“L’Epifania tutte le feste porta via” non è solo un proverbio, ma per molte persone segna un passaggio netto dal periodo festivo alla quotidianità.
Dopo settimane caratterizzate da ritmi più lenti, maggiore socialità e minori vincoli, il ritorno alla routine può essere accompagnato da stanchezza, difficoltà di concentrazione e calo della motivazione.
Secondo la ricerca scientifica, queste sensazioni non dipendono esclusivamente dagli eccessi alimentari o dalla mancanza di riposo, ma da un processo di adattamento del cervello a un cambiamento improvviso di abitudini.
Comprendere cosa accade a livello mentale può aiutare a leggere il dopo-Epifania come una fase fisiologica e temporanea.
Il dopo-feste come fase di transizione mentale
In ambito psicologico, il rientro alla quotidianità dopo un periodo di pausa è spesso descritto come post-vacation blues, una condizione transitoria che può includere riduzione dell’energia, irritabilità, malinconia e affaticamento mentale.
Non si tratta di una patologia, ma di una risposta comune a una fase di transizione. Durante le festività, infatti, il cervello si abitua a una maggiore libertà decisionale, a stimoli sociali più frequenti e a una minore pressione legata a orari e responsabilità. Quando questi elementi vengono meno, è necessario un periodo di riassestamento, che può tradursi in una temporanea sensazione di fatica emotiva e di perdita di slancio.
Ritmi, abitudini e consumo di energia mentale
Dal punto di vista neuroscientifico, il cervello è fortemente sensibile alla regolarità dei ritmi quotidiani. Durante le feste, sonno e veglia tendono a spostarsi, i pasti diventano meno regolari e le giornate sono meno strutturate.
Questo comporta una temporanea alterazione dei ritmi circadiani e dei meccanismi che regolano attenzione, vigilanza e capacità di concentrazione. Con il ritorno alla routine, il cervello deve riattivare automatismi fondamentali per il risparmio di energia cognitiva, come la pianificazione delle attività e la gestione delle priorità.
Questo processo non è immediato e può spiegare perché, nei primi giorni dopo l’Epifania, ci si senta mentalmente più affaticati o meno reattivi.
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Motivazione, dopamina e valore della routine
Un ruolo importante è svolto anche dal sistema della ricompensa, regolato in parte dalla dopamina. Le festività offrono numerose gratificazioni immediate, come tempo libero, relazioni sociali più intense e una maggiore esposizione a stimoli piacevoli.
Con la fine di questo periodo, il cervello si trova improvvisamente di fronte a una quotidianità più prevedibile e meno ricca di novità.
Secondo gli studi sul funzionamento delle abitudini, questa transizione può inizialmente essere percepita come un calo della motivazione; tuttavia, nel medio periodo la routine contribuisce a ristabilire equilibrio e stabilità emotiva.
La prevedibilità delle giornate riduce il carico decisionale, migliora la gestione dello stress e favorisce una motivazione più costante e meno dipendente da stimoli esterni.
La fine delle feste mette alla prova non solo la volontà, ma anche la capacità del cervello di riorganizzarsi.
Comprendere cosa succede a livello mentale aiuta a normalizzare le sensazioni tipiche del dopo-Epifania e a leggere il ritorno alla routine come un processo graduale, fisiologico e, nel tempo, utile al benessere emotivo.
Fonti
- Oxford Academic - Do We Recover from Vacation? Meta-analysis of Vacation Effects on Health and Well-being
- University of Groningen - Effects of Short Vacations, Vacation Activities and Experiences on Employee Health and Well-Being
- ScienceDirect - Habit formation and change