. 

La percentuale sale a 9 su 10 tra genitori e cittadini di alcune aree del Paese, a conferma di una domanda trasversale di prevenzione fin dall’infanzia.

Il ruolo dei cibi ultra-processati secondo la classificazione NOVA

Uno dei principali elementi di preoccupazione riguarda la crescente diffusione dei cibi ultra-processati, definiti dalla classificazione NOVA come prodotti industriali ad alta formulazione, ottenuti da ingredienti raffinati e additivi non utilizzati nella cucina domestica.

Questa categoria comprende alimenti spesso ricchi di zuccheri, grassi e sale, largamente presenti nella dieta quotidiana, soprattutto tra bambini e adolescenti. La letteratura scientifica internazionale associa il consumo abituale di questi prodotti a un aumento del rischio di obesità, diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari. 


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Da qui la necessità di fornire strumenti educativi che consentano di riconoscere la qualità degli alimenti e di orientare le scelte alimentari in modo più consapevole.

Genitori favorevoli all’educazione alimentare fin dall’infanzia

La richiesta di introdurre l’educazione alimentare a scuola risulta ampiamente condivisa anche a livello territoriale. Nel Nord Ovest, e in particolare in Lombardia, il consenso raggiunge il 90,8% dei genitori

I dati Istat indicano che nella regione il 44% degli adulti presenta un eccesso di peso, mentre a livello nazionale la percentuale sale al 47%, considerando insieme sovrappeso e obesità.

Questi numeri rafforzano l’idea che intervenire precocemente possa rappresentare una strategia efficace per ridurre il rischio di eccesso ponderale e promuovere stili di vita salutari lungo tutto l’arco della vita.

Educazione alimentare tra scuola e territorio

Da anni Coldiretti, insieme alla rete Campagna Amica e al movimento Donne Coldiretti, è impegnata in attività di educazione alimentare rivolte a studenti e famiglie. Le iniziative si svolgono nelle scuole, nei mercati contadini e nelle fattorie didattiche, che diventano luoghi di apprendimento pratico, dove teoria ed esperienza diretta si integrano.

L’obiettivo è costruire una strategia nazionale di contrasto all’obesità infantile, promuovendo la Dieta Mediterranea e riducendo il consumo di prodotti ultra-processati, distinguendoli dai cibi semplicemente trasformati.

Un altro punto centrale riguarda il contesto scolastico come ambiente di prevenzione. Tra le proposte avanzate figura lo stop ai distributori di junk food negli edifici scolastici e pubblici e il rilancio delle mense scolastiche come spazi educativi, non solo di ristorazione.

L’introduzione di prodotti stagionali e di filiera corta consentirebbe di collegare nutrizione, cultura alimentare e territorio. In questa direzione si inserisce anche il protocollo d’intesa tra Coldiretti e Anci, che prevede l’aumento dei prodotti made in Italy nella ristorazione collettiva pubblica e progetti educativi dedicati ai più giovani.

Dieta Mediterranea e attività fisica come alleate della prevenzione

La Dieta Mediterranea continua a essere riconosciuta come uno dei modelli alimentari più efficaci per la salute, tanto da essere regolarmente ai primi posti del Best Diets Ranking di U.S. News & World Report. Questo regime alimentare tradizionale è associato a un miglioramento della qualità e della durata della vita.

Accanto all’alimentazione, l’attività fisica rappresenta un pilastro fondamentale della prevenzione. Sport e movimento contribuiscono a contrastare obesità, stress e disturbi dell’umore, favorendo anche lo sviluppo delle relazioni sociali e delle capacità cognitive. Secondo un’analisi della Fondazione Aletheia, l’inattività fisica genera in Italia un costo stimato di un miliardo di euro all’anno.


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Un investimento sulla salute delle nuove generazioni

Promuovere educazione alimentare e movimento fin dall’infanzia significa investire sulla salute futura della popolazione

Un approccio integrato che unisce prevenzione, qualità del cibo e corretti stili di vita, con benefici potenziali per il benessere individuale e per la sostenibilità del sistema sanitario.

Fonti

Coldiretti/Censis - 8 italiani su 10 chiedono di vietare per legge i cibi ultra-formulati nelle mense scolastiche

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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