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Come capire cosa fare nella vita: le domande da porsi

Anna Nascimben

Ultimo aggiornamento – 08 Agosto, 2023

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Affrontare il momento della scelta dell'Università o del lavoro può non essere semplice: non tutti, infatti, hanno già le idee chiare e sanno in quale ambito indirizzarsi. Intraprendere un percorso di analisi interiore e interrogarsi circa i propri desideri e le proprie aspettative, però, può essere utile per schiarirsi la mente. Ecco allora una serie di domande focalizzate su come capire cosa fare nella vita.

Come decidere che lavoro fare con le domande giuste

A un certo punto dell'esistenza, arriva un momento in cui ci si chiede che lavoro scegliere, verso quale ambito o settore indirizzare le proprie energie, quale percorso di studi è più indicato per la propria personalità e se sia il caso, o meno, di cambiare impiego andando alla ricerca di nuovi obiettivi professionali. Se per alcune persone capire che lavoro fare è abbastanza immediato e semplice, per molte altre invece questa scelta apre a un limbo insidioso di possibilità, insicurezze e timori per il futuro.

Per capirci qualcosa di più, può essere utile avviare un percorso di analisi interiore, da soli oppure con l'aiuto di una figura specializzata qualora ci si sentisse molto bloccati. Partendo da alcune semplici domande è possibile analizzare i propri bisogni, le aspirazioni (magari ancora inconsce), i dubbi, i desideri e le paure che ci attanagliano, così da orientare gli sforzi nella giusta direzione. Porsi degli interrogativi è fondamentale per avere una visione chiara sia delle proprie capacità, sia di dove si vuole arrivare, a patto di rispondere sinceramente e di dedicare la giusta attenzione a questo compito.

Come capire che lavoro fare: 10 quesiti a cui rispondere

Ecco dieci domande su cui interrogarsi per comprendere quale lavoro fare nella vita:

  • Come immagino la mia vita fra cinque anni?

Questo interrogativo serve per capire per quale tipo di attività si è più portati. Se si immagina il proprio futuro immediato in giro per il mondo, magari a contatto con il pubblico, difficilmente si potrà pensare di candidarsi per un lavoro d'ufficio oppure intraprendere una facoltà universitaria particolarmente impegnativa e lunga. Al contrario, se si auspica stabilità, routine e organizzazione, alcune carriere sono sicuramente più consigliate di altre.

  • Cosa mi fa più paura?

Talvolta ciò che vogliamo veramente è ciò che ci fa più paura. Se a infonderci timori è l'idea di trasferirci all'estero ad esempio, ma sotto sotto sentiamo che sarebbe la scelta giusta per noi, può essere indicato lavorare su questo genere di insicurezze con un terapeuta, così da sbloccare tutto il nostro potenziale di crescita personale.

  • In cosa sono bravo/a?

Tutti abbiamo degli ambiti in cui siamo più bravi e altri dove, invece, zoppichiamo. Queste differenze possono essere già chiare dai tempi della scuola e prendere in considerazione le materie che sentiamo più inclini alle nostre capacità è già un aiuto su come capire che lavoro fare nella vita. Una persona che odia la matematica e qualunque materia scientifica, ad esempio, difficilmente diventerà un fisico o un ingegnere, mentre chi eccelle in ambito artistico può orientarsi su percorsi lavorativi legati alla creatività, al design o alla progettazione.

  • Chi è la persona che ammiro di più dal punto di vista professionale?

Il desiderio di emulazione è spesso indice di cosa ci piace fare veramente. Se, ad esempio, ammiriamo un famoso chef stellato e adoriamo cucinare, l'idea di intraprendere una carriera nel mondo della ristorazione non è poi così sbagliata. O ancora, se i propri modelli sono scienziati, astronauti e ricercatori, un percorso accademico in ambito scientifico sembra la scelta più ovvia.

  • Quale lavoro potrei fare anche gratis?

La remunerazione economica costituisce un aspetto fondamentale nella scelta della professione, tuttavia anche la passione è importante. Per rispondere all'interrogativo "che lavoro voglio fare?" può quindi essere utile anche ragionare su quale attività si sarebbe disposti a portare avanti gratuitamente, almeno per un certo periodo di tempo.

  • Quale attività provare per prima?

Provare diverse attività e fare più esperienze possibili è fondamentale per capire cosa si vuole fare nella vita, soprattutto se si è ancora molto giovani. Per capire quale lavoro intraprendere può essere utile ragionare su cosa, di primo acchito, si è portati a iniziare e cominciare.

  • Come mi voglio sentire?

Una delle domande più utili relative al come capire il lavoro giusto è spostare il focus dalla specifica attività in sé e allargare l'orizzonte alle proprie emozioni. Riflettere su come ci si vuole sentire (stimolati? organizzati? immersi nel flusso della vita? isolati nel proprio studio?) può indirizzare verso gli ambiti che ci sono più congeniali.

  • Quali sono i miei valori?

I valori non sono uguali per tutti, pertanto analizzare quali sono quelli a cui non si può rinunciare offre già degli importanti spunti di riflessione. Ad esempio, non per tutte le persone il denaro riveste un'importanza fondamentale, quindi potrebbero essere disposte a guadagnare meno pur di fare qualcosa che gli piace, oppure c'è chi non riesce a immaginare di vivere un'esistenza senza aiutare gli altri.

  • Qual è la mia situazione?

In linea teorica tutti possono realizzare qualunque sogno vogliano. Nella realtà, però, le cose sono spesso meno rosee del previsto e talvolta capita di dover fare i conti con la propria situazione di partenza (a livello economico, geografico, oppure caratteriale o familiare). Non bisogna rinunciare ai propri obiettivi, ma modularli a seconda del contesto nel quale ci si trova perché, a meno non si sia veramente molto determinati (o molto fortunati), alcuni lavori sono veramente molto difficili da intraprendere e richiedono la presenza di determinate condizioni di partenza da cui muoversi.

  • Che tipo di persona voglio essere?

Alla domanda "quale lavoro fa per me?" si lega spesso un altro tema, ovvero quello della ricerca della propria identità. Sebbene per alcune persone l'attività professionale coincida quasi al 100% con la personalità, in realtà queste due sfere dovrebbero mantenere delle differenze sostanziali. L'uomo, infatti, non è il lavoro che fa e per sviluppare tutte le potenzialità intrinseche al suo essere, esso dovrebbe focalizzarsi su una crescita che tocca ogni aspetto del proprio Io e non solamente l'ambito professionale.

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Anna Nascimben
Scritto da Anna Nascimben

Laureata in Storia dell'Arte, ho poi studiato Digital Marketing e mi sono appassionata alla SEO. Da anni mi occupo di produrre contenuti per il web in qualità di SEO copywriter.

Revisionato da Dr.ssa Giusy Messina
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Anna Nascimben
in Mental health

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